[Google] Google e il cibo: un legame vincente

Di - 12 March 2012 - in
Google è sempre stata un’azienda peculiare per quanto riguarda l’attenzione per i propri dipendenti. Un’attenzione che, vista da fuori, appare quasi maniacale. Le varie sedi sparse per il mondo sono costellate di elementi quali arredamenti fantasiosi, spazi per le attività sportive, oggetti curiosi e così via.
Quello che però è forse il tratto più distintivo di questa filosofia aziendale è forse la cucina. Google ha mostrato sin dagli albori uno spiccato interesse per l’arte culinaria.

Non è un segreto che una delle prime assunzioni fatte da Page e Brin fu lo chef Charlie Ayers che in precedenza aveva già prestato i suoi servigi per il mitico gruppo rock americano Grateful Dead.
Charlie non lavora più per Google ora, però l’azienda non ha certo perso il suo stile culinario, anzi.
Sparsi nelle varie sedi in tutto il mondo si contano più di 100 caffetterie, ovvero luoghi di culto per il cibo, ognuno dei quali gestito da un suo chef.
Il mantra di Google, “don’t be evil”, si estende anche alla cucina ed ecco così che l’azienda si concentra su tre aspetti fondamentali, per quanto riguarda il cibo: la salute, il territorio, le persone.
Non solo il gusto e la cura per la preparazione quindi, ma anche la scelta dei prodotti e il rispetto per la salute delle persone.

Proprio per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, Google ha escogitato un codice di colori identificativo: Verde contraddistingue il cibo più salutare, Giallo è sano, Rosso è quello meno salutare.
I cibi della categoria verde sono quelli che vengono esposti più in vista, mentre i rossi sono un po’ nascosti tra gli scaffali.
La materia prima poi, proviene al 50% da fonti puramente biologiche e per il 70% viene acquistata da agricoltori e allevatori locali.

Ma Google è un’azienda hi-tech ed ecco quindi fare capolino la tecnologia in tutta questa abbondanza.
Si dice che spesso le code nelle ore di punta in certi locali siano molto lunghe, quindi l’efficienza è la chiave. Ecco quindi che sono state congegniate alcune applicazioni Android specifiche per non far sprecare tempo alle persone. Come per esempio l’applicazione che suddivide i menu del giorno secondo parole chiave tipo “senza glutine”, “vegetariano” e così via.
L’ultimo aspetto da non sottovalutare, riguarda le location stesse.
L’arredamento è scelto per rendere le caffetterie il più accoglienti e rilassanti possibili, i tavoli sono ampi e invitano alla conversazione.
L’interazione tra dipendenti è tenuta in grande considerazione dall’azienda ed incentivata in vari modi. Non bisogna dimenticare, ad esempio,  che proprio durante una conversazione in una di queste caffetterie nacque l’idea di Gmail.

Via | Gourmet

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene.
Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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