Il caso Obama: nel 2012 le elezioni si vincono online

Di - 15 November 2012 - in

Sul fatto che la Rete abbia cambiato il nostro modo di vivere non ci piove. Siamo anche certi sia ormai così radicata nel nostro quotidiano che quasi non ci accorgiamo di usarla. Seguendo le stesse sorti del telecomando per televisori, il Web non è più un universo da esplorare, la “realtà virtuale” dei primordi, ma è diventato la continuazione digitale del mondo reale: se devo pagare una bolletta posso scegliere se farlo alla Posta o via Internet, se voglio visitare l’Australia non ho bisogno di fare oltre 19 ore di volo ma mi basta andare su Google Maps. Nel 2012, però, la Rete ha influenzato (e molto) anche le elezioni politiche. Non elezioni qualsiasi ma addirittura le elezioni più importanti del mondo ossia le presidenziali U.S.A.

Passate le elezioni, Google ha colto l’occasione per regalarci alcune preziose informazioni sull’argomento e lo fa nei modi che più le competono: fornendo dati sulle ricerche effettuate nel corso dei sette giorni che hanno preceduto il cosiddetto “Election Day” del 6 novembre 2012. Grazie a questi dati, quindi, Google ci fornisce un’istantanea della società attuale e ci manda un messaggio chiaro e preciso: la politica e i suoi esponenti non possono più fare a meno della Rete e chi investe sulla Rete vince.

I vincitori sono stati quelli hanno adottato una strategia di comunicazione online definita “a quattro schermi“, consistente nel creare una propria presenza su qualsiasi tipologia di media. In particolare sono risultate vincenti quelle strategie dirette alla comunicazione via Mobile con i (potenziali) elettori. Questi ultimi, inoltre, ottengono le informazioni sui programmi elettorali e sui candidati proprio cercando in rete e non più attraverso i media tradizionali, poiché ottengono una sorta di effetto “domanda-risposta” e le informazioni sono sempre accurate e aggiornate in tempo praticamente reale.

La ricerca di informazioni online sui temi elettorali, poi, si è spostata sempre più sui dispositivi mobili man mano che il giorno delle elezioni si avvicinava. In questa fase la gente ha iniziato ad effettuare ricerche da dispositivi mobili soprattutto per sapere dove recarsi a votare: da lunedì 5/11 a martedì 6/11 (l’Election Day) nel solo stato della Florida vi è stato un aumento del 164% nelle ricerche sui termini “where to vote” e negli stati cruciali questo aumento è stato anche più forte.

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Un altro dato fornito da Google permette di rilevare che sono stati ben pochi gli elettori che si sono recati ai seggi senza aver ancora stabilito chi votare fra Obama e Romney: il giorno delle elezioni la maggior parte delle ricerche riguardanti Obama sono provenute da dispositivi mobili, il che fa presumere che parecchia gente abbia dissolto gli ultimi dubbi facendo ricerche da smartphone o tablet mentre attendeva in fila davanti al seggio elettorale.

Al contrario, le ricerche provenienti da schermi più grandi (come quelli dei portatili o dei desktop) sembrano rispondere all’esigenza (naturale) di verificare le affermazioni effettuate dai candidati in campagna elettorale (il cosiddetto fact checking). Per fare un esempio, nel Maryland è stata recentemente approvata la legge sui matrimoni omosessuali e le ricerche sul tema sono aumentate del 482% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Infine i tablets, nonostante siano dispositivi relativamente recenti,  hanno assunto il ruolo del “compagno di divano” poiché sono stati utilizzati soprattutto durante i dibattiti televisivi per apprendere di più sugli argomenti trattati dai candidati. Per esempio è stato registrato un aumento del 359% delle ricerche in materia di politiche ambientali nel minuto successivo a quello in cui è stata formulata la domanda ai due candidati.

In tutto ciò la televisione non ha perso il proprio ruolo di media principale ma, al contrario, si è trasformata nel punto di partenza di chiunque abbia effettuato una ricerca nei momenti in cui venivano trasmessi programmi politici o i dibattiti presidenziali: il 77% dei telespettatori ha guardato i programmi usando contemporaneamente un secondo dispositivo allo scopo di sapere di più o per verificare le informazioni ricevute.

Queste informazioni sono utili anche per aiutare noi italiani a comprendere un po’ di più quel che sta accadendo alla nostra politica, ove volti nuovi e soggetti politici nuovi sembrano puntare molto su Internet. Il pensiero corre immediatamente al Movimento 5 Stelle che è nato e vive in Rete e fa del Web la sua spina dorsale, al punto da avversare i talk show televisivi. Anche i volti nuovi dei partiti tradizionali stanno puntando molto sulla rete: Alfano (PDL) e Renzi (PD) sono presenti attivamente su tutti i social network (soprattutto il secondo perché il primo ha iniziato da minor tempo) e dialogano – chi più e chi meno – direttamente con i propri simpatizzanti/sostenitori.

Tuttavia i dati forniti da Google sono inequivocabili: una campagna elettorale vincente è quella effettuata sui “quattro schermi”, capace cioè di raggiungere l’elettorato sempre, ovunque e comunque. Anche usando la cara vecchia televisione.

Fonte e grafico: Google Politics & Elections Blog

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Matteo Luigi Riso Articolo scritto da

Avvocato, programmatore, geek tutto in uno. Una passione smodata per la tecnologia e l’informatica, avido utilizzatore di Google e Android. La sua missione è divulgare e far comprendere la tecnologia e gli aspetti ad essa connessi.

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