Recensione Google Goggles: ricerca web tramite fotografie

Di - 30 July 2012 - in

Qualche mese fa mi trovavo a Milano, in compagnia di amici, in un momento di tempo libero prima di alcuni impegni. Ci trovammo così ad occupare questo tempo tentando di visitare la Basilica di Sant’Ambrogio, che nessuno di noi aveva mai visto all’interno. Dispiace dire che fallimmo di nuovo, dato che la basilica era ancora chiusa e noi non potevamo attendere l’orario di apertura. All’esterno, però, sulle cancellate, erano affisse delle informazioni di base, che riportavano, oltre agli orari, tutto ciò che di fondamentale c’era da sapere sulla costruzione. Io sono un discreto appassionato di architettura, però, e non mi bastava ciò che era riportato lì sopra. Fortuna voleva che in calce al foglio fosse stampato un QR Code, che riportava alla pagina di Wikipedia della basilica, così da poter accedere alla documentazione nel modo più approfondito possibile. Fu uno degli amici che erano con me a fotografare il codice con il suo smartphone e a visualizzare il tutto. Lui possedeva un device Windows Phone, ma io ricordavo di avere qualcosa di analogo e altrettanto valido a bordo del mio Android, e quel qualcosa si chiamava Google Goggles.

Questa noiosa premessa, per dire che da quel giorno capii come sfruttare con comodità e profitto le potenzialità dei codici QR, e Goggles si dimostrava davvero un prodotto efficiente per svolgere tale compito.

Compiti che non si fermano qui, quelli in cui Goggles può rivelarsi la scelta giusta. Non è solo quello dei QR Code il campo in cui si muove. Volete avere un’idea delle volte in cui può rendersi utile quest’applicazione, oltre al caso di cui sopra?

Immaginate di star leggendo un libro che avete scoperto per caso, e di voler sapere qualcosa in più su di esso rispetto a ciò che è riportato in quarta di copertina. Basterà fotografare la prima, inquadrando titolo e autore, e verranno automaticamente rintracciate informazioni tramite una ricerca web sull’oggetto richiesto. Tutti i risultati di una ricerca Google al comando di un solo scatto fotografico. Oppure, pensate di star utilizzando un prodotto di cui non conoscete il marchio: basterà inquadrarlo bene con la fotocamera del telefono e Goggles, individuatolo, ricercherà su Google pagine ad esso riferite ed immagini simili. O ancora, un vostro amico o collega ha bisogno di passarvi le sue informazioni di contatto, in modo che possa essere raggiunto comodamente? Basterà che vi fornisca il suo biglietto da visita dotato di codice QR, cartaceo o digitale, per permettere a Goggles di scansionarlo e leggere i dati contenuti, che verranno poi visualizzati su display (insieme ai risultati di ricerca Google collegati al nome della persona) e potranno essere direttamente salvati fra i contatti del terminale.

E sono solo alcuni degli esempi di ciò che si può fare con questo programma per Android, dall’utilizzo e dalle funzionalità davvero semplicissime.

Le modalità di acquisizione immagine tramite fotocamera sono due, Continua e Istantanea. Io vi sconsiglio di usare la prima, giacché, rispetto alla seconda, utilizza una notevole quantità di banda per sostenere un flusso continuo di dati verso il server, dati che possono tranquillamente venire risparmiati trasmettendo solo il frame desiderato grazie alla modalità Istantanea. È poi possibile caricare direttamente files dalla galleria, e ciò diventa particolarmente utile e pratico quando possediamo QR Code di contatti che ci sono stati inviati direttamente dagli interessati, per via telematica e non fisica.

Lati negativi? Siccome tutti sappiamo che di perfetto non esiste nulla, è giusto parlarvi anche di quei pochi e piccoli difetti che questo prodotto si porta dietro. Ossia i due difetti che più o meno tutte le applicazioni Google possiedono, in fondo conseguenti l’uno dell’altro. Innanzitutto, il peso, che rivelandosi superiore ai 5 MB può essere considerato già rilevante in device con poco spazio di archiviazione disponibile, problema che almeno può essere parzialmente aggirato grazie alla possibilità di spostare Goggles su scheda SD di default, anche per dispositivi non rootati. E di conseguenza, l’impossibilità di girare su hardware più datato e meno potente rispetto alla media, che forse ne inficia la diffusione presso la fetta di mercato entry level. È infatti solo da quando dispongo del mio nuovo SonyEricsson che posso usufruire delle pratiche e divertenti funzionalità di Goggles, dato che prima non era supportato sul mio vecchio, seppur relativamente molto reattivo, Samsung Galaxy Next.

Se dovessi suggerire a Google un versante su cui puntare per migliorare questo e altri prodotti, penserei proprio a questo: all’accessibilità per la più larga fetta possibile di terminali. Le sue applicazioni sono per la maggior parte ottimamente sviluppate, ed è un peccato non consentire a tutta l’utenza di poter sfruttare i suoi servizi, proprio come Goggles, così utile, semplice e, ricordo, come sempre disponibile in maniera gratuita su Google Play.

 

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Bruno Torrini Articolo scritto da

Torinese di 21 anni, non è nè un informatico nè un tecnico, ma un semplice curioso che ama il mondo Google e sostiene
moralmente Android con tutte le sue forze.
Chimico fallito, dilettante astrofilo, progster sfegatato, fumettofilo e amante dell’estetica in arte e architettura.

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