Novità AdWords: comparazione delle performance nel tempo

Di - 2 September 2013 - in
Trucchi Google AdWords

Per tutti coloro che hanno sempre “storto la bocca”, a causa del terribile report Confronta – disponibile dalla tendina di scelta delle date – è in arrivo, da AdWords, una nuova funzione che ritengo possa soddisfare molti. Un bel sospiro di sollievo, per chi da sempre riteneva una falsa panacea, la visualizzazione solo grafica delle performance pregresse, di contro agli analoghi report su Analytics.
Mentre, infatti, Google Analytics mostra i dati numericamente, AdWords, da quando è attiva la funzione, si limita a mostrare i dati solo da un punto di vista grafico, demandando la comparazione numerica, al cambio di date. In sostanza: vedo graficamente il confronto, ma poi, se voglio vedere i numeri, devo richiamare le date specifiche.

La novità, che verrà implementata nelle campagne nelle prossime settimane, è duplice, ma ugualmente utile. La prima è relativa alla presenza di un segno “+” nel menù campagne, all’altezza di alcune voci della tabella pivot. Cliccando sul “+” verranno visualizzate le performance nel tempo.
Questo è molto utile poiché, visualizzando un buon numero di campagne in colonna, sarà possibile vedere quelle che hanno avuto le migliori (o peggiori) variazioni nel tempo: voce “change / cambio”.

Tabella e risultati, che possono essere anche manipolati attraverso i filtri, raggiungendo “insight” davvero suggestivi.

Vantaggi e “perplessità” dell’implementazione
Innumerevoli vantaggi, da un punto di vista di performance analitica. La sensazione è che, come rovescio della medaglia, il divario tra professionisti e “amatori” si farà sempre più grande. Dal mio punto di vista, può essere un bene; è presumibile infatti, che i risultati delle campagne che gestisce un professionista, siano maggiormente performanti. E così dovrebbero essere per tutti, per portare più profitti alle aziende. Di contro, il rischio per AdWords, è di generare insoddisfazione in quegli utenti che, per vari motivi, non possono “permettersi” la spesa di un consulente.
Siamo d’accordo che il consulente, se ben opera, genera profitto, ma è comunque una figura professionale che nell’italica concezione, è pur sempre visto come un costo. Se AdWords non performa, perché i competitor viaggiano meglio, quanti decideranno di farsi seguire da un consulente e quanti, invece, approderanno su altri lidi?

Proprio per l’orrida concezione che vuole il web marketing, preferito agli altri tipi di pubblicità, proprio perché, ahimè, si dice che costa meno, il rischio – imprenditorialmente parlando per loro – è che molti scelgano soluzioni più economiche (Bing o Facebook per dirne due), solo perché le riterranno più semplici e meno costose.

Grosso errore strutturale e logistico. I risultati saranno ancor più insoddisfacenti, perché dove si nasconde la semplicità, si celano terribili insidie. La sindrome di Cappuccetto Rosso.

Leave a Reply

Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea "Blubit" Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E' Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

Contatta l'autore

Previous post:

Next post: