Nuove Strategie di AdWords: l’offerta Flessibile

Di - 3 June 2013 - in
Strategie di offerta flessibile

Settimana dopo settimana, le campagne potenziate di AdWords lasciano l’iniziale amaro legato alla difficile classificazione delle offerte smartphone, per trasformare questo amaro in una sorta di digestivo.
Tutto quanto ruota intorno al potenziamento, sta attualmente divorando l’insoddisfazione lasciando spazio alla fantasia produttiva delle menti degli operatori. Come in un caleidoscopio di informazioni, il potenziamento sta regalando semplicità d’uso ad una vastità di funzioni, garantendo inoltre di circoscrivere effettivamente l’intento della ricerca.
È il bisogno che guida la mano sulla tastiera, e Google deve farsi carico di una risposta soddisfacente nei suoi risultati di ricerca.

La libreria condivisa se ne esce adesso con la voce “Strategie di Offerta” che regala 4 distinte opzioni:

  • CPC ottimizzato
  • Scegli come target la posizione della pagina di ricerca
  • CPA target
  • Ottimizza i clic

Alcune di queste opzioni in realtà erano già presenti nella vecchia interfaccia, ma la diffrenza è che la funzione può essere applicata a qualsiasi livello di modifica, anche cioè su una specifica parola chiave in un contesto nel quale l’offerta per le altre è comunque manuale.
Campagne > Gruppi di annunci > Parole chiave, possono oggi mischiare una conformazione manuale a più di una automatica, rendendole inoltre visibili non solo a livello di libreria, ma evocandole da specifico menù colonne > attributi.

Logisticamente mi vorrei soffermare su “Scegli come target la posizione della pagina di ricerca“. Questa funzione era in parte presente anche in una vecchissima versione di AdWords, dove di fatto era possibile scegliere il posizionamento. Oggi questo è parzialmente possibile con l’automazione, ma diventa di facile attuazione grazie alla gestione strategica.
È infatti possibile manipolare il sistema, affinché automaticamente consenta alla chiave di essere nella posizione alta dei risultati o comunque in prima pagina. Il dato interessante è che non si parla solo di un innalzamento dell’offerta ma, ove possibile -in condizioni di aumento di qualità- anche all’abbassamento della stessa.
Magnifiche anche le funzioni avanzate, dove il sistema garantisce di vincolare l’uso della regola solo alle parole più produttive. Se abbinato a gruppi annunci o campagne, in questo modo sarà possibile lasciare su canali distinti le parole a bassa qualità, o addirittura interrompere l’adeguamento quando il budget va in sofferenza.
Sulla stessa campagna potremo usare due espedienti diversi in questo modo. Uno per le chiavi produttive e l’altro per quelle mediocri.

Una modifica quindi che riapre in pieno il concetto di intento, andando a colpire ai fianchi qualsiasi query per portarla alle corde e rendere le nostre chiavi vincenti. Una sola raccomandazione: attenti all’uso esasperato e non ponderato degli aggiustamenti. Ogni aggiustamento aumenta (o diminuisce) una specifica chiave, al punto tale che un clic potrebbe salire di prezzo in modo vertiginoso!

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Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea "Blubit" Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E' Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

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