Google, YouTube e la qualità dei video

Di - 20 March 2014 - in
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YouTube sfrutta una rete globale di server che ci consente di guardare i nostri video preferiti in tempo reale. Scopriamo come funziona.

Per garantire una migliore fruibilità dei suoi video YouTube deve poter garantire una latenza la più bassa possibile, ad una velocità di trasmissione più alta possibile. Per questo motivo YouTube fa il di tutto per garantire che il video venga fornito ad un utente dal server che si trova topologicamente più vicino all’ISP dell’utente.

Grosso modo per distanza topologica si intende il numero di router che il segnale deve attraversare, così come la larghezza di banda disponibile sulle connessioni che connettono i vari router. Tuttavia una volta che il segnale è arrivato all’ISP dell’utente anche quest’ultimo deve impegnarsi e fare il possibile per rendere disponibile la banda necessaria a visualizzare il video al meglio. Una volta che l’ISP invia il segnale all’utente è la rete domestica dello stesso a doverne sopportare il carico. Dovrebbe essere chiaro che una congestione in uno qualsiasi di questi passaggi impatta negativamente sulla qualità della trasmissione video e, di conseguenza, sull’esperienza dell’utente.

Per migliorare la nostra user experience Google monitora le prestazioni di YouTube. Bisogna a questo punto sottolineare che YouTube definisce tre livelli di qualità video:

  1. HD per video con una risoluzione minima di 720p
  2. SD per una risoluzione minima di 360p
  3. LD per una risoluzione massima di 360p

L’accuratezza delle statistiche deriva dal fatto che come campione non si una un sottoinsieme limitato di utenti, ma i miliardi di video che vengono visualizzati in una finestra aperta sugli ultimi 30 giorni. Quella che viene presa in considerazione è la minima qualità disponibile nel 90% dei casi. Non dovete comunque avere paura che Google invada la vostra privacy: i dati, infatti, sono anonimi e vengono sempre aggregati in aree grandi abbastanza da contenere un numero di utenti sufficiente a garantirne l’anonimato.

I video che ci arrivano da YouTube sono codificati con un bitrate adattativo. Il filmato è diviso in brevi blocchi della durata di pochi secondi per ciascuna velocità disponibile. Il player riesce a fare una stima dell’andamento del video e ad aggiustare in tempo reale la qualità del video in funzione delle fluttuazioni di banda. Questo è utile non solo in aree ad alto traffico di rete ma, nell’era dei dispositivi mobili, anche quando ci troviamo un una zona con una scarsa copertura della rete cellulare.

YouTube ha investito miliardi di dollari per portare i suoi video sempre più vicini ai suoi utilizzatori. È infatti in contatto diretto con tutti gli ISP che possono connettersi gratuitamente ai loro 70 Point of Presence sparsi per il mondo e i server di YouTube sono installati direttamente all’interno delle reti degli ISP per garantire una banda maggiore. La sua infrastruttura è in grado di scalare autonomamente utilizzando degli algoritmi che reinstradano velocemente il traffico in caso di interruzioni, limiti di banda o performance degradate della rete. Inoltre il formato WebM (aperto e sviluppato, tra gli altri, anche da Google stessa) permette di inserire sempre più frame in sempre meno bit, aumentando ulteriormente la fruibilità di YouTube anche in condizioni di rete intasata.

Fonti | Google Video Quality Report

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Marco Buschini Articolo scritto da

Da sempre appassionato di informatica e di scrittura fonde queste due passioni collaborando con Engeene. L’attuale crisi economica lo condanna ad essere attualmente in cerca di occupazione stabile.

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