Google I/O 2012 – Riassunto del secondo giorno

Di - 29 June 2012 - in

Ed eccomi a riassumervi il secondo giorno di Google I/O. Perdonatemi la probabile incompletezza, ma vi sto scrivendo poco dopo l’evento, e per motivi legati a Google e alle troppe persone connesse la diretta, traballante già dall’inizio, è ad un certo punto caduta. Non abbiamo al momento notizie chiare e certe su cosa sia stato detto dopo l’interruzione, avvenuta nello stesso momento sia all’I/O Extended da noi organizzato, sia sul PC mio e di altri collaboratori non presenti lí.

Anticipo che, qualità della diretta a parte, questo keynote è stato molto sottotono rispetto a ieri. Certo, la densità di novità contenuta nell’evento che ha preceduto questo era difficilmente replicabile, ed è stata tale da far passare in secondo piano una conferenza sottotono, ma qualche aspettativa in piú la avevamo.

Google Chrome

Chrome era l’argomento piú atteso, ed effettivamente se ne è parlato molto, anche se senza nessuna novità eclatante. Dopo qualche dato statistico, che mostra come Chrome sia in poco tempo diventato il browser piú utilizzato, anche grazie alla forte integrazione con gli altri servizi Google, è stata effettuata una breve dimostrazione di come, grazie alla sincronizzazione dei dati del browser, si possa comodamente passare da un device all’altro durante la navigazione su Internet.

Oltre a segnalibri e password, infatti, Chrome è in grado di sincronizzare anche le schede attive e la relativa cronologia, permettendo all’utente di usare senza problemi piú dispositivi come se fossero uno solo.

I molti computer Apple in bella mostra sul tavolino del palco lasciavano presagire novità per gli utenti della mela. La piú grande novità di Google Chrome è infatti per loro: sarà disponibile a breve sull’AppStore Google Chrome per iOS, sia per l’iPhone che per l’iPad. Le due versioni sono ben realizzate e molto reattive, del tutto paragonabili ai corrispettivi per Android.

Insomma, perse le mappe, Google si sta dando da fare sul fronte del browser, che permetterà sicuramente di portare sui dispositivi mobili Apple l’esperienza dell’ecosistema di servizi Chrome-compatibili.

Google Drive/Documents

Qualche novità anche per Google Drive, neonato tra i servizi Google. Sarà infatti presto disponibile anche su ChromeOS ed iOS, con app analoghe a quella presente su Android. Delusione per il mancato supporto a Linux, ufficiosamente promesso, ma del quale non si vede alcuna traccia. Certo, abbiamo Grive, che a questo punto sembra aver ancora un po’ di tempo per diventare migliore dell’app ufficiale quando uscirà, ma l’essere considerati utenti di serie B è molto spiacevole.

Novità piú specifica per Documents è il supporto all’editing offline. La versione offline di Google Documents, infatti, al momento permette la sola visualizzazione dei documenti. A breve permetterà anche l’editing, salvando le modifiche su memoria locale per poi sincronizzarle quando si torna online. Nella sua apparente piccolezza, questa è praticamente la piú grande novità per end-user annunciata nella parte che ci è nota del secondo keynote. Chiunque lavori in mobilità sa infatti quanto sia odioso non poter modificare i documenti Google in aereo o in tutte quelle situazioni in cui non si ha una connessione a disposizione. Personalmente, molte volte mi sono dovuto appoggiare ad editor locali, per poi modificare il documento vero in un secondo momento, ed è assai scomodo.

Google Compute Engine

Novità un po’ piú tecnica ma comunque davvero grandiosa, sicuramente il pezzo forte di questo secondo giorno, Compute Engine è un servizio/infrastruttura per chi si occupa di applicazioni di calcolo parallelo.

Il servizio mette a disposizione, a pagamento con prezzi molto ragionevoli, delle macchine virtuali Linux che girano sull’infrastruttura di calcolo di Google. Grazie a tali macchine è possibile costruire reti anche molto vaste di cluster che svolgano una stessa applicazione di calcolo parallela, in maniera da ottenere risultati a velocità davvero impressionanti e con investimenti minimi rispetto al doversi costruire una struttura analoga.

È già disponibile una preview limitata per chi volesse fare test.

