La lunga mano di Verizon su Motorola

Di - 8 November 2012 - in
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Ci sono dei giochi di potere ai quali a volte non ci si può sottrarre. Sembra questo il caso del produttore Motorola, il neo acquisto di Google, con l’operatore telefonico americano Verizon.

Quando ancora l’iPhone dominava il mercato smartphone, sia Google che Verizon cercavano in ogni modo di contrastare l’accoppiata AppleAT&T, senza grossi risultati. Verizon aveva puntato tutto sul Blackberry Storm – decisione che oggi sappiamo essere stata errata – mentre Google si arrangiava, con ogni mezzo a disposizione, per imporre il suo nuovo sistema operativo mobile sul mercato. Fu allora che la prima collaborazione tra Google, Motorola e Verizon, con il primo DROID, diede i suoi frutti, facendo la fortuna di tutte e tre le compagnie e imponendo Android come competitor principale di iOS. In verità la collaborazione principale fu tra Google e Verizon e proprio in quel periodo veniva stilato il “trattato” di net-neutrality tra le due società.

La serie DROID spinse parecchio le vendite di terminali Android e soprattutto di smartphone Motorola, la quale ormai era diventata come un pupazzo nelle mani di Verizon, che decideva, per i terminali della casa produttrice americana:

  • periodo di uscita
  • caratteristiche tecniche
  • rom ed aggioramenti

Si prenda l’esempio dei nuovi RAZR. L’idea di fare un RAZR ed un RAZR MAXX fu una scelta tattica di Verizon e non di Motorola, la quale ovviamente, non avendo un singolo riferimento come modello di punta, veniva leggermente penalizzata in favore del più ampio catalogo di scelta di Verizon per fascia di prezzo nel periodo festivo. Per le vendite la scelta fu azzeccata ed infatti, come vedremo in futuro, ripetuta addirittura con delle aggiunte (RAZR M).

Oppure che dire del più recente caso sulle ROM? Motorola, tramite il suo vice presidente Rick Osterloh, aveva fatto sapere di apprezzare tantissimo la versione stock di Android, con la speranza (chiaro il riferimento a Verizon) di adottarlo in futuro per i propri terminali. Anche in questo caso l’intoppo maggiore è rappresentato proprio da Verizon, la quale fa continuamente pressioni per avere la propria versione custom sui terminali della casa alata, con pesanti ritardi negli aggiornamenti dei terminali, sempre che vengano aggiornati.

Dopo l’acquisizione di Motorola da parte di Google, si parlò di una “Nuova Motorola”, il che, oltre al nuovo “capo” e conseguenze legate a quest’ultimo, aveva fatto pensare ad una possibile “liberazione” dalle grinfie di Verizon, ma così non è ancora stato per questioni tecniche. Infatti, fuori dal circuito Verizon, le vendite di Motorola sono davvero scarse e quindi si rischierebbe di ritrovarsi con ottimi terminali ma nessuno a distribuirli. Ovviamente la soluzione ci sarebbe: vendere i terminali attraverso il Play Store di Google.

Il problema di questa scelta si trova ripercorrendone la storia. Il primo terminale venduto direttamente online da Google fu il Nexus One, con risultati davvero infelici. Basti pensare che il suo gemello, il Desire, vendette molto più di quest’ultimo che era davvero difficile da trovare nei negozi fisici: in Italia era venduto solo da Vodafone e solo nei centri gestiti direttamente dalla società, per fare un esempio, a Roma era possibile acquistarlo solo in 2 punti, di cui uno all’interno dell’aeroporto Fiumicino. Il secondo tentativo avvenne con il Galaxy Nexus. In questo caso avevamo Samsung impegnata nel lato marketing e le continue offerte delle catene di distribuzione hanno fatto sì che il terminale riscuotesse un notevole successo, ma i canali standard sono rimasti la principale fonte di vendita del terminale. Ad oggi la situazione è che con l’uscita degli ultimi prodotti Nexus, Google ha nuovamente la possibilità di sondare il terreno per carpirne la maturità.

In conclusione, azzardiamo una ipotesi. Se le vendite online dei terminali Nexus tramite Play Store dovessero essere soddisfacenti, con la diffusione di quest’ultimo in sempre più Paesi come canale di distribuzione, non è detto che in un futuro non lontano non ci potremmo ritrovare dei terminali Nexus made in Motorola venduti direttamente online, in barba al “padrino” Verizon.

They want to break free…

 

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Sebastiano Greco Articolo scritto da

Sistemista per lavoro, programmatore per passione, ormai da qualche anno va avanti a pane e Google.

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