OUYA: Android all’assalto del mondo console

Di - 11 July 2012 - in

Il mondo del gaming tradizionale fatto di grandi publisher sta per essere minato alle basi da un nuovo modo di realizzare titoli anche di qualità, grazie ai nuovi strumenti a disposizione degli sviluppatori indipendenti. Almeno fino a ieri, i produttori di console potevano star tranquilli: la loro posizione non era messa in discussione se non dal PC che recuperava percentuali di mercato passo dopo passo e dal mobile in ambito casual. Con la violenza che solo le idee rivoluzionarie riescono ad avere, OUYA lancia la sua sfida al mondo del gaming: una console open, senza royalties, senza costi per lo sviluppo, senza costi per la pubblicazione, hack-friendly e crowd-funded.

Perché ve ne parliamo qui su Googlab? Perché la chiave che aprirà le porte del mondo del gaming a questo prodotto potenzialmente rivoluzionario, è Android. La console infatti monterà nient’altro che il sistema operativo di Google. Senza di esso non sarebbe nemmeno stato possibile concepire un progetto del genere e renderlo profittevole, poiché adottare Android significa avere un ambiente completo, funzionale, supportato le cui features si espandono continuamente e probabilmente sarà compatibile con tutte le app e i giochi già esistenti.


Oltre a questo offrirà moddabilità e personalizzazione, oltre probabilmente alla user experience tipica del sistema operativo Android e all’integrazione con l’enviroment Google e il Play Store, che ne potrebbero tranquillamente fare un media center di tutto rispetto, in barba al Nexus Q. Nella dichiarazione di intenti degli sviluppatori, la console offrirà ampio supporto all’hacking, alle modifiche hardware e in generale cercherà di mantenersi il più open possibile. Ciò si tradurrà ad esempio nella possibilità di rendere compatibili controller di ogni tipo tramite interfacce wireless o USB.

Il prezzo di lancio dovrebbe aggirarsi intorno ai 99$. A livello hardware la configurazione prevederà:

  • Processore Tegra3 quad-core
  • 1GB RAM
  • 8GB di memoria flash
  • uscita HDMI
  • WiFi 802.11 b/g/n
  • Bluetooth LE 4.0
  • USB 2.0
  • Un controller wireless
  • Android 4.0

Non sarà quindi un mostro di potenza e difficilmente potrà far girare giochi di ultima generazione che sfruttano motori pesanti come il CryEngine3 o il FrostBite 2.0, tuttavia il prodotto si appella principalmente a sviluppatori indie e non prevederà un SDK specifico, utilizzando quindi quello di Android, su cui si appoggiano già diversi tool come Unity.  L’idea è quindi una console esplicitamente pensata per supportare a dovere le produzioni piccole e indipendenti. Unico vincolo imposto dagli sviluppatori sarà l’obbligo di adottare un modello Free To Play o Freemium, in parte per costituire un parco titoli ampio e accessibile ai nuovi utenti, in parte per non caricarsi la complessità gestionale della gestione di un market proprio.

Il lancio di un’idea tanto originale, potente e rivoluzionaria è una notizia importante, nonostante già fossero trapelate voci in proposito nelle settimane scorse, ma a limitarsi a questo potrebbe sembrare un progetto abbozzato, campato per aria, dal gran potenziale ma ancora senza prospettive. La vera notizia risiede però altrove, ovvero nell’incredibile risposta della community. È stata lanciata una campagna su Kickstarter per finanziare il progetto e i numeri sono tra i più impressionanti registrati su questa piattaforma. L’obiettivo dei 950.000$ è stato raggiunto in meno di 24 ore e nel momento in cui vi stiamo scrivendo, la cifra raccolta a quasi 1.300.000$.

Piovono entusiasti anche i feedback dal mondo indie, che vede in OUYA un’idea in grado di liberarli dai vincoli di Microsoft, Nintendo e Sony, oltre che dai meccanismi del publishing sui vari market. La Mojang, nella persona di Notch, ormai assurto ad araldo e protettore del mondo indie, dichiara che porterà Minecraft, sviluppato già di per sé in Java, sulla nuova piattaforma nel caso questa veda la luce. Altri nomi di rilievo come Jordan Mechner, creatore di Prince of Persia, e David Edery, creatore di Triple Town e figura influente nel mondo indie, hanno espresso il loro entusiasmo, pienamente condivisibile.

Un progetto brillante, da seguire sia se si è appassionati di indie gaming, sia se si è appassionati di Android poiché offrirà un dispositivo estremamente originale su cui gli smanettoni potranno sperimentare e trovare usi nuovi per il sistema operativo del robottino verde. Nel caso questo progetto non dovesse andare in porto, nonostante l’apparente semplicità e linearità dell’attività di progettazione e realizzazione, rimane un’idea che difficilmente morirà con OUYA, ovvero che un gaming console diverso è possibile e che è possibile grazie al software open. Se OUYA come prodotto potrebbe essere solo relativamente appetibile, il suo valore come simbolo difficilmente potrebbe essere messo in discussione. Il successo di questa console rappresenterebbe l’ennesima battaglia vinta per un modello ideologico, per un modo di intendere l’informatica che è destinato a cambiare per sempre prima il mercato e di conseguenza le nostre vite.

Via | Kickstarter

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Simone Robutti Articolo scritto da

Laureato in Informatica, specializzato in sviluppo web e comunità virtuali, hardcore gamer, flamer per passione.

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