SketchUp per ricostruire scene del crimine in 3D

Di - 26 February 2013 - in

La criminologia moderna fa un larghissimo uso delle tecnologie informatiche per condurre indagini che, altrimenti, sarebbero state impossibili appena una ventina di anni fa. È merito di queste tecnologie se alcuni veri e propri cold cases italiani (cioè i crimini che trovano soluzione solo dopo moltissimi anni) hanno finalmente trovato un epilogo oppure sono stati rimessi sotto la lente d’ingrandimento dei nuovi inquirenti.

Tutte le operazioni di indagine eseguite con l’ausilio di strumenti informatici assume il nome di computer forensics.

Gli appassionati di serie TV come C.S.I. sanno perfettamente che con un computer è possibile (realmente, non solo nella finzione) comparare tracce di DNA, fare scansioni microscopiche delle fibre dei tessuti o di materiale organico, eseguire simulazioni balistiche parallelamente agli esperimenti balistici reali, recuperare il contenuto di memorie di massa ormai danneggiate e persino condurre indagini su immagini e video digitali.

Purtroppo è fatto noto solo agli addetti ai lavori ma in tema di analisi di immagini e video digitali l’Italia può vantarsi di essere sede di un’eccellenza di livello internazionale: IPLAB, Image Processing Laboratory, presso il Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Catania, diretto dal Prof. Sebastiano Battiato. L’IPLAB ha sviluppato una serie di algoritmi che hanno fatto progredire notevolmente il ramo delle indagini su materiale multimediale; tali algoritmi, infatti, consentono di estrarre da immagini altrimenti illeggibili o inutilizzabili, una minima quantità di dati che, trattati, consentono di recuperare l’informazione contenuta e non visibile ad occhio nudo.

Un’altra parte del lavoro dell’IPLAB, invece, si focalizza sull’analisi fotogrammetrica e mira a fornire misurazioni abbastanza precise sulla posizione degli oggetti in un’immagine, della distanza fra persone e cose, e il calcolo delle misure antropometriche delle persone ritratte in un fotogramma digitale. Una simile attività si rivela necessaria quando nel corso delle indagini vi è un sospetto per il reato commesso e bisogna confermare la presenza o meno dell’individuo sulla scena del crimine.

Dunque da una scena del crimine reale ritratta in una fotografia digitale è possibile estrarre una quantità di informazioni notevole e di altissima importanza per gli inquirenti. Oggi però sembra che si possa fare un ulteriore passo avanti grazie a SketchUp (ex Google SketchUp – il software è poi stato ceduto all’azienda Trimble), un tool per il disegno realizzato da Google, nel quale sono state introdotte delle caratteristiche tecniche tali da renderlo interessante anche ai fini della computer forensics.

Uno studio rilasciato dalla Association for Crime Scene Reconstrution (ACSR) dimostra come la ricostruzione digitale e in tre dimensioni di una scena del crimine sia possibile anche senza dover ricorrere ad esperti modellisti 3D o all’impiego di software particolarmente costosi. Tale studio, infatti, dimostra come lo strumento realizzato da Google possieda delle potenzialità nascoste e niente affatto pubblicizzate, quali la possibilità di importare la piantina di un appartamento disegnata a mano su un comunissimo foglio di carta a quadretti: il software rileva i contorni tracciati sul foglio e li trasforma nel perimetro delle stanze, dando poi la possibilità di riempirle con gli oggetti rinvenuti nella scena reale – come gli elettrodomestici o i mobili – e riprodurre nella maniera più fedele possibile i luoghi in cui si è consumato il reato.

Anche più importante, infine, è la funzione che SketchUp offre per posizionare “manichini” virtuali negli ambienti disegnati, con la possibilità di usare una specie di funzione “goniometro” per posizionare le articolazioni nelle angolazioni rilevate nella realtà.

Lo studio della ACSR dunque dimostra le enormi possibilità di un tool di Google, molto -forse troppo- sconosciuto, perfettamente compatibile ed interoperabile con strumenti simili più rinomati e blasonati (come 3DSMax, COLLADA o AutoCAD), per il quale forse nemmeno la stessa casa madre avrebbe mai pensato ad un impiego professionale e importante come quello appena illustrato.

Il PDF con lo studio dell’ACSR è disponibile per il download a questo indirizzo però bisogna avvisare che mostra immagini tratte da scene del crimine reali e, quindi, potrebbero rivelarsi inadatte per i lettori più sensibili o facilmente impressionabili.

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Matteo Luigi Riso Articolo scritto da

Avvocato, programmatore, geek tutto in uno. Una passione smodata per la tecnologia e l’informatica, avido utilizzatore di Google e Android. La sua missione è divulgare e far comprendere la tecnologia e gli aspetti ad essa connessi.

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