È stata mostrata in diretta un’applicazione di calcolo sul genoma umano, ed è stato evidenziato come già con pochi cluster ottenesse risultati molto piú velocemente rispetto allo stesso sistema fatto girare su macchine tradizionali.

Sarà possibile ospitare i dati di input ed output sia su dischi virtuali forniti assieme alla macchina virtuale (e quindi destinati a sparire una volta chiusa la macchina a fine operazione), sia su dischi virtuali persistenti, conservati da Google anche dopo la chiusura della macchina. Il sistema si integra anche con il pre-esistente Cloud Storage, permettendo di accedere ai dati contenuti nel proprio storage. In ogni caso il tutto viene cifrato e protetto da accessi esterni.

È stato fatto notare come l’alta efficienza (ed ecocompatibilità) delle server farm Google, unita alla flessibilità d’uso e alla scalabilità fanno di Compute Engine uno strumento economico, a basso impatto e che permette performance elevate senza investimenti ingenti sia economici, sia di spazio fisico e know-how.

Insomma, un’altro ottimo prodotto si aggiunge ai servizi/infrastruttura cloud di Google, App Engine, Cloud Storage e BigQuery.

Cirque du Soleil – Web World

Dopo una presentazione tanto tecnica, si è passati ad una carrellata dei giochi disponibili su Google Chrome e poi bruscamente all’arte, mescolata a dovere con l’alta tecnologia. Alcune persone del Cirque du Soleil, notissimo circo acrobatico canadese, hanno presentato una loro applicazione interattiva basata sulle tecnologie di Google Chrome.

Grazie a tale applicazione è possibile allo stesso tempo guardare spettacoli del circo con grandiosi effetti tridimensionali (realizzati in HTML5/CSS), perfettamente fluidi, ed interagire con essi semplicemente muovendo il corpo davanti alla cam del computer.

Non sono stati forniti dettagli tecnici soddisfacenti, ma l’effetto grafico è davvero spettacolare e va oltre quello che si ritiene generalmente possibile realizzare con HTML5 e WebGL. Ottimo lavoro.

Sul tetto

La conferenza a questo punto è passata sul tetto del Moscone Center, con Sergey Brin, con regolamentari Google Glass, che ci mostrava l’avvicinamento del dirigibile già visto ieri e il lancio, analogo a quello di ieri (lo stesso? Se Brin non è ubiquo, no) e il relativo atterraggio. Il senso di tutto ciò è stato reso meno chiaro dal fatto che la connessione diretta è morta qui, senza piú riprendersi. Ho cercato, durante la stesura di questo articolo, ulteriori notizie, ma sembrano non esserci piú notizie da qui in poi per qualunque sito anglofono che scrivesse un liveblog dell’evento.
Inoltre anche il nostro inviato a San Francisco, presente al Google I/O, ci ha in seguito confermato come il keynote si sia interrotto bruscamente anche per loro.

Peccato.

Conclusioni

Sono però tutt’ora a bocca aperta per il Compute Engine, che rende la piattaforma di servizi cloud davvero completa ed attraente. Sarà ora possibile far girare su App Engine applicazioni di calcolo che sfruttino Compute Engine e salvino i dati su Cloud Storage, prendendo eventualmente input da BigQuery. Pochi fornitori di infrastrutture possono vantare un pacchetto cosí completo di servizi.

Interessanti per gli utenti Apple le altre novità tecnologiche, trascuratissimo Linux. Ciò è triste, soprattutto considerato il grande debito che Google ha con il pinguino e che salda solo in parte con i suoi progetti Open Source.

Ci sono ottime probabilità che, viste le performance dell’applicazione del Cirque du Soleil gli sviluppatori di videogiochi inizino a prendere seriamente in considerazione Chrome come piattaforma, il che gioverebbe molto alla portabilità dei giochi sia in ambito fisso che in ambito mobile.

Keynote sottotono, insomma, ma solo perché paragonato a quello che lo ha preceduto.

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Lorenzo Breda Articolo scritto da

Studente di Informatica a Roma, si occupa di programmazione web sopratutto lato server, e di accessibilità del web. Utilizza e ama Debian GNU/Linux, e si interessa di fisica, fumetto, trekking e fotografia (gli ultimi due possibilmente abbinati).
Collabora con Googlab da aprile 2012.

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