Legalize Love in supporto ai diritti LGBT

Di - 10 July 2012 - in

L’orientamento generale LGBT friendly nei confronti dei dipendenti in Google è cosa nota e ne fa, negli USA,  una delle compagnie più illuminate a livello di policy interne per evitare discriminazioni a causa dell’orientamento sessuale. Già altre volte in passato l’azienda si è schierata apertamente contro le stigmatizzazioni della diversità. Questa filosofia si appresta a venire estesa al piano sociale su più vasta scala con Legalize Love, campagna globale di supporto ai diritti di persone gay, lesbiche o transgender anche per quanto riguardo la spinosa questione del poter contrarre matrimonio.

Legalize Love sarà lanciata dapprima in Polonia e Singapore e poi negli altri Paesi dove Google è presente con una propria sede, focalizzandosi in particolare su quei luoghi nei quali agire comportamenti omosessuali sia tuttora un reato penale, oppure siano vigenti altre leggi anti-gay o una cultura di stampo omofobico.

L’intento di Google è stato specificato da Mark Palmer-Edgecumbe, Head of Diversity and Inclusion per Europa, Medio Oriente e Africa, al Global LGBT Workplace Summit di Londra:

Vogliamo che i nostri dipendenti gay, lesbiche o transgender che siano, sperimentino al di fuori dall’ufficio la stessa qualità di vita che hanno sul posto di lavoro. Certo si tratta di un obiettivo ambizioso.

Perché scegliere Singapore?

Perché aspira ad essere un centro finanziario e leader economico a livello mondiale ed essere tale significa che si devono trattare tutte le persone allo stesso modo indipendentemente dal loro orientamento.

Google ha dei buoni motivi come Corporate per assumere un ruolo attivo nella difesa dei diritti delle comunità LGBT, al di là della semplice filantropia. Operando in molti Paesi ed avendo proprio personale sempre in giro per il mondo succede spesso che si riscontrino problemi nel voler mandare la persona giusta al posto giusto per un incarico in uno di quei luoghi dove le persone LGBT non vengono accettate a prescindere dalle loro competenze sul lavoro.

Un executive dichiaratamente gay del Citi,  Bob Amnnibale, ha lodato l’iniziativa: “Il fatto che Google sia una giovane entità virtuale conosciuta in tutto il mondo significa che il messaggio potrà essere diffuso molto velocemente.”

Un altro speaker della conferenza londinese sostiene la sinergia di iniziative concertate tra governi, organizzazioni non governative e multinazionali, affermando che, quando si cerca di cambiare le cose, mentre i governi possono usare lo strumento della diplomazia, le ONG possono scendere in campo con dati e argomentazioni, in realtà sono le corporation a poter essere convincenti tramite il potere economico. Neppure le nazioni più passive possono permettersi di ignorare un argomento del genere. Non è forse vero che di solito dove arti diplomatiche e argomentazioni legittime e sensate non sono abbastanza efficaci, la prospettiva di perdere ottime occasioni di affari riesce ad avere la meglio?

via | dot429.com

foto di Shauna Frey

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Roberta Ranzani Articolo scritto da

Lifelong learner affascinata dal Web e dalla possibilità d'allacciare infinite Connessioni. Ama cucinare, i libri, la musica, le arti visive, i gatti e l'Affabulazione.

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