I palloni di Google contro i droni di Facebook

Di - 10 March 2014 - in
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Da un po’ di tempo circola la notizia relativa all’interesse di Facebook all’acquisto di Titan Aereospace, azienda specializzata nella costruzione di droni alimentati da energia solare. Lo scopo è semplice: portare la connessione internet dove non c’è.

Portare la connessione internet in quei luoghi dove ancora non è arrivata è una missione di cui abbiamo già sentito parlare. Si tratta del medesimo scopo di Project Loon, il progetto in capo a Sergey Brin che con il team di Google X si propone di utilizzare palloni aereostatici che, posizionati ad una quota superiore a quella degli aerei commerciali, permetterà di connettersi alla rete anche da quei luoghi in cui la rete non è ancora arrivata.

Il progetto di Facebook, a supporto di internet.org, iniziativa di cui è fondatore assieme a nomi del calibro di Nokia, Samsung, Opera e Qualcomm, si pone il medesimo fine, con un simile approccio ma una tecnologia differente.

I droni di Titan possiedono alcune caratteristiche interessanti, come l’alimentazione ad energia solare che gli consente di volare anche per 5 anni consecutivi senza mai dover toccare il suolo. Tramite una flotta iniziale che dovrebbe ammontare a circa 11 mila veicoli, Facebook vuole portare la connessione negli angoli più remoti del pianeta, sfruttando l’enorme autonomia di volo che i droni Titan garantirebbero.

Quali dei due sistemi potrebbe raggiungere lo scopo con maggior efficienza? The Verge prova a riassumere le caratteristiche dei due progetti con alcuni dati che abbiamo recuperato ed inserito in questa infografica:

I dati raccolti sembrano propendere per una supremazia dei droni di Facebook. Maggiore autonomia di volo, una connettività più elevata e una copertura più ampia per ogni drone.

Dal punto di vista delle due aziende però le cose potrebbero essere differenti. Se è vero che entrambe le società si avvantaggerebbero molto, di una maggior capillarità della diffusione della rete, è anche vero che tra Google e Facebook, potrebbe essere la prima a trarne il maggior beneficio.

Non ho dubbi che una grossa fetta della nuova popolazione della rete si ritroverà ad aprire un account su Facebook ma, al contrario di Google, il principale social network al mondo non è in grado di offrire molto di più alla propria utenza. Google invece ha dalla sua parte una moltitudine di servizi che gli permettono di spaziare praticamente in ogni settore dell’informatica, del web e del mobile.

Search, Gmail, Android, Google+, Youtube, le Google Apps, la Cloud Platform, sono solo alcuni dei principali servizi che Google può offrire alla rete e il modello di business che Google ha costruito ed espanso negli anni, è uno tra i più forti e solidi che la rete possa contare, al contrario di Facebook che, nonostante l’enorme mole di account in suo possesso, sembra non riuscire a a monetizzare in proporzione.

Dal punto di vista dell’utente finale invece le cose non possono che andare bene. Con due concorrenti così agguerriti e con progetti così importanti, non c’è dubbio che sarà prima di tutto chi al momento gode di una scarsa o addirittura nessuna copertura a beneficiarne.

La concorrenza è sempre una cosa positiva in questi casi. Con un maggior accesso alla rete -oggi solo una persona su tre al mondo hanno accesso alla rete- potranno nascere nuove opportunità per tutti, non solo per i colossi dell’informatica.

E questo è un bene.

Fonte | The Verge

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Jacopo Rabolini Articolo scritto da

Technical lead e fondatore di Engeene. Si occupa di web design e web development nel tempo libero. Vorrebbe farne la sua professione. Ama il web, la tecnologia, lo spazio, i Lego, Doctor Who e un sacco di altre cose che gli hanno valso a volte l'appellativo di Nerd e altre quello di Geek.

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