[Maps] Una finestra sull’universo con Google Sky

Di - 30 December 2011 - in

Quando ero un bambino, credo intorno ai dieci anni, ricordo che fantasticavo spesso sull’universo, gli astronauti e le navi spaziali. Molto di questo interesse derivava dall’aver visto i film di Guerre Stellari. All’epoca non avevo il videoregistratore a disposizione, quindi la mia memoria lavorava frenetica per ricordare le immagini dei film e fantasticare sulle avventure spaziali a cui sognavo, un giorno, di partecipare.

Il mondo di oggi è completamente cambiato, la diffusione stessa della conoscenza è, per usare un’analogia, come un universo alla nostra portata, a cui possiamo attingere in qualsiasi momento.
Dato che stiamo vivendo questo momento storico, tutto ci sembra normale. Se ci fermiamo un attimo a riflettere però, ci rendiamo conto di come le tecnologie di oggi hanno completamente stravolto e cancellato la vita come era solo pochi anni fa.
Tornando all’universo, un bambino di oggi ha la possibilità di esplorare praticamente tutto lo scibile dell’umanità attraverso moltissimi sistemi.
Oggi vi parliamo di Google Sky, un progetto di Google per l’esplorazione dell’universo.
Google Sky si basa sulla piattaforma di Google Maps e la utilizza per mostrare l’universo attraverso i dati ugualmente disponibili nel layer Sky di Google Earth.

Per esplorare l’universo non dobbiamo far altro che navigare con il mouse, oppure inserire la parola chiave dell’oggetto celeste che ci interessa trovare, nel box di ricerca in alto a sinistra della visuale.
La visuale di default è quella del cielo osservabile ad occhio nudo o dai satelliti nello spettro della luce visibile. È possibile però scegliere di vedere il cielo nello spettro dell’infrarosso, delle microonde, oppure attraverso le carte dell’astronomo italiano Giovanni Domenico Cassini.

Per ogni visuale è possibile agire su una leva che permette di aumentare o diminuire il canale alfa del layer per far apparire lo sfondo del cielo nello spettro della luce visibile, dando così la possibilità di studiare meglio le modalità precedentemente menzionate.
Ma non è finita qui.
La visuale di default è quella del cielo ma, come in Google Earth, è possibile scegliere di esplorare la Luna o la superficie di Marte attraverso i relativi progetti stand alone Google Mars e Google Moon.
Anche per questi due progetti sono disponibili diverse modalità di visualizzazione dei dati che, ad esempio per Google Moon, comprendono la visuale 3D.
Non vi resta quindi che sedervi al computer, magari una sera invece di accendere la tv, e partire per l’esplorazione dello spazio utilizzando questi meravigliosi strumenti scientifici e didattici gratuiti forniti da Google.
Buona caccia!

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene.
Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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