Intel Developer’s Tools for Android: report dell’incontro del GDG Milano

Di - 27 January 2014 - in
Intel Core i7

Il 22 gennaio scorso si è tenuto il primo incontro della stagione 2014 del GDG Milano.
Il GDG ha ospitato per l’occasione Intel, rappresentata da Luigi Pessina, EMEA Marketing Team Lead Developer Relations Division, e Francesco Baldassarri, Italian Community Manager Intel Software & Services Group.
Scopo principale della serata è stata la presentazione del ruolo di Intel all’interno del comparto mobile, sia per quanto riguarda lo sviluppo di processori e tecnologie hardware, che per la disponibilità di strumenti software per lo sviluppo multi piattaforma, a diversi livelli.

La prima risorsa presentata è stato un portale dedicato agli sviluppatori, l’Intel Developer Zone, che raggruppa moltissime risorse, a partire da quelle didattiche e di supporto, fino ad arrivare a tool veri e propri. Si tratta a tutti gli effetti di un punto di riferimento di grande interesse (e quasi completamente gratuito) dato che, come ha riferito Francesco durante la sua presentazione, il portale di Intel si posiziona al terzo posto mondiale (dopo Microsoft e IBM) come produttore di contenuti dedicati agli sviluppatori.

Dopo questa breve presentazione del beacon Intel per gli sviluppatori, Francesco è passato a presentarci quali sono gli sforzi dell’azienda nel comparto hardware.

Intel e l’hardware

Intel è molto impegnata a sviluppare soluzioni oltre che per i dispositivi mobili, anche per la cosiddetta Internet of Things che, insieme ai dispositivi wearable, rappresenta per loro uno dei trend dominanti per il futuro della tecnologia consumer.
Durante il recente Consumer Electronics Show di Las Vegas, è stato infatti presentato Edison: un computer delle dimensioni di una scheda SD. Questo dispositivo è dotato di processore Intel Quark, scheda madre con 512 MB di RAM e clock di 400 Mhz. Le dimensioni ridotte di questo vero e proprio computer, ne fanno un’ottima base di partenza per lo sviluppo di progetti per dispositivi wearable.
Sono stati presentati alcuni esempi come Intel MIMO, un body per neonato, che integra Edison ed è collegato ad una serie di sensori il cui scopo è monitorare tutte le attività del bambino nei primi mesi di vita. Abbiamo visto poi Intel Jarvis, un assistente vocale indipendente da smartphone e tablet, uno smartwatch, anch’esso utilizzabile senza la necessità di collegarlo ad uno smartphone e via discorrendo.
Un aspetto che ho trovato personalmente molto interessante è come la tecnologia Edison, grazie alle sue prestazioni elevate rispetto alle dimensioni ed ai consumi, renda fattibile svincolare questo tipo di applicazioni dal supporto remoto da parte degli smartphone, cosa che invece abbiamo visto essere un vincolo piuttosto scomodo per applicazioni come gli smartwatch attualmente in commercio, per non parlare dei Google Glass.
Quelli di Intel sono naturalmente solo degli showcase in quanto non è interesse di questa azienda sviluppare e commercializzare dispositivi consumer.
Sebbene Edison non sia ancora disponibile al pubblico, è possibile già sviluppare applicazioni per esso attraverso la piattaforma Intel Galileo, una scheda di sviluppo Arduino based che monta un processore Intel® Quark SoC X1000 da 400 MHz, dalle prestazioni del tutto assimilabili a quelle della tecnologia su cui si basa Edison.

Davide presenta l'incontro con Intel

Davide Cremonesi, manager del GDG Milano, presenta la serata

Continuando a parlare di hardware, Francesco ha presentato diversi dispositivi che già attualmente montano processori X86, come ad esempio: Samsung Galaxy S3, Motorola RAZRi, Asus Fonepad, Orange San Diego (primissimo dispositivo con X86 Intel Medfield), Lenovo K900 (Intel Atom 2GHZ), Asus Fonepad Notec6, oltre ai recentissimi Zenfone di Asus presentati al CES 2014.
Altro trend interessante, e che avrà un impatto non indifferente nel breve termine, è quello del Perceptual computing. Si tratta di un ramo che tratta delle tecnologie percettive dei computer verso la presenza umana, come ad esempio uno dei capostipiti di questo tipo di tecnologia, Kinect di Microsoft. Nel giro di 6 mesi cominceranno ad apparire sul mercato dispositivi che integrano una fotocamera 3D per la mappatura degli oggetti e dei movimenti, grazie al quale si potranno dare comandi anche a device come smartphone e tablet. A riguardo Intel ha già reso disponibili tecnologie e tool di sviluppo dedicati specificatamente a questo tipo di tecnologie.

