Internet per promuovere il turismo nell’Europa del sud

Di - 13 February 2014 - in
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Nella bistrattata Europa del sud Internet può portare nuove risorse economiche favorendo il turismo. È il risultato di uno studio di Oxford Economics.

Google Policy Europe ha finanziato uno studio, assegnato a Oxford Economics, volto a valutare l’impatto economico che ha l’informatica nel turismo europeo. Il risultato è che in Europa il 49% di chi prenota un viaggio o un albergo lo fa via Internet. Meno della metà. Questa percentuale scende al 43% per l’Italia, al 26% per la Spagna e al 10% per la Grecia. In questo caso devo dire che l’Italia non si discosta poi molto dalla media Europea. Per quanto riguarda le ricerche relative al turismo effettuate dagli utenti: in Italia sono il 31% delle ricerche totali, il 44% delle ricerche in Spagna e il 45% in Grecia. E qui si vede che probabilmente noi italiani usiamo il web per prenotare gli alberghi e i voli su siti a noi già noti, mediante pubblicità in televisione o sui giornali, ma non cerchiamo poi molto su Internet. Questo  trend in Grecia e Spagna è capovolto. Ossia  si ricerca su internet ma si prenota per telefono o mediante agenzie di viaggio.

La ricerca in esame afferma inoltre che se le potenzialità di internet fossero sfruttate appieno il turismo in Grecia aumenterebbe del 20%, portando un aumento del PIL del 3,2%. In Italia e Spagna l’incremento del PIL sarebbe molto più contenuto, rispettivamente dell’1% e dello 0,5%. Anche l’occupazione ne risentirebbe in modo fortemente positivo. Le stime prevedono infatti un aumento dell’occupazione di 50’000 unità per la Spagna, di 100’000 unità per la Grecia e di 200’000 unità per l’Italia.

Quattro sono i punti che lo studio raccomanda agli operatori turistici di affrontare al più presto:

1) utilizzare le moderne tecnologie per la presenza su internet quali app per smartphone, strumenti di ricerca nelle loro offerte, portali web per la vendita diretta al pubblico di biglietti per l’accesso alle attrazioni turistiche, recensioni complete e accurate, senza dimenticarsi di approntare delle guide turistiche online che siano fatte per servire a chi le consulta (e non solo per far fatturare chi le produce);

2) aggiornare i contenuti frequentemente, perché un utente che vede un sito non aggiornato da più di un mese perde interesse nel visitare l’attrazione turistica promossa dal sito (e questo richiede sia impegno sia tecnologia “fatta per essere utile”);

3) utilizzare gli ormai collaudati social network (Facebook, Twitter, Google+…) e social media (YouTube, Instagram…) per promuovere le loro attività e per ottenere e gestire feedback dai loro utenti;

4) cooperare con le agenzie governative per promuovere il turismo sia sul territorio sia all’estero.

Segnali in tal senso ci sono, all’estero, come su discovergreece.com e visitgreece.com per la Grecia e spanishculture.com per la Spagna. È l’Italia che latita un po’ a questo riguardo, forse per l’ormai proverbiale incompetenza tecnologica della nostra nazione? Speriamo che questo trend tecnologico si inverta: se così non fosse perderemmo una grossa opportunità economica e di ripresa.

Fonti: Google Policy Europe | Oxford Economics

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Marco Buschini Articolo scritto da

Da sempre appassionato di informatica e di scrittura fonde queste due passioni collaborando con Engeene. L’attuale crisi economica lo condanna ad essere attualmente in cerca di occupazione stabile.

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