Oracle deve 4 milioni di dollari a Google

Di - 10 July 2012 - in

Quattro milioni e trentamilaseicentosessantanove dollari ($ 4.030.669) è quanto Google chiede ad Oracle con la nota spese depositata in tribunale al termine della causa promossa proprio dall’azienda di Larry Ellison, clamorosamente sconfitta in giudizio. Oracle, infatti, ha citato per danni Google affermando che Android violasse due brevetti legati all’uso di Java e, contestualmente, ha chiesto un risarcimento per un miliardo di dollari.

La Corte interpellata non è riuscita a raggiungere l’unanimità sulla colpevolezza di Google: su quindici milioni di righe di codice in Android, sono state riconosciute solo nove di queste di proprietà di Oracle. La giuria, quindi, sebbene abbia riconosciuto la presenza di codice Oracle in Android, ha ritenuto del tutto minoritario l’apporto di quelle poche righe all’intera struttura del sistema operativo, affermando che il loro impiego di quelle righe è avvenuto nel rispetto del cosiddetto principio del fair use.

Il principio del fair use consente a terzi l’uso di opere protette dal copyright sotto forma di materiale grezzo, a condizione che tale uso soddisfi la normativa sul copyright U.S.A. e che l’uso stesso sia effettuato ai fini della “promozione del progresso della scienza e delle arti utili“, così come previsto anche dalla Costituzione degli Stati Uniti d’America. La giuria, perciò, ha ritenuto l’operato di Google perfettamente in linea con la normativa statunitense vigente in tema di copyright e l’azione giudiziaria si è clamorosamente ritorta contro Oracle. Dunque la palla adesso passa al giudice William Alsup, che dovrà stabilire l’effettivo importo delle spese di giustizia ed è probabile che l’importo chiesto dal team legale di Google sia ridotto ad una cifra inferiore.

Google ha vinto una battaglia ma non una guerra, però. Resta aperto il filone relativo alla presunta violazione del copyright relativo all’uso di 37 API di Java. La giuria già si è espressa a sfavore di Google, affermando che l’uso di quel codice è stato effettivamente attuato in violazione del copyright vantato da Oracle dopo l’acquisizione di Sun Microsystem, ma anche in quell’occasione i giurati si sono divisi al punto che non sono riusciti a stabilire se il principio del fair use sia applicabile anche a questo caso o meno. Il team di difensori di Google ha risposto anche a quest’azione in modo dettagliatissimo, ribadendo – ancora – che l’uso fatto delle API di Java è sempre in linea con il citato principio giuridico.

Una vittoria di Oracle sarebbe devastante poiché Google potrebbe essere costretta a smantellare l’impianto di Android così come lo conosciamo, con tutte le conseguenze tecniche, pratiche ed economiche che è possibile immaginare. Sarà dunque il giudice Alsup, ancora una volta, a dover decidere definitivamente sulla questione: lo farà fra 15 giorni, esattamente il 26 luglio prossimo.

Via | Groklaw

Leave a Reply

Matteo Luigi Riso Articolo scritto da

Avvocato, programmatore, geek tutto in uno. Una passione smodata per la tecnologia e l’informatica, avido utilizzatore di Google e Android. La sua missione è divulgare e far comprendere la tecnologia e gli aspetti ad essa connessi.

Contatta l'autore

Previous post:

Next post: