NPAPI diventa più smart nel Chrome Web Store

Di - 17 November 2012 - in

Chissà quante volte vi sarà capitato di ricevere un messaggio dal vostro browser informandovi che non è possibile eseguire/visualizzare il contenuto di una determinata sezione di una pagina web in quanto manca un plugin. Un discorso similare si può fare per gli NPAPI plugins.

La NPAPI è un’architettura multipiattaforma per plugin utilizzata praticamente da tutti i browser presenti oggi sul mercato. In breve permette ad un’app di un browser o ad una sua estensione, che contiene uno o più plugin, di interpretarli ed eseguirli in modo corretto.

Posto il fatto che gli sviluppatori che creano app o estensioni per il Chrome Web Store possano utilizzare i plugin NPAPI, da oggi Google cerca di evitare a priori le spiacevoli situazioni prima descritte non permettendo all’utente di installare app o estensioni che non sono supportate dalla loro piattaforma particolare, come ChromeOS e Windows 8.

Dal punto di vista dell’utente, se questi visita il Chrome Web Store da una piattaforma che non supporta NPAPI, lo store filtrerà tutti gli elementi dalla homepage e dalle pagine di categoria. Queste app, però, rimarranno comunque visibili in seguito ad una ricerca o accedendoci tramite link diretto, ma la finestra di dettaglio di ciascun oggetto, app o estensione che sia, mostrerà un messaggio indicante l’impossibilità di installare l’app o l’estensione in questione, disabilitando inoltre il pulsante di installazione.

Cercando di soddisfare proprio tutti, Google viene incontro anche agli sviluppatori, le cui Chrome web app o estensioni, che usano NPAPI, possono funzionare anche senza plugin. A tal proposito, onde evitare che il Chrome Web Store filtri e non mostri queste app, Google fornisce una direttiva ben precisa da includere nel file manifest.json, nel quale vengono specificate alcune proprietà della Chrome web app che si vuole rilasciare. Nel dettaglio, sotto la sezione requirements, bisogna specificare il flag “npapi” settandolo a “false”, come mostrato di seguito:

"requirements": {
   "plugins": {
      "npapi": false
   }
}

Ciò permetterà alle app ed alle estensioni di continuare ad essere disponibili per tutti quegli utenti che utilizzano delle piattaforme che non supportano NPAPI. Inoltre, se i plugin contenuti nella Chrome web app non hanno delle dipendenze strette con il sistema operativo sottostante, Google consiglia vivamente di effettuare il porting ad un Client nativo, ossia una web application generalmente realizzata attraverso la combinazione di JavaScript, Html e CSS con in più un modulo di codice nativo compilato (ad oggi i linguaggi supportati dal compilatore sono C e C++), che viene eseguito direttamente nel browser, con l’obiettivo di mantenere la portabilità e la sicurezza che gli utenti si aspettano dalle web app.

Per tutte le domande o commenti è possibile consultare il forum delle Chromium apps.

Quando si dice: “Prevenire è meglio che curare!“.

 

Via | Chromium blog

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Fabrizio Variano Articolo scritto da

Laureato e specializzato in Informatica con il massimo dei voti, lavora come Software engineer con compiti di team leading progettando e sviluppando soluzioni in ambito web con tecnologie Java e “dintorni”. Grande appassionato di tecnologia, negli ultimi anni si è avvicinato all’ambito mobile, sia hardware che software, con l’intento di far suo questo mondo affascinante. Oltre a viaggiare, tra i suoi hobby ci sono: la moto, la cucina ed il cinema.

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