L’attenzione si è poi spostata sul comparto dei dispositivi mobili quali smartphone e tablet, la cui roadmap di processori si sta sviluppando su tre architetture principali, divise su scala temporale, come vediamo di seguito:

Architettura Introduzione Specifiche
Clover Trail Q2-Q3 2012 SoC dual core della serie Atom Z25x0, a 32 nanometri destinato ad applicazioni Windows 8
Bay Trail Nov-Dic 2013 SoC quad-core fanless Atom della serie Z37x0, a 22 nanometri. Clock a 2.4 GHz, 4 GB di RAM. Durata batteria dalle 8-10 ore minimo. 3 settimane di standby. 8 mm di spessore 3-4 gr. Processori da 32 e 64 bit per applicazioni Windows 8 e Android
Cherry Trail Q3-Q4 2014 SoC quad-core fanless a 14 nanometri. Clock a 2.7 GHz, 8 GB di RAM. Windows 8 e Android

Per quanto riguarda il processo produttivo, la miniaturizzazione sta quindi procedendo a grandi passi, anche se presto si raggiungerà il limite con i 6-7 nanometri.
Per questo tipo di processori Intel non punta sulla moltiplicazione dei core, ma preferisce concentrarsi sull’ottimizzazione delle prestazioni senza inficiare le caratteristiche di consumo energetico che, come sappiamo, è un aspetto cruciale per applicazioni su dispositivi mobili.

Da questa prima parte di presentazione è evidente quanti sforzi Intel stia mettendo in campo per posizionare la propria gamma di prodotti all’interno del mercato dei dispositivi mobili in cui, attualmente, non occupa la stessa posizione dominante che occupa nel mercato dei computer più tradizionali.
È indubbio però che il know how e la tecnologia che Intel sta impiegando porteranno a soluzioni interessanti per un mercato tutt’altro che saturo. Uno scenario competitivo che, alla fine dei conti, porterà beneficio ai consumatori finali attraverso la disponibilità di prodotti più performanti soprattutto per quanto riguarda il consumo di energia rispetto alle prestazioni di calcolo. Interessante da questo punto di vista la tecnologia della gamma Bay Trail che permette al core di fare lo sharing energetico tra i processi, disabilitando ciò che non sta gestendo, al fine di mantenere l’autonomia della batteria.
C’è anche da considerare che il fatto di applicare l’architettura x86, ben conosciuta sui personal computer, può certamente aprire interessanti scenari di mercato.

Veniamo ora ai tool che Intel mette a disposizione degli sviluppatori Android.

Intel e gli sviluppatori

Come abbiamo accennato all’inizio dell’articolo, il punto di riferimento è il portale Intel Developer Zone che offre diversi tool di sviluppo, alternativi a quelli ufficialmente messi a disposizione da Google e quindi più conosciuti, ma che sono interessanti proprio perché pensati per un ambiente di produzione in cui le esigenze dello sviluppatore siano soddisfatte il meglio possibile.

Partiamo con Intel Beacon Mountain, una suite che permette di installare gli strumenti Google per NDK e JDK oltre ad altri strumenti, ideati da Intel ed utili allo sviluppo di applicazioni X86. Tutto questo è disponibile in un unico pacchetto eseguibile. Una cosa degna di nota è il fatto che Intel Beacom Mountain supporti anche lo svilupppo per processori ARM.
La suite è totalmente gratuita e disponibile per OSX, Windows 7, Windows 8 e presto per Linux.

Francesco illustra il supporto di Intel agli sviluppatori

Francesco Baldassarri, Comunity Manager di Intel, illustra il supporto dell'azienda agli sviluppatori

Vediamo ora una panoramica di alcuni dei principali strumenti presentati:

Intel Hardware Accelerated Execution Manager (HAXM)
Si tratta di un emulatore Android dalle prestazioni decisamente superiori a quelle dell’emulatore stock di Google. Quest’ultimo è spesso criticato per il fatto di essere molto lento, cosa che rende più difficile testare applicazioni che richiedono molte risorse, e che obbliga a fare il deploy sul dispositivo. L’idea è quella di avere un emulatore molto molto veloce che parta in circa 15-20 secondi.
Francesco ci ha mostrato un video comparativo tra l’emulatore Intel HAXM e l’emulatore standard. Devo dire che da quanto visto le differenze in termini prestazionali sono a dir poco notevoli.

Intel C++ Compiler for Android* OS

Compilatore C++ dalle prestazioni molto elevate ed ottimizzato per Android. Si tratta di uno strumento a pagamento.

