Google Maps per tracciare gli animali selvatici

Di - 7 March 2014 - in
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Google Maps e le sue mappe satellitari, vengono spesso utilizzati, da utenti ed istituzioni di terze parti, per specifiche applicazioni create ad hoc. Questo tipo di utilizzo è reso possibile da specifiche API che offrono accesso a diverse funzionalità della suite. Come spesso accade però, la differenza viene fatta dalla fantasia degli sviluppatori più che dalle specifiche tecniche del prodotto.

Vediamo in questo caso come istituzioni scientifiche e per la difesa degli animali, utilizzano Google Maps per tracciare gli spostamenti in tempo reale di esemplari immersi nel proprio ambiente naturale.  Non rispetteremmo poi lo spirito del web 2.0 se queste mappe non fossero rese liberamente consultabili da chiunque abbia accesso al web.

Il WWF ha creato un servizio chiamato WWF Species Tracker che permette, come dice il nome, di tracciare esemplari di alcune specie animali sotto osservazione dall’associazione ambientalista. Gli animali sono dotati di specifici collari capaci di trasmettere la posizione ad un satellite, che a sua volta le ritrasmette ad un server che le posiziona su una mappa di Google Maps. Ecco quindi che ricercatori ed appassionati possono studiare il comportamento di ogni specie mentre si muovono nel proprio ambiente.

Menu di Species Tracker

Un altro strumento di questo tipo, molto più piacevole dal punto di vista grafico, è il Bear Tracker creato da Polar Bears International, l’associazione leader per la conservazione degli orsi polari. Analogamente al servizio del WWF, anche in questo caso è possibile selezionare uno specifico esemplare di animale ed osservare i suoi spostamenti sulla banchisa. In questo caso sono presenti anche alcune opzioni specifiche, come quella per vedere le variazioni di livello della banchisa attraverso i mesi.

Lo spostamento degli orsi polari

L’ultimo servizio di cui vogliamo parlarvi è il Global Shark Tracker, creato dall’associazione no profit OCEARCH. Come potete immaginare, questo servizio permette di tracciare gli spostamenti di una lunga serie di esemplari di grande squalo bianco. Analogamente agli altri servizi è possibile selezionare ciascun esemplare, osservare i suoi spostamenti e leggere le sue caratteristiche nonché la sua storia. Ogni volta che la pinna dorsale dello squalo buca il pelo dell’acqua, il sensore trasmette la sua posizione al satellite.

OCEARCH ha reso disponibile anche specifiche applicazioni per sistemi Android e iOS dedicate al servizio di Shark Tracker.

Shark Tracker di OCEARCH

Anche se oggi sembra scontato, se ci pensiamo un secondo è incredibile come la tecnologia stia sempre più permettendo di accedere ad informazioni che, solo fino a pochi anni fa, sarebbero state circoscritte a circoli specifici e limitati di persone. La domanda (provocatoria) è: questa abbondante disponibilità di informazioni si traduce necessariamente in maggiore conoscenza? Ovviamente la risposta è no.

Ciò non toglie che le informazioni che vengono offerte ad una vasta fetta di pubblico (quella che ha accesso al web), creano opportunità che erano impensabili ed impossibili solo pochi anni fa.

Fonte | Google Maps Mania

Fonte immagine | http://www.ocearch.org/

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene. Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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