IBM e il super computer per le ricette perfette

Di - 14 March 2014 - in
Post image for IBM e il super computer per le ricette perfette

I super calcolatori sono macchine capaci di elaborare quantità enormi di dati per svolgere compiti importanti e di elevata complessità. Tuttavia, uno dei modi attraverso i quali queste macchine colpiscono di più l’immaginazione delle persone, è l’innata capacità di creare connessioni inedite tra le informazioni, per giungere alla scoperta di qualcosa di nuovo ed inaspettato. Questo tipo di processo è uno dei pochi, tra quelli scientifici e tecnologici, capaci di stimolare la curiosità del grande pubblico, proprio perché riesce ad evocare, anche solo in modo effimero, l’idea della singolarità: l’emergenza di una vera intelligenza artificiale.
Ed è proprio in questo modo che IBM ha voluto stupire il pubblico di appassionati presenti al SXSW 2014, il festival musicale di Austin in Texas, meta ormai fissa di geek, start up tecnologiche e aziende simbolo del web e dell’informatica.

Watson è un sistema di intelligenza artificiale sviluppato da IBM e capace di rispondere a domande complesse, applicando tecnologie avanzate di elaborazione del linguaggio naturale, information retrieval, rappresentazione della conoscenza, automated reasoning, e apprendimento automatico.
Watson ha già dato prova di grande abilità in ambito finanziario, medico diagnostico e, in modo più triviale, come vincitore di una puntata del famoso quiz show statunitense Jeopardy!, battendo tra l’altro il campione in carica del gioco.

Logo di IBM Watson

Questa volta però, IBM ha pensato di usare Watson per deliziare il palato degli astanti, invece di sfidarli in gare di intelligenza. Non ci vuole un genio per capire come non ci sia miglior modo di far  innamorare una persona che non quello di cucinare per lei. Anche in questo caso però, una sfida, sottesa da una domanda, c’era: può una macchina stupire e deliziare un palato umano in un campo come l’enogastronomia, considerato, a maggior ragione ai giorni nostri, come alta espressione di creatività e raffinatezza?

Per prepararsi a questo arduo compito Watson è stato educato dagli chef del Institute of Culinary Education (ICE) di New York. L’idea è quella che cuochi della ICE preparino ricette sulla base di suggerimenti dati dai clienti che comprendano i sapori, lo stile e la nazionalità del piatto che vogliono esplorare. Un esempio potrebbe essere: “una zuppa Tailandese, al profumo di coriandolo, ma senza aglio e cipolla!” A quel punto Watson fornisce, nel giro di pochi secondi, una ricetta creata ad hoc che è il risultato di valutazioni di natura chimica, molecolare e statistica, associate a conoscenze relative alla teoria dell’abbinamento dei cibi, della storia dell’enogastronomia, ecc…

Dessert a base di banana caramellata

Il sistema inizia il processo analizzando decine di migliaia di ricette per capire come gli ingredienti vengono comunemente associati e di conseguenza composti i piatti. A questo punto Watson è in grado di incrociare questi dati con quelli sui composti chimici alla base dei sapori contenuti negli ingredienti ed infine con la teoria della psicologia dei gusti (hedonic perception theory), per creare un modello assimilabile a come il palato umano risponde a determinate combinazioni di sapori.

Il risultato di tutto questo processo è sorprendente. Pare che i clienti di Watson, invitati ad esprimere la loro opinione con un tweet, si siano dichiarati a dir poco entusiasti dei piatti e degli abbinamenti di sapori proposti dal super computer. Per quanto bizzarre o nuove esse siano, come un dessert a base di banane caramellate o una quiche dal sapore svizzero-tailandese, le proposte di Watson non hanno mancato di deliziare gli astanti.

Sembra quindi che l’intento di IBM di mostrare alle persone le abilità di ragionamento del suo super computer, sia stato un successo. Certo è che, con un popolo come quello americano, non particolarmente puntiglioso dal punto di vista culinario e contemporaneamente molto aperto alle novità scientifiche e tecnologiche, quella di IBM sembra una vittoria facile. Ci piacerebbe idealmente sfidare Watson a replicare questo esperimento con un pubblico italiano o francese, magari durante una delle note manifestazioni culinarie che si stanno diffondendo sempre di più in Europa.

Fonti | Yahoo! TechA Smarter Planet BlogIBM Cognitive Cooking Fact Sheet – IBM Research

Leave a Reply

Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene. Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

Contatta l'autore

Previous post:

Next post: