Project Glass prende forma e sostanza

Di - 8 July 2012 - in

Le novità presentate all’ultimo Google I/O sono state molte ma quella che ha avuto la presentazione più spettacolare a mio giudizio è stata la rocambolesca demo del Project Glass. Mentre Vic Gundotra stava presentando i Google+ Events, Sergey Brin ha interrotto la presentazione per collegarsi, via videoritrovo, a un gruppo di skydiver che si trovavano nei cieli di San Francisco su un dirigibile. In una emozionante e perfettamente riuscita staffetta che ha visto coinvolti un totale di 12 atleti uno speciale prototipo di Glass è stato consegnato sul palco a Sergey, che sulla demo poco prima aveva avvertito che “questo può non funzionare in almeno 500 modi diversi”.

Successivamente Babak Parviz e Isabelle Olsson, progettisti del team Glass, hanno rivelato alcuni interessanti dettagli in più sul device come la presenza naturalmente di una camera, microfoni, speaker, un touchpad sul lato e un pulsante, con il quale Babak ha scattato una foto al pubblico in sala. La presentazione è stata incentrata sui due aspetti principali di un device così particolare come il Glass. Da una parte la comunicazione per immagini, sia statiche che video e dall’altra la presentazione di informazioni in un modo che non sia intrusivo ma che allo stesso tempo sia preciso e relativo al contesto. Non è difficile, alla luce di questo, immaginare il ruolo che, grazie alla sua capacità di funzionare senza la diretta interrogazione del servizio, uno strumento come l’appena introdotto Google Now potrà ricoprire su un device del genere.

Come confermato da Davide Cremonesi del GDG Milano, che è stato all’I/O di persona e che ha avuto modo di chiacchierare con dei membri del Team Glass, il device è dotato di giroscopio, accelerometro, bussola e diverse radio (GPS, Bluetooth e WiFi) ma non è dotato di una radio GSM/HSDPA, quindi potrà essere usato come telefono solo accoppiato con uno smartphone a mo’ di headset (il che giustifica la presenza di un chip bluetooth).

Sempre Davide ci ha anche riportato dettagli ancora più interessanti sul funzionamento di Glass. Il device monta una versione non meglio precisata di Android ed è sensibile al movimento della testa e degli occhi. Il display è generalmente spento e viene attivato guardando in su, mentre le notifiche sono sonore. L’immagine proiettata appare come lo schermo di un proiettore a una distanza di una decina di metri, in fondo a destra. Scelta credo pienamente in linea con quanto mi aspetterei da un device che vuole essere un assistente discreto, non un invadente protagonista della vita dell’utilizzatore e della realtà che lo circonda.


La ciliegina sulla torta, se vogliamo chiamarla così, è proprio la messa in commercio a edizione limitata dello speciale prototipo di cui sopra. Trattasi infatti della Explorer Edition del dispositivo, unità preordinabile dai soli partecipanti statunitensi alla conferenza e con un prezzo di 1500 dollari. Il device verrà consegnato all’inizio dell’anno prossimo, sarà completamente flashabile e chi avrà la fortuna di poterlo provare avrà a disposizione un SDK che a quanto ci riporta Davide sarà incentrato sulla interrogazione di contenuti e sulla notifica di eventi.Quanto visto finora conferma quindi la “doppia natura” di questo interessante dispositivo. Da una parte una telecamera con una prospettiva unica e personale, dall’altra il primo reale esempio di concetti molto chiacchierati come realtà aumentata e wearable computer ma mai realmente mostrati nelle loro effettive potenzialità.

L’aspetto estremamente interessante e che comincia ad emergere è anche come ancora una volta diversi “tasselli” del puzzle che a volte l’universo di servizi e prodotti che è diventato Google sembrino convergere verso un obiettivo comune. Se infatti combiniamo la potenza del knowledge graph (specialmente visto attraverso un tool come Google Now) con il nuovo e migliorato riconoscimento vocale e con la nuova ricerca per immagini, cominciano già a formarsi diverse idee di come possa funzionare ed essere utilizzato un dispositivo come Glass.

 

 Approfondimento

Photos by Eliot Weisberg/ReadWriteWeb. Creative Commons licensed

 

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Marco Fadini Articolo scritto da

Appassionato da sempre di musica, tecnologia, arte e fotografia, ex barista ed ex grafico pubblicitario, si occupa ora di sviluppo web in ambito enterprise.

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