La frammentazione di Android: i numeri

Di - 21 May 2012 - in

Sin dal suo esordio, la frammentazione del comparto hardware è sempre stato uno dei punti cruciali su cui Android ha dovuto combattere. La varietà di dispositivi, la libertà e la possibilità di scelta e personalizzazione, seppur attraenti per gli utenti, han sempre costituito un elemento di dibattito, in grado di penalizzare il modello aperto scelto da Google. Se poi la concorrenza è costituita da un sistema chiuso, con pochi dispositivi, poca scelta e una generale uniformità hardware, non stupisce che molti sviluppatori scelgano la via più semplice e pigra. Di contro, chi intraprende la scelta più impegnativa, si ritrova a confrontarsi con consistenti problemi di compatibilità ed uniformità, in particolare relativamente alla potenza di calcolo, alla versione del sistema operativo  e alla dimensione degli schermi.

Fino ad oggi però questa fantomatica frammentazione non aveva numeri, non era qualcosa di concreto e le stime fatte non potevano che essere approssimative. Pochi giorni fa OpenSignalMap ha però rilasciato i dati raccolti nel corso di 6 mesi, dove ha tracciato i dispositivi usati dai propri utenti, circa 680.000.

Le notizie non sono particolarmente buone per il SO del robottino verde, perlomeno nell’ottica degli sviluppatori interessati a svilupparvi applicazioni.  Sono infatti circa 4000 i dispositivi individuati dall’indagine, di cui però circa un terzo sono entry non replicate, ovvero Rom, spesso custom,  o dispositivi presenti con un solo esemplare nel conteggio e tendenzialmente irrilevanti ai fini del discorso.

Più rilevante e problematica è la frammentazione nella top 25, dove la fetta di mercato non è sufficiente a semplificare la vita dei programmatori. Limitandosi ad un supporto solamente per questi 25 dispositivi più diffusi, non si riesce a garantire una copertura efficace nemmeno per il 50% del mercato. Che poi per la maggior parte delle applicazioni non vi siano reali complicazioni è un altro discorso ma sicuramente in molti contesti questo può essere un problema critico.

Un altro dato che rivela un problema concreto è la frammentazione della dimensione degli schermi. Sono 13 le risoluzioni più diffuse con un alcune decine di formati meno diffusi. 13 diverse configurazioni rimangono comunque tante per la maggior parte dei contesti di sviluppo.

Le informazioni pubblicate da OpenSignalMap girano un coltello nella piaga evidenziando una frammentazione reale ma allo stesso tempo sono un potente strumento per tutti quegli sviluppatori interessati a focalizzare la propria attività di sviluppo. Un dato aggiornato di questo tipo permette però di pianificare con un minimo di criterio l’adattamento del software in base alle proprie necessità ed ambizioni, invece di andare alla cieca come probabilmente accadeva fino a questo punto.

Via | ArsTechnica

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Simone Robutti Articolo scritto da

Laureato in Informatica, specializzato in sviluppo web e comunità virtuali, hardcore gamer, flamer per passione.

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