[Google] Schmidt e il Futuro della Mente Globale

Di - 20 November 2011 - in

The Future of the Global Mind, è il titolo del discorso che Eric Schmidt, ha tenuto al MIT il 15 novembre all’interno delle celebrazioni del 5° anniversario del Centro per l’Intelligenza Collettiva del MIT, che studia come gli esseri umani e i computer possono interconnettersi per agire in modo più intelligente.

Quanto detto da Schmidt è interessante, in quanto getta ancora un po’ di luce su quella che è la visione a lungo termine di Google. Rappresenta insomma quello che, come ha affermato Larry Page durante lo scorso discorso in occasione della presentazione di bilancio, Google vuole diventare da grande.
Secondo Schmidt l’emergere di una mente globale, composta da esseri umani e computer, offre ed offrirà sempre nuovi modi per risolvere problemi globali.
Il sempre più rapido accumulo di informazioni spingerà le persone a trovare nuovi modi per affrontare i problemi globali, con  nuove e più veloci tecnologie a supporto.
La società si organizzerà in compiti che gli umani sono più bravi a portare a termine e in compiti in cui sono meglio i computer, continua Schmidt. Pensate alle macchine come a degli aiuti, ai nostri migliori amici, i nostri migliori assistenti. Essi sanno dove siamo stati e ci potranno suggerire dove andare.
Secondo Schmidt questo tipo di relazione porterà benefici a lungo termine all’umanità, eccetto nel caso di un connubbio tra robotica e guerra.

La tecnologia, prosegue Schmidt, non è più tanto ciò che è hardware e ciò che è software. Il vero significato della tecnologia è essere in grado di estrarre ed utilizzare l’enorme volume di  dati disponibili per rendere il mondo un posto migliore.
L’accumulo dei dati (inteso soprattutto come disponibilità) permetterà avanzamenti tecnologici fino ad ora visti solo nei film di fantascienza.
E a questo punto Schmidt menziona specificatamente macchine che sapranno guidare meglio di ciò che sanno fare gli uomini.
In effetti questo è un progetto a cui Google, probabilmente all’interno del progetto Google X, sta lavorando da molto tempo e che, si vocifera, la società di Mountain View sta considerando di commercializzare al pubblico in futuro.
Schmidt cita poi la cosiddetta “primavera araba” come esempio di un movimento sociale che si è generato ed evoluto a partire dall’enorme disponibilità di informazioni e accesso alla tecnolologia.
Ricorderete in proposito la pianificazione tramite Facebook, l’esecuzione coordinata tramite Twitter e la registrazione delle informazioni attraverso YouTube.
Schmidt conclude con una frase significativa di tutto l’intervento:

“Voi non siete più soli, non siete più annoiati. Voi potete conoscere qualsiasi cossa”

Un discorso visionario quindi, parole che, come ho detto all’inizio, danno qualche indizio in più riguardo alla meta di un percorso che Google sta intraprendendo da anni ma che, nell’ultimo anno, sembra aver accelerato.
Se il mondo di domani sarà quello idilliaco dipinto da Schmidt è tutto da vedere. Certo è che noi viviamo in un’epoca di forte accelerazione per quanto riguarda i cambiamenti alla vita dell’uomo portati dalla tecnologia.
Google rappresenta certamente un esempio di un’azienda che spinge costantemente all’innovazione, anche radicale. In pochi si rendono conto di quante tecnologie, legate per esempio ai processi di machine learning, alla base dell’intelligenza artificiale, vengono messi a disposizione degli utenti attraverso prodotti all’apparenza triviali.
Google ha addirittura creato una serie di API per interfacciarsi alle risorse aziendali e permettere agli utenti di creare applicazioni di machine learning.
Voi come la vedete la Google del futuro?

Via | MIT news

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene. Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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