Intel Graphics Performance Analyzer
È una suite dedicata all’esecuzione di test a livello di CPU e GPU e che permette di individuare i colli di bottiglia nelle applicazioni. Questo strumento è molto utile per applicazioni che richiedono grandi risorse a livello grafico, come molte tipologie di giochi.
Particolarmente interessante è la possibilità di testare applicazioni in modalità client-server attraverso protocollo TCP (una macchina fa da monitor mentre l’altra è in test) in modo da diminuire le interferenze e perturbazioni delle misure.

Intel XDK NEW
Altro strumento molto utile agli sviluppatori, XDK NEW permette di creare applicazioni HTML5 e testarle on the fly su una vasta gamma di emulatori per dispositivi diversi.
Il tool è cross platform e permette di scrivere codice HTML5, CSS3 e Javascript per applicazioni destinate a market diversi, come Google Play, il Chrome Web Store, App Store, lo Store di Facebook e così via.
Il punto di forza che mi è rimasto più impresso è quello che riguarda una fase particolarmente delicata e cioè il processo di pacchettizzazione. XDK NEW permette di operare alla pacchettizzazione via server remoto Intel, che si occupa di tutta l’operazione e restituisce poi allo sviluppatore (il client) il pacchetto pronto ad essere utilizzato.

Project Anarchy

Durante l’ultima fase del talk, Francesco ci ha presentato un progetto davvero interessante per tutti quegli sviluppatori che intendono focalizzarsi sullo sviluppo di videogame per i sistemi mobile, non necessariamente solo Android quindi.
Stiamo parlando di Project Anarchy di Havok.
Per chi non la conoscesse, Havok è una software house, da alcuni anni parte del gruppo Intel, il cui motore fisico, molto avanzato, è stato impiegato nello sviluppo di titoli del calibro di Assassin’s Creed III, Bioshock, Halo 4, Fallout 3, L.A. Noir, Uncharted 3, solo per citarne solo alcuni tra molti.
Project Anarchy è un Game Engine completo per dispositivi mobili che include diversi strumenti utilizzati da Havok nella produzione di titoli commerciali di alto livello. Il tutto è fornito in modo completamente gratuito e con la possibilità, regolata da specifica EULA, per gli sviluppatori di rilasciare i propri giochi su piattaforma iOS, Android e Tizen senza sostenere alcun costo di licensing.
La suite Project Anarchy si compone di diversi software specifici:

  • Havok Vision Engine è un motore grafico multi piattaforma completo di API in C++, un editor WYSIWYG, sistema di gestione del suono, delle luci, ecc…
  • Havok Physics è un motore fisico molto avanzato specializzato in particolare su problematiche come le collisioni real-time, la dinamica dei corpi rigidi, le animazioni ragdoll, ecc…
  • Havok Animation Studio è un SDK per l’animazione dei personaggi
  • Havok AI infine è il software che si occupa della gestione dell’intelligenza artificiale specificatamente focalizzato sull’ottimizzazione del pathfinding.

Anche in questo caso la prototipizzazione si può fare con un sistema server-client in modo da scaricare completamente la piattaforma di sviluppo dal carico di lavoro relativo al run dell’applicazione.
Per chi se lo stesse chiedendo, la principale differenza tra Project Anarchy e Unity è che quest’ultimo ha una curva di apprendimento più piatta, mentre Project Anarchy, pur essendo più complesso da imparare, permette di fare molte più cose.

Un drawback di questa suite è il grande spazio disco richiesto. Stiamo parlando di circa 80 GB di installazione comprensivi di DirectX SDK, Visual C++ 2010 Express, JDK 1.7, Android ADT, Android NDK e tutta la suite Project Anarchy.
Si tratta tuttavia di uno strumento indubbiamente molto potente e, contemporaneamente, molto appetibile, grazie anche e soprattutto alla sua gratuità di utilizzo e di licenza, per gli sviluppatori di video giochi su dispositivi iOS, Android e Tizen.

In chiusura dell’incontro il GDG Milano ha offerto a tutti i presenti pizza e bibite, un momento durante il quale i partecipanti all’incontro hanno avuto modo di discutere tra di loro e porre domande, in via molto informale, agli esponenti di Intel.
Come ultima chicca, si è proceduti all’estrazione, tra tutti i partecipanti, di un tablet Galaxy Tab 3 gentilmente offerto da Intel.
Vi ricordiamo che se siete interessati a seguire le attività del GDG Milano potete sempre riferirvi al sito ufficiale e al gruppo su Google Groups.

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene. Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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