[Maps] Street View si immerge nelle profondità marine

Di - 29 February 2012 - in
Inevitabilmente penso al film “Caccia a Ottobre Rosso” e ai canaloni di roccia che il sottomarino russo percorreva “alla cieca” basandosi su carte dei fondali ricavate tramite sonar ed ecoscandagli. E se invece avessero avuto Streetview?

Problema risolto!

Il film probabilmente ci avrebbe perso un po’, ma noi possiamo immergerci con i subacquei dell’Università del Queensland, di Underwater Earth, di Google Maps e di Street View e possiamo andare a guardare la mappatura della Grande Barriera Corallina Australiana.

Per realizzare questa mappatura, l’istituto Global Change dell’università del Queensland insieme con l’organizzazione Underwater Earth stanno facendo gironzolare sott’acqua un sub con uno speciale strumento chiamato Catlin Seaview Survey che monitorizza lo stato di salute della barriera.

Questo strumento monta sulla parte anteriore una videocamera, che ovviamente viene usata per fotografare il Reef e le modifiche che lo riguardano, ma anche per mappare il fondale.
Capo progetto per l’Università del Queensland è il Professor Ove Hoegh-Guldberg.

Ricordiamoci sempre che le barriere coralline di tutto il mondo costituiscono un vero e proprio ecosistema all’interno di un più grosso ecosistema che è il mare stesso (tutto-il-mare-del-pianeta).
La buona salute dei Reef è fondamentale per la vita di tutti gli animali che lì abitano, dal piccolo pesce pagliaccio (Nemo, avete presente?) a l’anemone di mare che lo protegge, dai coralli che crescendo creano la barriera, alle miriadi di altre specie che nel Reef vivono, si riproducono e sono nutrimento fondamentale per tutti gli altri esseri marini e per noi, inevitabili e scontati predatori finali.

L’obiettvo è di attaccare insieme qualcosa come 50.000 immagini panoramiche a 360 gradi e di renderle accessibili via Google Maps e Street view.

Sicuramente uno dei grossi vantaggi è che in questo caso non si avranno preoccupazioni se nelle immagini verranno riconosciuti alcuni abitanti del luogo, per esempio squali-tigre, tartarughe e mante. Non ci sarà bisogno di oscurarne i lineamenti.

Il progetto partirà a settembre di quest’anno, e qui di seguito potete vedere il video:

Via | Digital Trends

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Laura Germana Vailati Articolo scritto da

Nata e cresciuta a Milano, dal cui caos si separa sempre con difficoltà, lavora per una multinazionale americana (no, non Google!). Condivide il suo tempo libero con una mamma, un compagno, due felini, tanti libri (piú di 3000 volumi. Di carta), tanta musica (piú di 2000 vinili), parecchi film e qualche buon amico di vecchissima data. A 16 anni le dissero che l'informatica non era la sua strada. All'epoca ci credette. E fece malissimo!

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