Moto X: design e funzionalità del nuovo smartphone

Di - 5 August 2013 - in
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Motorola è da sempre sinonimo di telefonia e quando Google l’acquistò molti pensarono alla mutazione in produttore hardware di BigG. Subito dopo l’acquisizione, Larry Page ed Eric Schmidt hanno ribadito l’indipendenza della casa dalla M alata, l’operazione doveva essere solo un modo per proteggere Android dall’incalzante e subdola guerra di brevetti che stava preparando Apple. In realtà tutti, dai giornalisti agli analisti, pensarono la stessa cosa: il primo vero Android-phone realizzato direttamente da Google. Così ecco arrivare, a due anni circa dall’acquisto, il telefono frutto degli sforzi di Google e Motorola: il Moto X. Questo è quanto di più vero ma al contempo falso sia stato scritto.

Moto X: Motorola produce, Google consiglia

Lo stretto rapporto tra Google e Motorola ha permesso di realizzare un prodotto che va al di là delle precedenti collaborazioni con altri produttori hardware. Non si toccano però le vette di autonomia che i Nexus garantiscono agli ingegneri di Mountain View. Non importa se una buona fetta di organico sia migrata da bigG in Motorola, le idee sono diverse così come i risultati raggiunti. Ogni cosa è stata vista sotto una luce diversa, le scelte fatte, come hardware e software, tendono a valorizzare l’interfaccia Android, ma le personalizzazioni ci sono e spesso danno più valore al prodotto.

Design unico, colori personali

Il nuovo smartphone ha delle linee semplici che consentono un’impugnatura ottimale.  Alto 129 mm, largo 62mm e spesso 10, pesa soltanto 131 grammi, risultando un ottimo compromesso tra solidità e tascabilità. Lo schermo da 4,7 pollici è un AMOLED, capacitivo, da 720p che garantisce una densità di pixel pari a 316 ppi. Nonostante le dimensioni del display siano identiche a quelle del Nexus 4, il telefono è più piccolo, così da avere un minor ingombro in tasca. Questo è merito del bordo attorno allo schermo, spesso solo qualche millimetro. Successo reso possibile grazie al nuovo processo costruttivo che consente di fondere il vetro del display direttamente nella plastica dell’involucro, dando una leggera curvatura al bordo. Il pannello posteriore è contrassegnato dal logo Motorola da cui via via le linee del profilo verticale e orizzontale scivolano verso l’esterno. Sul retro si ritrovano la fotocamera, il led-flash e un altoparlante. Sul bordo superiore c’è spazio per il il connettore del jack audio, a destra il pulsante d’accensione ed il bilanciere del volume. Il connettore micro USB va in basso mentre la SIM, ora in formato nano come nell’iPhone 5, andrà inserita sul lato sinistro.

Hardware non in linea con la concorrenza

Il sistema che muove il tutto è il nuovo X8 Mobile Computing Engine di Motorola, presente anche sui nuovi Droid. Il processore è una versione modificata dello Snapdragon S4 Pro, dual core da 1,7 GHz con CPU Krait e quattro GPU Adreno 320. A questi si aggiungono altri due core, esclusiva di Motorola, uno pensato per la gestione del riconoscimento vocale mentre l’altro utilizzato per i sensori del telefono. Un dual core è molto distante dai chip quad core presentati dai rivali (HTC e Samsung su tutti), ma affiancando ben 4 GPU ed alcuni processori dedicati, le prestazioni ed il risparmio energetico dovrebbero essere al top. A completare la dotazione hardware ci sono 2 GB di RAM, 16 GB di spazio d’archiviazione (32 GB per la versione esclusiva AT&T) ed una batteria da 2,200 mAh. La fotocamera da 10 megapixel sfrutta la tecnologia ClearPixel, per quella frontale bisogna “accontentarsi” di 2 megapixel. Ci sono il 4G e la connessione WiFi 802.11a/b/g/n/ac, garantita dalla Qualcomm WCN3680 combo, a dispetto della concorrenza che monta la BCM4335 di Broadcom. È presente anche il GPS, il GLONASS, il Miracast Wireless Display, l’NFC, il Bluetooth 4.0 e l’USB 2.0.

Software

Il sistema operativo è Jelly Bean 4.2.2, se fosse stato un Nexus ci sarebbe stata la 4.3. Come fu a suo tempo per il Motorola Xoom, primo tablet nato dalla collaborazione con Google e primo a montare Honeycomb, il Moto X ha una versione quasi stock di Android. Le poche applicazioni personalizzate dal produttore hardware (qualche widget e alcune app) non incidono tanto sull’esperienza tipica dell’interfaccia. Le modifiche apportate al sistema operativo, possibili grazie ad hardware dedicato, sembrano per lo più progettate direttamente a Mountain View.

Fotocamera Clear Pixel

Quando si inizia ad usare il telefono e si avvia la fotocamera, ci si accorge subito come l’interfaccia sia diversa. Uno swipe verso destra permette di aprire il menu di scelta per la modalità di scatto, al contrario uno swipe verso sinistra fa accedere direttamente alla galleria per vedere gli ultimi scatti. Per catturare i momenti più belli basta toccare con il dito la parte della scena da mettere a fuoco. Per la modalità “raffica” si deve tenere il dito sullo schermo, trascinandolo si metterà a fuoco ogni volta un’area diversa.

Riguardando le fotografie si noterà come le immagini siano più nitide, definite e luminose rispetto a quelle fatte con altri smartphone. La maggiore definizione corrisponde ad una minore presenza di rumore di fondo, risultato ottenuto grazie alla tecnologia Clarity+ (con matrice 2×2 RG,BC) che permette di catturare più luce.

Riassumendo le caratteristiche tecniche del sensore montato (Omnivision OV10810) si hanno pixel da 1.4µm, un sensore più grande (1/2.6″) ed un rapporto focale pari a F/2.4. Le novità per i patiti delle foto non finiscono qui. Grazie al core dedicato, che si occupa di raccogliere le informazioni provenienti dai sensori, basterà un singolo gesto per accedere all’app camera persino se il telefono ha lo schermo spento. Due rapide rotazioni del polso, a voler simulare il movimento di un cacciavite, permetteranno di scattare una foto in soli due secondi. Con qualunque altro smartphone si impiegano dai 5 ai 10 secondi.


Controllo Touchless

Spesso Google ha messo l’accento sul controllo dei terminali Android attraverso i comandi vocali. Con altrettanta frequenza ha disatteso le aspettative degli utenti, realizzando un sistema che non permette di interagire sempre con lo smartphone. Per avere un controllo a 360° del telefono si doveva fare affidamento su software di terze parti (S-Voice di Samsung). Il Moto X, invece, può essere controllato in modo semplice e veloce sfruttando uno strumento già presente in Android, Google Now. Basta pronunciare la magica frase “Ok Google Now” e dare il comando o ciò che si vuole sapere per attirare l’attenzione del telefono, persino dallo stand-by.

Queste operazioni sono rese possibili grazie al chip dedicato, che monitora costantemente i rumori provenienti dall’ambiente attraverso i microfoni presenti sul dispositivo. La soluzione realizzata dagli ingegneri permette di avere un processore dedicato esclusivamente all’app, con un maggior risparmio energetico e risorse di sistema disponibili per altri processi. Il livello di interazione con la Ricerca Vocale è anche più raffinato; dopo aver cercato informazioni su Michael Jordan si può fare un’altra domanda, ad esempio sulla sua altezza, ed ecco servita la risposta. Al momento non si hanno informazioni sullo sfruttamento di altri server rispetto a quelli di Google.

 Active Display, risparmio energetico pulsante

Gli ingegneri hanno stimato che in genere un utente Android accende lo schermo del proprio terminale dalle 50 alle 100 volte al giorno. Si va dal controllare le chiamate non risposte, ai messaggi ricevuti oppure per guardare l’orologio. Adesso grazie all’uso di display AMOLED si è in grado di illuminare in modo selettivo parte dello schermo, lasciando spenti una buona parte dei pixel. Questo rappresenta un buon compromesso tra informazione e durata della batteria, poiché una buona parte dello schermo resta spento. La visualizzazione sarà pulsante, per vedere l’oggetto della notifica (email, chiamata, SMS o altro) basta toccare la relativa icona. Uno swipe verso l’alto riporterà all’app mentre uno swipe in basso sbloccherà il telefono. Per ripulire dalla notifica basta scorrere il dito a destra o a sinistra. Questo nuovo tipo di notifica sarà visualizzato solo quando il display è rivolto verso l’alto, basta girarlo verso il basso per disattivare il tutto.

Moto Maker: la soluzione ideale per i creativi

Alcune indiscrezioni puntavano a diversi aspetti personalizzabili per il Moto X, la realtà si è rivelata limitata ma pur sempre interessante. Nei negozi si potrà comprare il terminale nella colorazione nera o bianca, ma grazie alla collaborazione con AT&T la personalizzazione del dispositivo è senza paragoni. Lo si riceverà direttamente a casa in appena 4 giorni. Per questo si è reso necessario la realizzazione di un’impianto di produzione in Texas. Attraverso il sito Moto Maker non solo si potrà scegliere il colore della cover posteriore e di quella frontale, ma anche della cornice laterale, della camera e perfino gli sfondi ed i colori dell’interfaccia. Da notare che per il retro si potranno utilizzare anche superfici in vero legno, di differenti varietà.

http://youtu.be/HnTvmB44Cec

Motorola è sempre Motorola

Come ogni prodotto Motorola, per gli europei si prospetta un periodo oscuro. I cittadini degli USA saranno i primi a ricevere il nuovo smartphone, la commercializzazione è fissata tra la fine di Agosto e i primi di Settembre. Nel resto del mondo dovrebbe arrivare in seguito, ma ancora non ci sono delle date. Dall’azienda fanno sapere che in Europa sarà commercializzata una variante più economica mentre è già stata annunciata la Google Play Edition, con Android stock e bootloader sbloccato.

A conti fatti, le scelte dell’azienda potrebbero essere ben ripagate dalle vendite. Il target scelto è il pubblico generalista, poco attento alle alte prestazioni ma spinto all’acquisto dalla durata della batteria e dalla solidità del prodotto, che sembrano essere tutte qualità possedute dal Moto X.

Via | The Verge, Engadget, TechCrunch, AnandTech, Wired, AndroidPolice

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Emanuele Boncimino Articolo scritto da

Web designer, sviluppatore, tech specialist ed Android Guru: sono gli obiettivi che vorrebbe raggiungere nel lungo termine. Mantiene un ottimo grado di conoscenza del mondo racimolando news estere. Sempre alla ricerca di sfide che possano nutrire la propria mente: Engeene è tra queste.

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