Il cervello virtuale made in Google

Di - 15 October 2012 - in
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A quanto pare, la rete neurale artificiale messa in piedi da Google con 16000 processori, una volta imparato a riconoscere i gatti su YouTube, non poteva essere trascurata così bellamente e messa in soffitta ed allora ecco prendere forma il progetto Virtual Brain, il quale è già all’opera per diversi servizi offerti da Google.

Un cervello virtuale, ecco quale è stato il progetto estivo degli ingegneri di Mountain View. Un cervello, con tanto di autoapprendimento, da poter utilizzare per migliorare tutti i servizi offerti da Google.

Il virtual brain è stato già applicato alla self-drive car di Google e la aiuta, analizzando tutti i dati raccolti dai vari sensori di cui è dotata, a riconoscere il traffico, le possibili situazioni di pericolo, ma soprattutto l’ambiente circostante, grazie alla sua capacità di riconoscere gli oggetti della vita reale (come persone e animali).

L’auto senza conducente non sembra l’unica ad aver beneficiato di questo nuovo progetto, ma pare sia sfruttato per molti altri servizi, soprattutto per Android, nel quale da qualche settimana si occupa del riconoscimento vocale per migliorarlo e ridurre drasticamente gli errori grazie ad una migliore comprensione delle parole e dei contesti, e per Google Now. D’altronde abbiamo potuto notare la differenza Tra Google Now e Siri di Apple e senza dubbio l’aiuto del cervello virtuale contribuisce e non poco alla stupenda applicazione introdotta con Jelly Bean.

Se proprio vogliamo trovare una pecca a questo cervello è quella di “parlare”, o meglio di “capire”, solo la lingua inglese, ma gli ingegneri hanno già assicurato che non sarà sempre così.

Fermandoci un attimo a riflettere sul funzionamento del virtual brain, e cioè alla capacità di apprendere semplicemente da una base di input e senza bisogno di interventi esterni, se si collega il tutto ai diversi servizi che Google offre, si avrà un’idea del potenziale di crescita di questo progetto. Pensate per esempio di far apprendere il virtual brain direttamente da Google+, Google News et similia, le possibilità sono praticamente infinite. Se poi si pensa a quello che si potrebbe fare con un unico cervello che riesce ad interagire con tutti questi servizi tra loro, cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

Just what do you think you are doing, Dave Google?

Fonte: Android Authority

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Sebastiano Greco Articolo scritto da

Sistemista per lavoro, programmatore per passione, ormai da qualche anno va avanti a pane e Google.

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