Google Plus è morto

Di - 6 July 2012 - in

Google+ è morto, Facebook è morto, il SEO è morto, il mobile è morto, Microsoft è morta, il gaming su PC è morto, il Tech Journalism è morto, Fabri Fibra è morto. Tante volte sentiamo persone millantare o profetizzare la morte di un servizio, di un’azienda, di un prodotto, di un mercato. Spesso e volentieri ciò è causato da un odio intrinseco per un prodotto concorrente, o per semplice ottusità e chiusura mentale verso le novità che non si riescono a capire. La visione di Google+ come deserto popolato da qualche nerd nomade, che saltuariamente incontra un proprio simile con cui scambia Tips&Tricks su come migliorare le performance del suo sistema FreeBSD ,sta iniziando a sparire dall’immaginario comune di internet e pian piano Google+ sta venendo accettato come un prodotto vivo, vitale e potente, come è sempre stato.

Tuttavia i denigratori che cavalcano l’onda dell’ignoranza per avere visite facili sono parecchi e oggi parleremo di uno di questi. Browser Media ha realizzato questa infografica, dove spiega perché Google+ sarebbe già morto, partendo da dati statistici che secondo loro dovrebbero comprovare quanti Google+ sia inattivo e fallimentare.

 

Visto così, Google+ sembrerebbe spacciato. Quindi dove sta l’inghippo? Perché Google dice che Google+ è un successo mentre questi signori lo danno per morto? Il trucco è vecchio come il mondo: hanno preso e mescolato dati da varie fonti, scegliendole ad hoc per descrivere la realtà in una maniera molto distorta. La malafede viene confermata dal fatto che le fonti da cui avrebbero preso il famoso dato dei “3 minuti” di uso medio di Google+ (già di difficile interpretazione da solo), non ha link diretto ma solo un link generico al sito, rendendo difficile la consultazione del dato. Perché fare questo? Perché sennò sarebbe facile anche per un non-informato accorgersi che han preso un dato vecchio di mesi e mesi, comparandolo con altri dati recenti.

Considerando che l’infografica è stata pubblicata il 5 Luglio, ci stupiamo di come non siano stati usati i dati aggiornati pubblicati da Google al Google I/O 2012, tenutosi una settimana prima invece di andare a ripescare dati abbastanza nebulosi risalenti ad una fase di Google+ praticamente di beta. Ci sorge il ragionevole dubbio che sia un tentativo di avvantaggiarsi di un luogo comune per avere visibilità facile ma ormai questa cantilena non attacca più e le basi per denigrare Google+ vanno via via assottigliandosi. Perciò la morale rimane la solita: diffidate dalle infografiche e controllate sempre le fonti.

Fonte: visual.ly

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Simone Robutti Articolo scritto da

Laureato in Informatica, specializzato in sviluppo web e comunità virtuali, hardcore gamer, flamer per passione.

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