Piccolo vademecum della Corrispondenza Inversa su AdWords

Di - 11 December 2012 - in

Quando si parla di Google AdWords si affronta troppo spesso il problema da un punto di vista additivo. In realtà AdWords richiama per alcuni aspetti (giusto per fare un esempio evocativo), la realizzazione di una statua partendo da un algido blocco di marmo.
Immaginiamoci quindi – come Michelangelo Buonarroti – intenti a dove soddisfare le richieste del nostro committente che ci ha appena chiesto la più bella statua possibile con le fattezze della moglie.

L’esempio non è campato in aria, anzi… il nostro committente vorrà fare bella figura con la moglie e quindi la sua statua dovrà avere le curve giuste al posto giusto. Non un chilo di più, magari meglio qualche etto meno.
Si racconta che quando Michelangelo vide la Fontana del Nettuno di Ammannati, in Piazza della Signoria (detta oggi “il Biancone”, non davvero un complimento) lo schernì con la frase “Ammannato, Ammannato, che bel marmo hai rovinato“), dicendogli inoltre che i muscoli scolpiti sembravano dei “sacchi di poponi”.
Perché questo? Perché di fatto Bartolomeo Ammannati (a detta di Michelangelo) non sapeva togliere il marmo; in pratica la sua scultura risultava troppo rigida, priva di curve e distrattamente imbalsamata.

Michelangelo invece curava la perfezione, scalpelletto e martellino e giù a tirar via marmo da tutte quelle parti dove non serviva. Le sue opere erano così perfette che si lamentava addirittura del perché non parlassero (cifr. Mosè c/o Basilica di San Pietro).

Questo è AdWords senza parole chiave inverse. E’ un Biancone… qualcosa che ti è costato, è apprezzabile, ma non così vincente come un’opera perfetta. Le chiavi inverse infatti sanciscono il vincolo di visibilità di un annuncio, quando di fatto viene richiamato da una potenziale query.
Paradossalmente se volessi vendere un certo tipo di vino, potrei accontentarmi di usare come chiave +vino e poi limitarmi ad aggiungere migliaia di parole chiave inverse.
Non vendo vino bianco? Metto come inversa bianco, non vendo Chianti? Ok la aggiungo come inversa.
Questo è AdWords. This is AdWords.

Ora le chiavi inverse sono uno strumento così potente che per farle lavorare al meglio, AdWords ci offre almeno 3 opzioni. Spieghiamole velocemente, usando ancora l’esempio del venditore di vino.

Esclusione a livello di gruppo annunci

Le parole chiave vengono escluse soltanto dal gruppo annunci nel quale vengono inserite.
Quando è meglio usarla: ho una campagna per la vendita di vino rosso. Creo gruppi annunci per ogni marca di vino, ma in magazzino non ho un prodotto specifico dell’azienda vinicola e quindi non voglio che se viene cercata la “casa” + “il prodotto mancante“, il mio annuncio appaia. Escludo quindi quel particolare vino, dal gruppo annunci della sua azienda.

Esclusione a livello di campagna

Le parole chiave vengono escluse da tutti i gruppi annunci presenti nella campagna.
Quando è meglio usarla: ho una campagna per la vendita di vino rosso, ma non vendo accessori come bicchieri. Inserisco tra le chiavi inverse, bicchieri, per evitare che i miei annunci appaiano in corrispondenza di questa chiave, come ad esempio: “vendita bicchieri per vino rosso”. “Vendita vino rosso” mi va bene, ma non se nel mezzo c’è bicchieri.

Esclusione in libreria condivisa con scelta di campagne

Le parole chiave vengono divise in gruppi ed escluse in tutte quelle campagne che vengono associate al gruppo.
Quando è meglio usarla: ho una campagna per i vini rossi ed una per i vini bianchi. Escludo le case produttrici di vino che non ho in catalogo, per evitare che i miei annunci appaiano in corrispondenza di ricerche del tipo “vendita vino casa che mi manca

E quindi ora tocca a voi, scultori. Val la pena perdere un po’ di tempo nella scelta delle chiavi inverse; evitiamo che definiscano la statua di qualche moglie, come un mediocre sacco di poponi… no?

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Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea “Blubit” Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E’ Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

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