I Google Glass in aiuto alle persone parzialmente sorde

Di - 29 July 2013 - in
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Dall’annuncio dei Google Glass sono state emesse tante ipotesi e proposte su come questo prodotto tecnologico, dall’aspetto molto futuristico, possa trovare impiego nella vita di tutti i giorni per migliorare l’esistenza delle persone. Tanti ne hanno parlato. Molti hanno accolto i Google Glass con entusiasmo, non pochi li hanno additati con sospetto, guardando timorosamente alla loro – presunta – invadenza nella nostra privacy. Qualcuno, addirittura, li ha sfruttati come un’occasione per tornare a condurre una vita normale.

Non stiamo esagerando. È ciò che è accaduto al signor David Trahan, membro dell’agenzia MRY, che in un post su Tumblr ha raccontato come i Glass abbiano avuto la capacità di aiutarlo a migliorare la sua difficile condizione di vita.

Il signor Trahan, infatti, è completamente sordo dall’orecchio destro, cosa che ha ovviamente condizionato la sua esistenza in modo incisivo, come ha spiegato:

“Mi capita tutte le volte. Qualcuno mi sta camminando a fianco, sulla mia destra, e io devo farlo spostare, o spostarmi a mia volta, sulla mia sinistra. Se devo parlare a qualcuno seduto alla mia destra, è necessario che volti la testa rivolgendogli il mio orecchio sinistro. Sento meglio da sinistra. È così, sento solo dall’orecchio sinistro”.

Se non che, è capitato che il signor Trahan sia stato selezionato per entrare a far parte del programma Google Glass Explorer, e così, recatosi agli uffici Google per testare il prodotto, gli è stata esposta la funzionalità dell’audio a conduzione ossea. Questa esperienza è stata in grado di cambiare in positivo il suo modo di vivere:

“Fu strano. All’inizio, fu come se qualcuno stesse invadendo la mia testa. La mia reazione interna fu come di rifiuto, perché era tutto così poco familiare. Durò circa 2 secondi, poi sentii il bisogno di piangere. […] Per la prima volta nella mia vita sentivo alla mia destra allo stesso modo in cui sentivo a sinistra. […] Per il resto della notte “googlai” tutto ciò che mi veniva in mente, solo per sentire i Glass rispondermi dentro le orecchie. Chiamai la mia famiglia e raccontai loro la novità. Credo di aver sentito mia madre piangere. […] Ironicamente, tutto ciò mi fa sentire come se ci fosse di più da esplorare. Nuove possibilità da scoprire. Mi ha davvero reso un Glass Explorer.”

Se qualcuno, quindi, si chiedesse quali applicazioni possa portare nel concreto una tecnologia simile, qui potrà trovare almeno un esempio di tanta potenzialità.

VIA | David Trahan, MRY on Tumblr

 

 

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Bruno Torrini Articolo scritto da

Torinese di 21 anni, non è nè un informatico nè un tecnico, ma un semplice curioso che ama il mondo Google e sostiene moralmente Android con tutte le sue forze. Chimico fallito, dilettante astrofilo, progster sfegatato, fumettofilo e amante dell'estetica in arte e architettura.

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