Project Loon: connessione internet con palloni stratosferici

Di - 18 June 2013 - in
Post image for Project Loon: connessione internet con palloni stratosferici

Google è stata sempre l’obbiettivo di diverse speculazioni in ambito tecnologico ma da quando è stato svelato al mondo la presenza di Google [x], il livello delle indiscrezioni ha raggiunto vette mai viste. Il lancio di un nuovo prodotto rivoluzionario (moonshot) è preceduto da un aurea di silenzio e impercettibile attività ma dopo ogni comunicazione ufficiale sembra che sulla scena non ci sia nessun altro tranne che l’azienda di Mountain View. È stato così per i Glass e, presumibilmente, sarà così anche con il progetto Loon.

A dire la verità sulle pagine di Engeene si è accennato in passato qualcosa su questa nuova incursione nel mondo dell’impossibile ma a quel tempo erano tutte voci di corridoio. Nel week-end scorso invece è arrivata la conferma ufficiale (qui in italiano) della realizzazione di una rete di palloni aerostatici per la connessione senza fili.

Internet ha cambiato il modo di vivere di molte persone ed oggi qualcuno riesce perfino a fare soldi attraverso l’immensa rete globale che collega il mondo. Purtroppo non tutte le persone sono collegate al web, circa i due terzi della popolazione mondiale non vi ha accesso. Tra i fattori ve ne sono diversi: alcuni di natura geografica (presenza di foreste, giungle, montagne o isole) mentre altri di natura economica (nei paesi dell’emisfero meridionale il costo della connessione ad Internet è maggiore dello stipendio di una persona).

Per cercare di risolvere questi problemi e con l’obbiettivo di fornire connessioni senza fili con velocità di navigazione accettabile (simile alle attuali reti 3G), Google ha lanciato questo nuovo progetto. In Loon (che in inglese significa matto) saranno utilizzati alcuni palloni che volano intorno alla terra grazie ai venti stratosferici. La quota a cui si muovono è doppia rispetto a quella degli aerei commerciali e la possibilità che si costituiscano dei veri e propri anelli di palloni garantirà la connessione nell’arco delle 24 ore alle regioni (soprattutto aree rurali) raggiunte dal segnale emesso.

In Google sperano che questa soluzione sia seguita anche da altri soggetti così da creare una vera e propria lega per rendere disponibile la connessione internet a tutti. In passato erano stati tentati degli esperimenti con dei palloni ma questi venivano ancorati a terra per rendere disponibile il segnale sempre alla stessa area. Questo tipo di strumentazione era più dispendioso da quello realizzato da Larry Page & soci. Google infatti sfrutterà la tecnica utilizzata dalle mongolfiere, in cui il pilota conosce alla perfezione le correnti ascensionali che di fatto permettono alla mongolfiera di muoversi nello spazio. In Loon però, i palloni saranno spostati su e giù per cercare di farli stare sempre nello stesso punto mentre i dati saranno presi direttamente dal National Oceanic and Atmospheric Administration. Per muovere tutta la flotta ci sarà comunque bisogno di molta potenza di calcolo ed un algoritmo complesso che regoli ogni elemento come organo di un unico organismo.

Al momento il progetto è in fase di sperimentazione nella regione di Canterbury in Nuova Zelanda grazie all’aiuto di 50 utenti che tenteranno di connettersi ai palloni (ne sono stati lanciati circa 30). I tester sono dotati di un’antenna che è in grado di captare il segnale di un pallone nel raggio di 20 chilometri. Da Google fanno sapere che sono allo studio altri progetti pilota in paesi che si trovano alla stessa latitudine della Nuova Zelanda. Gli ingegneri del Google[x] sono alla ricerca di partner anche per la fase successiva del progetto.

Via | Google Blog, TechCrunch

Leave a Reply

Emanuele Boncimino Articolo scritto da

Web designer, sviluppatore, tech specialist ed Android Guru: sono gli obiettivi che vorrebbe raggiungere nel lungo termine. Mantiene un ottimo grado di conoscenza del mondo racimolando news estere. Sempre alla ricerca di sfide che possano nutrire la propria mente: Engeene è tra queste.

Contatta l'autore

Previous post:

Next post: