L’Internet “domestica” dell’Iran e il blocco di Google

Di - 24 September 2012 - in

Prossimamente in Iran anche Google e Gmail tra i siti bloccati: il governo sta per trasformare Internet in una rete nazionale, chiusa, con la motivazione ufficiale di migliorarne la sicurezza dopo i danni subiti al programma nucleare a causa di Stuxnet nel 2010. Tuttavia molti iraniani interpretano questo gesto come l’ennesimo tentativo di controllo sulla comunicazione con il resto del mondo.

Una versione edulcorata e corretta di Internet per assicurare un controllo più completo sulla nazione. Gli ultimi ritocchi del governo iraniano alle politiche della comunicazione sembrano andare verso un giro di vite sempre più stretto con il fine di soffocare, in una inesorabile garrota, la libertà di espressione dei suoi cittadini. Reuters riporta che ieri, domenica 23, è stato diffuso attraverso la televisione di Stato un annuncio ufficiale riguardante esplicitamente il filtro “nelle prossime ore” di Google e Gmail “fino a nuovo ordine”.

Il Ministro iraniano della Tecnologia e delle Comunicazioni, Reza Taqipour, ha dichiarato il mese scorso la necessità dello sviluppo di un proprio network per preservare la sicurezza nazionale: “Il controllo di Internet non dovrebbe essere nella mani di due o tre Nazioni, specialmente durante le situazioni di crisi non si può riporre fiducia in una tale rete.”

La nuova “Internet domestica” made in Iran sarà dunque lanciata e diverrà pienamente funzionante entro marzo 2013. Mentre l’accesso a siti come Youtube e Facebook è già ristretto da tempo (per ora i cittadini iraniani aggirano solitamente i filtri via VPN, un escamotage per risultare virtualmente situati altrove), non è chiaro al momento se tutti i siti al di fuori dell’Iran verranno bloccati una volta che il sistema sarà operativo.

La News Agency degli studenti iraniani (ISNA) afferma una correlazione esistente tra il ban di Google e i gravi disordini suscitati nelle settimane scorse dal caso del film anti-islamico “Innocence of Muslims” pubblicato su Youtube, ma di tale ipotesi non vi è conferma diretta.

L’avvento dei social media ha certamente reinventato il concetto di attivismo sociale negli ultimi anni, ribaltando le consuete relazioni top-down tra autorità politica e volontà popolare e rendendo più facile collaborazione, coordinamento ed espressione di dissenso costruttiva tra semplici cittadini. Anche nella Repubblica Islamica dell’Iran Internet ha giocato un ruolo importante durante le proteste del 2009 seguite alla rielezione del Presidente Ahmadinejad, sebbene la valenza di strumenti come Twitter e Facebook in quel frangente sia in realtà controversa ed oggetto di dibattito.

Sempre Reuters riporta inoltre che lo scorso maggio il governo iraniano aveva minacciato Google di intraprendere azione legale sulla decisione di non utilizzare il termine “Golfo Persico” nelle Google Maps lasciando (salomonicamente, si potrebbe dire, dal momento che non è neppure stato definito sulle mappe di Google come Golfo Arabico, cosa che sarebbe stata considerata un grave affronto dagli iraniani) senza nome il golfo che separa l’Iran dalla Penisola Arabica.

Via| techcrunch
Immagine tratta da bestvpnservice

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Roberta Ranzani Articolo scritto da

Lifelong learner affascinata dal Web e dalla possibilità d'allacciare infinite Connessioni. Ama cucinare, i libri, la musica, le arti visive, i gatti e l'Affabulazione.

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