Google mette online nuove parti dei Manoscritti del Mar Morto

Di - 24 December 2012 - in

Circa un anno fa Google ha collaborato, grazie alle sue tecnologie di acquisizione e indicizzazione di immagini, alla pubblicazione online di diverse parti dei Manoscritti del Mar Morto.

Tali manoscritti sono dei rotoli, rinvenuti nella zona di Qumran e in altre zone vicine al Mar Morto, che contengono tra le altre cose delle versioni molto antiche della Bibbia ebraica. Nonostante la loro età (risalgono a un periodo compreso tra il 150aC e il 70dC), i rotoli sono conservati piuttosto bene, poiché sono stati in gran parte sigillati in giare, e hanno quindi una enorme importanza dal punto di vista filologico, riportando una versione dei testi estremamente vicina alle primissime.

Nei giorni scorsi, la collaborazione tra Google e il Museo d’Israele ha portato alla creazione della Leon Levy Dead Sea Scroll Digital Library, che raccoglie circa cinquemila immagini di frammenti dei rotoli alla notevole definizione di 1215dpi, che permetterà agli studiosi di tutto il mondo di poterli analizzare con grande dettaglio.

Nella nuova raccolta di frammenti sono presenti nuovi testi che non erano ancora indicizzati.

Tra questi, una delle piú antiche copie note del Libro del Deuteronomio, libro che rianalizza e spiega la legge esposta nel Libro dell’Esodo. La copia del Deuteronomio include anche il brano sui dieci comandamenti.

Inoltre, è presente parte del primo capitolo del Libro della Genesi, che descrive la creazione del mondo, assieme ad altre migliaia di testi online dopo migliaia di anni da quando sono stati scritti. Una grande risorsa sia per gli studiosi di storia delle religioni, che per chi si occupa di filologia e di storia.

Oltre alle scansioni, tutte indicizzate e realizzate sia in luce visibile che all’infrarosso, sono presenti informazioni aggiuntive su circa 900 dei manoscritti disponibili.

La partnership di Google con le autorità israeliane ha permesso di realizzare anche diverse altri siti molto interessanti dal punto di vista culturale, come le collezioni fotografiche del museo dell’olocausto Yad Vashem di Gerusalemme, e di aggiungere contenuti a diversi siti di Google, come il Google Art Project, World Wonders e il Google Cultural Institute.

Via | Google Official Blog

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Lorenzo Breda Articolo scritto da

Studente di Informatica a Roma, si occupa di programmazione web sopratutto lato server, e di accessibilità del web. Utilizza e ama Debian GNU/Linux, e si interessa di fisica, fumetto, trekking e fotografia (gli ultimi due possibilmente abbinati). Collabora con Googlab da aprile 2012.

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