+Post ads, si parte: AdWords sbarca su Google Plus

Di - 22 April 2014 - in
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Dopo un breve periodo di test, partito a dicembre, Google oggi introduce per tutti i “+Post ads”, un sistema che consente ai possessori di profili Google Plus, di promuovere determinati post e creare engagement sulla rete Display di Google.

Per poter utilizzare questa nuova funzionalità occorre avere un minimo numero di follower. Si parla per adesso di almeno 1.000 “seguaci” e di altre linee guida, tra le quali la pertinenza del contenuto con la pagina e l’attivazione dei consigli condivisi per le proprie pagine Google Plus.

Google, terminata la beta, sta però provando nuove funzioni, come la promozione di Hangout in diretta e la promozione automatica dei post, per migliorare l’esperienza d’uso e per raggiungere una grossa portata di pubblico.
Davvero interessante la funzione di “sponsorizzazione automatica” che consente di pagare solo nel caso in cui vi sia interazione con i fan.
Interessante è anche il formato in overlay, che si attiva dopo un mouse hover di 2 secondi, dopo i quali il banner si espande in un formato più grande!

Si può scegliere di sponsorizzare qualsiasi post, pur ricevendo il consiglio – best practice Google – di sponsorizzare sopratutto i contenuti più recenti, in modo tale da non snaturare il calendario editoriale del proprio “social media manager”, o comunque discusso dall’azienda.

È importante ricordare che tali annunci sono disponibili solo per utenti che hanno attivato campagne “Solo Rete Display”, e successivamente selezionato “Coinvolgimento”.

L'impostazione della sola Rete Display

Questo tipo di campagna gradisce però due soli tipi di formati: il “lightbox” e “hover-to-play”. I +Post Ads, nascono infatti con l’idea di fruire di un formato accattivante che predisponga a presentare il proprio brand. Il costo è in CPC (costo per click) e si pagherà solo se un utente – come specificato sopra – interagirà con l’annuncio.

Relativamente alle best practice, considerata la nuova natura di questi tipi di sponsorizzazioni, Google consiglia sempre di visualizzare l’anteprima dei post per avere la certezza che il testo sia come si era previsto e sempre in base al testo, è importante ricordare che lo spazio è limitato e che quindi è consigliabile invitare a compiere un’azione – o “call to action” – in modo tale da incuriosire e invogliare all’azione.

Parlando di social, ricordate sempre, sopratutto per chi non ha dimestichezza con questo campo, che se la forza di un contenuto social, è la possibilità di ottenere commenti e interazioni da utenti (e quindi UGC, user generated content), di contro, se non monitorato, rischia di essere anche “pericoloso”. E’ quindi assolutamente consigliato controllare spesso e con attenzione, le interazioni ottenute.

Capitolo immagini. Sono attualmente previsti le seguenti dimensioni: 728×90, 300×250, 160×600 e per gli smartphone il classico 320×50. Meglio usare immagini proprietarie dell’azienda, poiché identificabili con facilità, e attenzione quindi alle immagini a stock, magari spesso usate anche da probabili competitor. Le misure utilizzabili al caricamento sono comunque qualsiasi, ma attenzione, verranno ridimensionate per adeguarsi ai formati di cui sopra.
Un’ultima nota che arriva da Google, relativa al 300×250: è consigliato l’uso di immagini con proporzione 16:9, senza inserire testo nell’area superiore e inferiore, poiché potrebbe rimanere tagliato in alcuni formati.

Adesso non vi resta che provare (occhio al limite dei 1.000 follower), mentre nelle prossime settimane vedremo alcuni esempi d’uso davvero interessanti!

 

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Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea "Blubit" Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E' Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

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