Il super computer di IBM dibatte spinose questioni sociali e politiche

Di - 9 May 2014 - in
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Lo sviluppo di Watson, il super computer di IBM, sembra non conoscere sosta e, a tal proposito, è stato da poco resa nota una dimostrazione in cui questo sofisticato sistema affronta problematiche complesse, di natura sociale o politica, fornendo un parere informato.

Abbiamo già visto in precedenti articoli come Watson sia capace di applicare algoritmi molto sofisticati per la risoluzione di problemi di natura tecnica o scientifica, come ad esempio la preparazione di ricette sulla base dei gusti dell’utente, o la terapia più efficace per una specifica tipologia di tumore.

La dimostrazione che è stata fatta durante la conferenza del Milken Institute, è stata di natura ancora diversa.

Il test che forse aveva maggiormente stupito il pubblico generalista, era quello che aveva visto Watson competere nel Quiz Show americano Jeopardy! e vincere contro il campione in carica. In quel frangente però la dimostrazione di forza (computazionale) di Watson era solo legata alla capacità di reperire informazioni velocemente dal web e rispondere quindi ad un quesito ben preciso.

Durante la dimostrazione del Milken Institute invece, al super computer di IBM sono stati posti spunti di dibattito che vertevano su argomenti di natura sociale e politica. Si chiama infatti “debater”, in italiano “dibattitore”, la nuova funzionalità di Watson, presentata da John Kelly III, senior vice president di IBM per il settore ricerca.
Il video che potete vedere qui di seguito mostra (tra le altre cose) quanto discusso durante la presentazione. Vi consiglio di guardarlo per avere maggiori informazioni ed una panoramica completa di Watson. Se andate invece al minuto 45:25 potrete invece vedere una dimostrazione diretta della funzionalità avanzata del super computer.

Vengono presentate una serie di quattro questioni tra la quali quella scelta per il dibattito: “i videogiochi violenti dovrebbero essere vietati ai minori”.
A questo punto, dopo solo pochissimi secondi, Watson recita, in un inglese quasi perfettamente scorrevole:

“Scansionato approssimativamente 4 milioni di articoli di Wikipedia e selezionato 10 articoli maggiormente rilevanti. Scansionato tutte le 3.000 frasi contenute nei dieci articoli più rilevanti. Selezionato le frasi che contengono argomentazioni candidate. Identificato i limiti delle argomentazioni candidate. Stabilito i pro e i contro delle argomentazioni candidate. Costruito un discorso di esempio a partire dalle migliori argomentazioni. Pronto a rispondere”.

A questo punto il super computer presenta una serie di 3 argomentazioni pro e contro l’oggetto del dibattito.

Sicuramente il modo di procedere di Watson e la sua capacità di acquisire e filtrare le informazioni reperite dal web è impressionante. Tuttavia, come suggerisce il moderatore del Milken Institute, il super computer di IBM ha ancora bisogno degli esseri umani, del loro database di conoscenze e della loro capacità di prendere decisioni.

Effettivamente l’esempio mostrato non colpisce per tratti legati ai processi che ci si aspetta caratterizzino un intelligenza artificiale. Ad ogni modo l’esperimento è significativo per dimostrare la strabiliante capacità deduttiva di questa macchina che, come il nome stesso suggerisce, potrà rappresentare un aiutante rivoluzionario per l’uomo nello svolgimento di processi complessi ed estremamente critici per la nostra stessa natura.

Fonte | Kurzweil AI

 

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene. Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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