Il GDG Milano organizza il primo evento dell’anno nuovo

Di - 7 January 2013 - in

Due parole veloci ma essenziali per tutti coloro che conoscono già l’acronimo GDG, ma soprattutto per coloro che invece si stanno chiedendo che cosa possa significare.

Il GDG, ovvero il Google Development Group, è una libera associazione di sviluppatori, utilizzatori, amanti et aficionados delle tecnologie “made in Google”, i cui membri si ritrovano a scadenze non fisse (leggi : su richiesta degli interessati), in luoghi attrezzati alla bisogna (leggi : con microfono, proiettore e sedie per gli astanti), per scambiare idee, riflettere su innovazioni, fare due chiacchiere e conoscersi meglio, imparare dall’esperienza e dagli errori, condividere soluzioni e progetti.
Insomma, un bel gruppo di teste pensanti!

Il GDG Milano organizza quindi il primo evento del 2013, presso “TAG Milano” (Via Merano 18, Milano), mercoledì 16 gennaio alle 19:30.

Maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione possono essere trovate nel GDG Milano Event, dove potrete anche leggerne il programma e conoscere chi sarà l’ospite della serata (e chi ha partecipato ad uno dei primi incontri ed assistito al suo intervento “Come sopravvivere a due anni di programmazione Android” ha già capito di chi si tratta).

Si ricorda a tutti coloro che vorranno partecipare di iscriversi per tempo, così da consentire agli organizzatori di operare per il meglio per dimensione delle sale, disponibilità delle sedute ed eventuali ulteriori necessità.

Un sentito grazie a Davide Cremonesi, che come sempre si fa carico di tutta questa organizzazione.

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Laura Germana Vailati Articolo scritto da

Nata e cresciuta a Milano, dal cui caos si separa sempre con difficoltà, lavora per una multinazionale americana (no, non Google!). Condivide il suo tempo libero con una mamma, un compagno, due felini, tanti libri (piú di 3000 volumi. Di carta), tanta musica (piú di 2000 vinili), parecchi film e qualche buon amico di vecchissima data. A 16 anni le dissero che l’informatica non era la sua strada.
All’epoca ci credette. E fece malissimo!

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