I Temi Caldi di Google: cosa non sappiamo

Di - 13 June 2012 - in

Da alcune settimane lo staff di Googlab monitora l’andamento dei Temi Caldi di Google+ e dei post che lo compongono al fine di trovare una logica dietro alla selezione che il social network opera quando vi inserisce determinati post. Dopo questa attenta osservazione, abbiamo raccolto molti dati e verificato comportamenti interessanti fino a giungere ad una conclusione: il comportamento dei Temi Caldi è assolutamente illogico agli occhi di un osservatore esterno, o perlomeno ai nostri. Con i fattori presi in esame da noi, non si è potuto determinare il comportamento tenuto da G+ ed evidentemente dietro all’apparente linearità ed ovvietà di questa feature, vi è un sistema più complesso, oppure dal comportamento bizantino.

Partiamo col presupposto che non siamo riusciti a trovare documentazione soddisfacente in merito ma che non escludiamo esista, magari rilasciata da Google stessa. Se ne siete a conoscenza, siete pregati di interagire con noi, risparmiandoci ulteriori settimane di cruccio. Un secondo presupposto è che le affermazioni che faremo di seguito sono dettate da un’osservazione empirica e qualsiasi conclusione anche parziale può essere totalmente inesatta. Tutto ciò che affermiamo è derivato da un’osservazione empirica del comportamento del sistema, quindi non abbiamo prove e sebbene l’approccio sia stato molto rigoroso e scientifico, non possiamo garantirne assolutamente la correttezza.

Siamo partiti dal presupposto, condiviso da buona parte dei power-user di Google+, che i Temi Caldi si nutrono di +1, commenti e ricondivisioni. Sebbene questa sia un’ovvietà, le esatte dinamiche con cui questi parametri interagiscono non è affatto chiara. Chiunque può notare come, riferendosi al singolo post, ci sia un enorme discrepanza tra le varie entry che compaiono nel menù Esplora. La componente mancante per allineare il sistema al comportamento tipico di altri algoritmi per l’individuazione di trend, è ovviamente il tempo. Risulta quindi lecito pensare che la densità di +1/ricondivisioni/commenti per secondo sia un’altra metrica utilizzata. Oltre a questo ovviamente dovrebbe essere presente una logica per far decadere i post troppo vecchi. Giusto? No, sbagliato.


Negli ultimi giorni abbiamo potuto constatare come, a parità di attività intorno ad un post, alcuni comparissero nei Temi Caldi mentre altri no.  Potrebbe quindi dipendere dalla popolarità dell’autore del post? Ci è rimasto il legittimo dubbio finché un nostro post con +20, oltre 20 ricondivisioni e dozzina di commenti non è entrato nei Temi Caldi mentre un altro post con +4, 4 ricondivisioni e un solo commento, dopo pochi minuti dalla pubblicazione veniva catapultato nello stream di migliaia di utenti italiani. Sempre da questa osservazione, abbiamo potuto verificare che questo post è rimasto in vista per tutto l’arco della giornata, pur essendo entrato di mattina presto. Questo ci fa pensare che esista un meccanismo di saturazione che precluda l’accesso ai nuovi post in qualche modo. Questo però sarebbe poco logico.
Tuttavia sembra che i Temi Caldi italiani siano in numero costante e si può quindi assumere che ciò che viene postato nel pomeriggio, non abbia speranza di entrare. Giusto? No, sbagliato. La logica anche qui è diversa perché i post vengono scalzati, ma non escludendo quelli meno condivisi, bensì con logiche imperscrutabili. Il glorioso post di Googlab di cui abbiamo parlato prima, ha resistito per tutto l’arco della giornata con numeri modesti, vedendo cadere prima di lui post più recenti con molta più attività collegata.
Lo stesso probabilmente è successo tutte le altre volte che i nostri lavori hanno superato l’occulta soglia, anche se in quei casi non abbiamo tracciato con precisione l’alternarsi della concorrenza.
Probabilmente, quando sarà chiaro il funzionamento, tutte le nostre supposizioni suoneranno un po’ come oggi suonano le concezioni scientifiche del ‘700. Ormai però mi sono lanciato e voglio concludere con l’ultima chiave di interpretazione, oltremodo improbabile e non in grado di spiegare esaustivamente tutti i comportamenti.
La mia ipotesi è l’esistenza di un buffer legato all’utente che si riempie oltre una certa soglia di popolarità dei post e che, una volta raggiunto un certo limite, fa scattare la possibilità di entrare nei Temi Caldi per poi venir azzerrato subito dopo.Questo spiega come comuni utenti con relativamente pochi cerchiati riescano ad entrare con post assolutamente banali, senza tag, con pochissima attività e spiega anche l’esempio precedente dove a seguito di un post molto attivo, si è riusciti ad entrare nei Temi Caldi col post successivo sebbene fosse poco attivo.

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Simone Robutti Articolo scritto da

Laureato in Informatica, specializzato in sviluppo web e comunità virtuali, hardcore gamer, flamer per passione.

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