[Google] Microsoft contro Google, di nuovo

Di - 5 March 2012 - in
Pare essere partita negli ultimi giorni, una campagna di diffamazione da parte di Microsoft nei confronti di Google. Il tema è uno dei tormentoni dell’azienda di RedMond: la privacy. La modalità questa volta non è una video parodia, né un sito promozionale pieno di affermazioni strumentali, bensì una forma di manipolazione più celata e pericolosa.
Sono riportati infatti due casi in cui la ICOMP, Initiative for a Competitive Online Marketplace, ha organizzato seminari, sulla carta dedicati alla privacy, ma nei fatti trasformati in un’esposizione di accuse più o meno fondate sulle policy di Google in materia. Il primo incontro si è tenuto a Londra e viene riportato dal quotidiano The Economist mentre il secondo ha avuto luogo a Brussels e ci viene riportato da Rick Falkvinge, fondatore del Partito Pirata Svedese.

Cosa c’entra quindi Microsoft? L’ICOMP è fondamentalmente una creatura di Microsoft che la gestisce come un’organizzazione fantoccio e la finanzia in larga parte, evidentemente allo scopo di tenere pulito il proprio nome mentre questa attacca Google. Secondo il Daily Telegraph, questo è il suo principale ed unico scopo, come afferma in un articolo di un paio di anni fa dove illustra una serie di eventi fondamentalmente uguali a quelli che vi riportiamo oggi.

Falkvinge, essendo apertamente ostile alle politiche di Microsoft e avendo una posizione diversa dal The Economist, rivela anche numerosi dettagli sul linguaggio usato e sulle accuse mosse da Microsoft nei confronti di Google. Inutile dire che “fazioso” e “strumentale” siano due aggettivi irrinunciabili quando Microsoft apre bocca contro Google. Il comportamento degli oratori è stato così irritante che la delegazione del Partito Pirata, con gesto plateale, ha abbandonato la sala, rinunciando al pranzo gratuito offerto in coda all’evento, evidentemente con grande sacrificio visto che sia Falkvinge, sia un suo collaboratore lo ribadiscono più volte.

Aspettiamo di vedere se la vicenda avrà seguito o se, come in passato, Google lascerà cadere le accuse. La differenza è che ora Microsoft punta ad influenzare le alte sfere piuttosto che gli utenti e vista la fase delicata in cui si trova Google, non è detto che non vengano toccati i tasti giusti per creare problemi all’azienda di Mountain View in sede politica.

Via | Falkvinge & Co.

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Simone Robutti Articolo scritto da

Laureato in Informatica, specializzato in sviluppo web e comunità virtuali, hardcore gamer, flamer per passione.

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