[Google] Tre cose che spaventano Google

Di - 12 March 2012 - in
Durante un evento ufficiale dell’associazione di giornalisti della National Press Foundation, Eric Schmidt ha espresso la sua visione del futuro dell’informazione. In particolare il Chairman di Google ha affermato che pur “credendo fermamente negli effetti positivi della tecnologia”, ci sono alcuni aspetti del futuro di Internet sui quali nutre profondi (e condivisibili) timori.

Ecco quello che teme Schmidt:

  • Un primo timore è che le minacce più grandi alla sicurezza verranno da altre nazioni, al di fuori degli USA;
  • In secondo luogo Schmidt teme che la funzione di “memoria collettiva” del Web non sia dotata di un pulsante per cancellare gli errori, o dare una seconda possibilità per chi ne ha commessi “da giovane”, e Schmidt se ne rammarica;
  • In ultimo che purtroppo le tecnologie usate per apporre dei filtri all’informazione sul Web da parte dei governi possano solo migliorare;

Cionostante, Eric Schmidt rimane fiducioso nella forza di Internet e della tecnologia che sono “come l’acqua che scorre e alla fine trova un modo per passare… La verità trionferà”.

Schmidt ha anche risposto ad alcune domande dei presenti ed è stato toccata la questione della Cina. Uno dei giornalisti ha domandato se la popolazione cinese potrà mai trarre beneficio da un libero flusso delle informazioni, argomento spinoso in quanto tutte le grandi compagnie americane, Google compresa, devono fare i conti con il minore dei mali tra l’aderire ad una politica di censura o limitare i propri affari in quel luogo. La risposta è stata che “Non siamo a conoscenza di piani su Internet della Cina, non li raccontano a nessuno, tantomeno a Google. Non siamo nei loro contatti telefonici.”

Tuttavia lo stesso Schmidt auspica che il popolo cinese arrivi al punto di chiedere con fermezza l’accesso libero alla trasmissione delle notizie e superi la censura operata dal suo governo. Schmidt infatti ritiene che più i leader cinesi negano quell’accesso “più si fanno del male da soli” nella mancata partecipazione all’economia globale che dipende dalla libera circolazione delle informazioni.

Via | 9to5google

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Roberta Ranzani Articolo scritto da

Lifelong learner affascinata dal Web e dalla possibilità d'allacciare infinite Connessioni. Ama cucinare, i libri, la musica, le arti visive, i gatti e l'Affabulazione.

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