Privacy policy: intervista a Iubenda

Di - 28 March 2014 - in
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Iubenda è una startup italiana, con sede a Milano, che fornisce un servizio di generazione di Privacy Policy per siti web. Questo è un argomento su cui siamo molto sensibili in quanto tocca delle tematiche che vengono spesso sopravvalutate, ma che sono chiave per chi opera sulla rete in modo non solo professionale ma anche amatoriale.

Abbiamo raggiunto il titolare di Iubenda, Andrea Giannangelo, per intervistarlo ed approfondire questa interessante startup.

E: Che cosa è Iubenda e come funziona?
I: Iubenda è un’azienda il cui servizio principale si incentra sulla privacy policy, un documento legale necessario ogni volta che si raccolgono dati degli utenti, anche solo per quanto riguarda i dati aggregati raccolti con Google Analytics. Iubenda, che ha diversi tagli di licenza, si basa su un software che genera policy in modo automatico, che sono sempre aggiornate e disponibili, a pagamento, in cinque lingue diverse. Un secondo servizio di Iubenda è il supporto legale che offriamo, in maniera approfondita e per via consulenziale, ai nostri clienti che ne hanno necessità. Il terzo ed ultimo servizio che stiamo per introdurre sul mercato si chiama Fide. Si tratta di un servizio che, a partire da un abbonamento mensile, fornisce un database pratico ed aggiornato di carattere legale (modulistica, istruzioni, ecc..) e prevede un assistenza gratuita tramite ticket, per tutti coloro che vogliono avviare un’attività.

E: Da dove nasce l’idea di Iubenda e qual’è il problema, o i problemi, che Iubenda si prefigge di risolvere con il proprio servizio?
I: Iubenda nasce dal problema pratico di creare documenti legali. Da sviluppatore web quale sono da molto tempo, è maturata la consapevolezza sia della necessità di risolvere questo tipo di problema che dell’esistenza di un mercato, come quello legale, che è enorme. Solo negli Stati Uniti questo frutta circa 200 miliardi di dollari l’anno. Si tratta però di un settore contraddistinto da approcci molto tradizionali e ben poco efficienti. L’idea di fondo è stata quindi quella di creare documenti legali e fornire supporto nel modo più veloce, pratico ed economico possibile.

E: Qual’è stato il percorso che vi ha portato da un’idea ad essere una start up che opera sul mercato?
I: L’idea è nata durante gli anni dell’università dove avevo inizialmente provato a mettere insieme un team di coetanei per lavorare al progetto. Purtroppo, come spesso accade in questi casi l’esperienza, durata circa sei mesi, non ha prodotto quasi nulla. A questo punto, non volendo far morire l’idea che consideravo vincente, ho cercato di entrare nel percorso dei venture capitalist italiani e creando un team di persone che investissero nel progetto in modo più serio e non per gioco. Dopo un finanziamento di 69.000€ ci sono stati mesi di costruzione del prodotto ed ora è circa da due anni che Iubenda si sostiene economicamente. Siamo 6 persone più team legali esterni che ci supportano nei paesi diversi dall’Italia.

E: Come si configura Iubenda rispetto alle Creative Commons?
I: Con le Creative Commons condividiamo lo stesso concetto di modularità che permette di togliere e aggiungere clausole alla licenza senza inficiare il documento. Tuttavia, parlando di prodotto core online, Creative Commons è focalizzato più sull’aspetto della tutela del diritto d’autore, mentre Iubenda sul tema delle privacy policy. Naturalmente, con i servizi aggiuntivi di Iubenda, siamo in grado di fornire assistenza legale a tutto tondo ai nostri clienti.

E: Quello delle policy è un terreno complesso. Di quali strumenti e competenze vi avvalete per erogare i vostri servizi?
I: Abbiamo un legale full time e partner legali in diversi paesi del mondo, come Australia, Svizzera, UK, USA.

E: Che tipo di riscontro state ottenendo con il vostro target?
I: L’azienda è in continua crescita, soprattutto in Italia, che rappresenta circa il 30% del mercato, negli USA (40% del mercato), e anche nel resto del mondo (30% del mercato). In totale operiamo attualmente in circa 60 paesi diversi.

E: Chi, secondo voi, può trarre il maggior benefico dall’uso del/dei vostro/i servizio?
I: Visto il tema che trattiamo direi chiunque. Per quanto riguarda i clienti, all’inizio Iubenda era un servizio dedicato a piccole realtà mentre ora iniziamo a lavorare con clienti di maggiore grandezza, come web agency e grande aziende.

Ringraziamo Andrea per il tempo che ci ha concesso e speriamo che questa intervista vi sia piaciuta.

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene. Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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