Mobile management migliorato in Google Apps

Di - 4 September 2012 - in

Nel 2011 Google aveva reso disponibile gratuitamente in Google Apps For Business un importante set di funzionalità di controllo dei dispositivi mobili, principalmente smartphone e tablet. Queste impostazioni consentono di amministrare centralmente le periferiche per consentire di ottenere il massimo dell’user-experience in mobilità ed al contempo di proteggere i dati aziendali.

In passato questo traguardo era raggiungibile con installazioni specifiche che rendevano necessario per le aziende dotarsi di device compatibili, ma soluzioni di questo genere portavano inevitabilmente un aumento dei costi di gestione, manutenzione e di licenza.

Google Apps è invece largamente compatibile con una gamma notevole di device, parliamo naturalmente di tutti gli Android, e, grazie al supporto di Active Sync, anche dei Windows Phone e dispositivi Apple (iOs 3 e successivi).  Tralascio dall’elenco la sincronizzazione mediante imap perché, seppur compatibile, per via del protocollo stesso, non rientra nella gestione remota offerta.

Funzionalità nuove per gli Android

Le ultime novità introdotte portano una migliore granularità ed operatività a vantaggio dei device Android. L’app di gestione remota si aggiorna supportando al meglio la versione 4.0+ del sistema operativo e permettendo di portare su smartphone e tablet una funzionalità forse di non primaria importanza ma già da tempo compatibile con iOs: il blocco centralizzato della fotocamera.

User page Google apps mobile device management

La pagina di gestione di un device: teniamo sotto controllo l'accesso delle app ai nostri dati personali

Per tutte le organizzazioni che hanno scelto l’os del robottino verde per la propria flotta aziendale è stata inserita la possibilità di applicare le policy solo sui device che le supportano. Prima di questa feature, se l’admin avesse attivato opzioni di sicurezza avanzate, come ad esempio l’encryption dei dati, gli smartphone non compatibili avrebbero smesso di sincronizzarsi con il dominio Apps in quanto non conformi alle regole imposte. Questa logica è applicabile anche su Active Sync in modo del tutto indipendente.

Android ora permette di applicare, opzionalmente, solo le funzionalità supportate: riprendendo l’esempio precedente , se l’encryption fosse attivata dall’amministratore i terminali di nuova generazione (4.+) la supporterebbero, quelli meno recenti (2.2, 2.3.+) continuerebbero invece a scambiare dati con Google Apps senza criptare i dati.

Potrebbe sembrare che questa novità indebolisca piuttosto che aumenti la sicurezza del sistema, ma non è così: grazie a questo strumento è possibile attivare policy avanzate su un sotto-insieme di terminali ed al contempo cambiare nel tempo e non necessariamente “in blocco” il parco hardware dei dispositivi.

Google si è resa conto quindi che la più grande forza e al contempo debolezza del suo os mobile, la frammentazione delle versioni, poteva rendere più complicata la gestione enterprise ed è intervenuta in modo molto efficace.

Scheda di controllo device personale

Per Androdi: geo-localizzazione e controllo remoto del nostro device in autonomia

Tra le nuove feature disponibili abbiamo ora la possibilità di attivare/disattivare da un unico punto le funzionalità di Google Now (che ricordiamo essere un sistema di ricerca semantico mobile integrato in Google Search) e quella di mostrare il pulsante di formattazione remota degli Android nella pagina di controllo utente.

Google Now: assistente digitale e web search semantico

Google Now: assistente digitale e web search semantico

 

Novità per Active Sync: iOs e Windows Phone

I rilasci non sono limitati ai soli Android: Google Apps espone ora un’interfaccia che consente di restringere il range di IP su cui è abilitato il protocollo Active Sync. Che cosa comporta questa novità? Solitamente quando si vuole configurare un dispositivo iOs o un Windows Phone l’utente inserisce l’indirizzo dei server Google nella maschera di dialogo opportuna. Quest’ultima riconosce che le chiamate in ingresso sono modulate tramite Active Sync ed eroga il servizio.

Alcune aziende tuttavia, specie quelle di grosse dimensioni, vogliono applicare policy custom o limitare ai propri utenti l’utilizzo in mobilità della casella email. Il reparto IT aziendale può quindi allestire un Active Sync proxy server nella rete aziendale ed inserirne l’IP nel pannello di controllo Google.
Gli utenti in seguito non “chiameranno” più direttamente Google con i propri terminali, che non funzionerebbe più, bensì il proxy aziendale.

L’ultima feature resa disponibile è meno tecnica della precedente: è ora possibile decidere il comportamento predefinito di Gmail alla cancellazione di un messaggio, evitando cioè che questo sia archiviato ma spostandolo direttamente in cestino.

Grazie a queste ed a molte altre policy la piattaforma Google Apps For Business è all’avanguardia nella gestione dei terminali portatili e garantisce la consueta produttività offerta dai servizi Google anche in piena mobilità.

Via | Official Google Enterprise Blog

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Andrea Testa Articolo scritto da

Laureato in Comunicazione Digitale, curioso ed affascinato dall'informatica, specialista Google Apps. Sviluppatore software, ama tutto ciò che si manifesta sotto forma di intelligenza, tecnica ed innovazione, come il web e l'open source.

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