[Google] Restaurando il Mundaneum

Di - 22 March 2012 - in
Belgio, 1895. Due bibliotecari, di nome Paul Otlet ed Henri La Fontaine elaborano il Sistema Decimale Universale di Classificazione, basandosi sul lavoro iniziato da John Dewey. Il sistema, valido per libri, musica, film, articoli di giornale, documenti di vario genere e tutt’ora in uso in biblioteche di tutto il mondo.

Con questo strumento all’attivo, decidono di imbarcarsi in una impresa di dimensioni titaniche: schedare manualmente tutto lo scibile di cui riuscissero a venire in possesso, così da poterlo condividere con chiunque ne facesse richiesta, con gli strumenti dell’epoca.

L’enorme quantità di informazioni venne allocata in uno stabile che il governo belga mise loro a disposizione e in questo stesso stabile venivano elaborate le risposte alle molteplici domande che lì pervenivano da ogni parte del mondo.

Il progetto prese il nome di Mundaneum e sono state contate più di sedicimila schede di informazioni, tutte suddivise e ben ordinate, come potete vedere dal filmato qui sotto riportato :

La Fontaine venne insignito del premio Nobel per la Pace nel 1913 e destinò i proventi del premio allo sviluppo del Mundaneum, convinto che l’accesso alla conoscenza fosse un ulteriore mezzo per preservare la pace. Tuttavia la seconda guerra mondiale e la morte dei due bibliotecari diedero una grossa frenata alla prosecuzione del progetto, che venne fortunatamente mantenuto in vita dall’impegno di alcuni volontari.

L’enorme quantità di informazioni (tenete sempre a mente che stiamo parlando di schede in carta, scritte perlopiù a mano) dovette essere trasferita in altra sede, perchè fisicamente aveva occupato tutto lo spazio disponibile. Una parte è stata depositata in alcuni locali della metropolitana di Bruxelles (Brussel), un’altra parte invece, la più grande, in un palazzo Art-Deco nella città di Mons (Bergen), il cui sindaco è il signor Elio Di Rupo, che nella fattispecie è anche il Primo Ministro belga.

E siamo arrivati ad oggi.
O meglio, siamo arrivati al 13 marzo 2012, giorno in cui il Primo Ministro Belga si è recato presso gli uffici di Google annunciando una partnership tra il Mundaneum e l’Università di Gand (Gent).
Google, che nella storia del Mundaneum trova delle somiglianze con la propria mission, sarà partner e sponsor di entrambe le istituzioni, per le quali sono già previste conferenze dei due Web pioneers Louis Pouzin e Robert Cailliau.

Questo avvenimento è importante sotto molteplici punti di vista.
Sicuramente il lavoro di Otlet e La Fontaine non può essere dimenticato, loro due hanno costruito una prima forma di Wikipedia e rispondevano alle domande provenienti dall’esterno come un motore di ricerca, ovviamente un po’ più lentamente di quanto faccia un motore di ricerca oggi!

Ultimamente, il Belgio è stato incluso nel progetto Street View e il mercato generato dallo sviluppo di Internet nel paese è stimato in forte aumento, che si stima superiore al 10% per i prossimi 5 anni.
Una partnership con Google, che riallacci i legami tra passato e futuro attraverso questo importante presente, quindi, è davvero un’ottima notizia.

Per Google è anche un modo per mostrare una ulteriore sfaccettatura di sè stessa agli occhi attenti della Comunità Europea, che in questo momento sta seguendo con la massima attenzione tutti i movimenti della società di Mountain View; è importante mostrare quanto Google sia disponibile e aperta alla collaborazione, aiutando per esempio a salvaguardare un enorme patrimonio di storia e di scibile come il Mundamenum.
Ricordiamoci che, allo stesso modo, Google nell’ultimo anno ha anche aiutato il restauro di Bletchley Park, altro luogo storico per ciò che concerne lo sviluppo del computing moderno (ne abbiamo parlato in occasione del restauro e della seconda donazione).

Via | Google European Public Policy BlogThe New York TimesMundaneum

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Laura Germana Vailati Articolo scritto da

Nata e cresciuta a Milano, dal cui caos si separa sempre con difficoltà, lavora per una multinazionale americana (no, non Google!). Condivide il suo tempo libero con una mamma, un compagno, due felini, tanti libri (piú di 3000 volumi. Di carta), tanta musica (piú di 2000 vinili), parecchi film e qualche buon amico di vecchissima data. A 16 anni le dissero che l'informatica non era la sua strada. All'epoca ci credette. E fece malissimo!

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