Ingress: tra videogioco e realtà

Di - 18 November 2012 - in

Da alcuni giorni si fa un gran parlare di Ingress, nuovo videogioco (attualmente in closed beta) prodotto per Android dal team di sviluppo Niantic Labs, in diretta collaborazione con Google. Si tratta di un prodotto che vorrebbe rivoluzionare il settore dei videogiochi avvalendosi sia della realtà aumentata, che di un lato social mai visto prima nel settore del gaming mobile.

Malgrado solo ultimamente sia esplosa la divulgazione di notizie riguardanti Ingress, il gioco nasce dal  Niantic Project, progetto indipendente e dallo sviluppo attivo già da alcuni anni, il quale sino ad ora non era riuscito a riscuotere un particolare successo. Il rapido incremento di informazioni su Ingress ha avuto inizio dalla pubblicazione di una pagina ufficiale nel Play Store di Google, tramite la quale è stato possibile capire, in maniera più chiara, il funzionamento e le meccaniche del gioco. In sostenza Ingress sfrutta il mondo reale nel quale viviamo, per ricreare un universo virtuale in cui due fazioni si combattono per la supremazia dell’una sull’altra.

Stando all’ambientazione del gioco,  un gruppo di scienziati avrebbe scoperto l’esistenza di una misteriosa energia apparsa in Europa. Ovviamente non se ne conosce l’origine, ma tramite alcune ricerche si è ipotizzato che essa possa essere influenzata dal modo di pensare di noi esseri umani. Per tale ragione il nostro scopo è di riuscire a controllarla, prima che noi stessi possiamo venire controllati dalla stessa.

Sfortunatamente le due “fazioni” presenti in Ingress non aggiungono nulla di originale all’universo fantascientifico: da una parte troviamo gli Illuminati, i classici “fanatici” del “progresso”, il cui obiettivo è sfruttare il potere che questa energia ci può offrire, e dall’altra la Resistenza,  che al contrario lotta per difendere e proteggere ciò che resta della nostra umanità. Il giocatore deve entrare a far parte di una di esse, e recarsi presso locazioni reali dalle quali ricavare fonti di energia per aumentare il punteggio della propria fazione.

In sostanza Ingress sfrutta il mondo reale per ricrearne un altro nel quale monumenti, specifici edifici o località particolari vengono trasformati in luoghi dai quali catturare questa forma di energia fittizia. Il giocatore potrà seguire delle missioni, collegate ad una trama in continuo sviluppo e mutamento, catturare territori e allearsi con altri utenti facenti parte della stessa fazione. L’aspetto più interessante di tutto questo risiede nella possibilità di localizzare tutti i giocatori nelle immediate vicinanze direttamente nelle mappa simulata dall’app; infatti una caratteristica importante del titolo risiederà nella possibilità di allearsi con altre persone, in modo tale da controllare una fetta sempre più grossa del territorio in cui ci troviamo.

Ovviamente per conquistare delle zone o completare degli obiettivi bisognerà recarsi fisicamente presso le aree designate, ed una volta uscito di casa il videogiocatore inizierà ad accumulare punti energia detti XM. Questi si guadagneranno percorrendo determinati percorsi suggeriti dal gioco, e bisognerà rispettare alcune regole riguardo al mezzo da utilizzare per giungere al proprio obiettivo. Potrebbe essere richiesto che l’utente si rechi presso di esso tramite mezzi pubblici, auto, bicicletta o più semplicemente a piedi. Il gioco stimola in questo il giocatore a scoprire nuove località della zona in cui vive, interagendo fisicamente con essa e con la gente che ci circonda. Molto probabilmente alcuni negozi o luoghi pubblici potranno firmare degli accordi con Google per rendere il proprio edificio un punto di interesse dal quale guadagnare più punti se lo si conquista. In questo modo il negozio stesso ne trarrebbe pubblicità e maggiori visite da parte di potenziali clienti.

Insomma, l’idea che sta alla base di Ingress sembra promettente ma… alla fine dei conti viene  introdotto realmente qualcosa di nuovo nel settore del gaming? Stando alle informazioni ufficiali pubblicate in questi giorni, da un punto di vista videoludico Ingress di certo non propone nulla di innovativo, dato che, nel caso specifico dei giochi che sfruttano la realtà aumentata, possiamo trovare già alcuni titoli similari per Android che non hanno riscosso un grosso successo;  allargando la visione ai giochi massivi che contraddistinguono il PC gaming da anni, non viene introdotto assolutamente nulla di nuovo al lato social già presente in essi: fazioni, alleanze, controllo territoriale etc, sono tutti elementi visti e rivisti che inoltre, da un mio punto di vista, si amalgamano difficilmente con il mondo reale, e che dunque possono risultare poco credibili e poco coinvolgenti.

D’altro canto, resta affascinante l’idea di un videogioco tramite cui l’interazione si traspone nell’ambiente in cui trascorriamo la nostra vita di tutti i giorni, con la possibilità di socializzare con persone in carne ed ossa e non rappresentate da un anonimo avatar digitale. Ovviamente qualcuno potrebbe pensare che in questo modo la differenza tra finzione e realtà risulti essere sempre più labile. Tuttavia, finché ciò che è simulato e virtuale rimarrà nel proprio smartphone, a scapito dell’immedesimazione del giocatore, difficilmente si potrà confondere quale dei due risulti essere reale o meno. Proprio per questo ritengo che i titoli che sfruttano la realtà aumentata come cavallo di battaglia per inserirsi nella quotidianità della nostra vita, manchino di credibilità e profondità.

Piuttosto, integrare un tale concetto di gaming al progetto Google Glasses potrebbe stravolgere l’idea attuale di social game; il mondo ricreato nel videogioco si integrerebbe in un modo del tutto nuovo con l’ambiente fisico che ci circonda. Il fatto che Google sia ancora al lavoro sui Google Glasses, e che ora sia coinvolta con lo sviluppo di un videogioco mobile che sfrutta la realtà aumentata, non esclude la possibilità che in un prossimo futuro questo genere di intrattenimento videoludico entri a far parte della vita quotidiana di molte persone.

Giusto o sbagliato che sia, sono curioso di vedere fino a dove si spingerà questa categoria di titoli orientati ad un lato social che, al contrario di quanto offerto oggi dai social media, ci stimola all’interazione diretta con persone in carne ed ossa.

Fonte | Niantic Project

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Riccardo Rizzo Articolo scritto da

Studente di informatica a Padova, appassionato di tecnologia, videogiochi e musicista a tempo perso.

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