Recensione Nexus 5

Di - 3 December 2013 - in
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Il Nexus 5 è stato lo smartphone più leakato che sia mai esistito. Fin dall’inizio dell’estate circolavano delle voci sulla rete. Poi è stata la volta delle prove fotografiche che ritraevano il dispositivo durante alcuni test. In questo gioco di vedo non vedo si è cimentata anche Google, invece di smentire e puntare sull’effetto sorpresa. È stato proprio un ingegnere che lavora a Mountain View a mostrarlo durante una conferenza ufficiale. A nulla sono valsi i tentativi di oscurare la scena incriminata e tagliarla, il filmato rimbalzava da ogni parte del globo. Dopo è stata la volta delle conferme e smentite che riguardavano la data del rilascio. Il giochetto sembrava dover fiaccare la resistenza dell’utenza. In realtà i fedelissimi non si sono lasciati prendere alla sprovvista. Sono bastati pochi giorni per far aumentare i tempi di attesa sul Play Devices, di cui è stata aperta anche una filiale (virtuale) Italia. Google più che in precedenza ha puntato sull’appetibilità del cellulare: hardware di punta ad un prezzo da dispositivo di fascia media. Questa strategia riuscirà ad imporsi sui lussuosi modelli della concorrenza?

DESIGN

Le caratteristiche del design sono molto vicine a quelle  introdotte con il Nexus 7 e ridefinite dalla nuova edizione del 2013. Linee precise e spigoli smussati, profilo pulito e materiali gommati, che trasmettono una sensazione quasi “setosa”. Chi è alla ricerca di un oggetto ricercato potrebbe storcere il naso. In realtà ogni pezzo si incastra alla perfezione per formare un qualcosa di interessante. Le critiche ai materiali utilizzati cesseranno non appena lo si potrà toccare. Il grip offerto dal pannello posteriore si avvicina a quello del Nexus 10Mattias Duarte la definisce “plastica dura”, resistente e soffice al tatto. Il profilo raffinato dello smartphone potrà reggere il confronto con altri modelli ben più costosi. Nel complesso sembra molto squadrato, ma i bordi arrotondati e curvi verso il retro addolciscono la forma. Il pannello anteriore è completamente piatto, le dita potrebbero scorrere sul display all’infinito, soltanto il vuoto è in grado di arrestarne il movimento. LG è riuscita a portare su questo terminale la tecnologia che ha permesso di ridurre i bordi al minimo, come sul G2.

Sotto il Gorilla Glass 3 che protegge lo schermo c’è anche la fotocamera anteriore (in alto vicino alla capsula auricolare) ed il led di notifica (ai piedi dello schermo). Sul pannello posteriore si ritrova il marchio di fabbrica del produttore, il logo Nexus e la fotocamera con il piccolo flash LED. Sul lato destro c’è il pulsante di alimentazione e blocco/sblocco. Dalla parte opposta si trova il bilanciere del volume. I tasti fisici, realizzati in ceramica, sono posizionati laddove si poggiano il pollice e l’indice. I mancini troveranno il tutto invertito, sarà comunque facile aumentare o diminuire il volume oppure accendere il cellulare. Sul bordo inferiore ci sono due griglie che sovrastano l’altoparlante di sistema e il microfono utilizzato per sopprimere il rumore in capsula durante la conversazione. A separare le due facce del comparto audio c’è la presa micro USB, per il collegamento del cavo dati o per ricaricare la batteria. Sul bordo superiore c’è soltanto il connettore per il jack audio, leggermente spostato a destra. Chi ama ascoltare la musica con gli auricolari farà bene a munirsi di un paio di cuffie, poiché Google non le ha inserite nella confezione.

Sono disponibili due colorazioni: bianco e nero. Il modello più chiaro benché sia appariscente è probabilmente migliore della sua controparte. In primis perché non è lucido (sui bordi) e riesce a mascherare meglio le impronte lasciate sulla scocca. Inoltre questo mix è il più riuscito da quando bigG ha inserito la doppia colorazione. Oltre alla cover posteriore si ritrova una capsula auricolare bianca che spezza con il nero del pannello anteriore. Occhi attenti riusciranno a ritrovare qualche imperfezione nella giunzione tra il vetro e il bordo laterale. C’è una piccola fenditura attorno allo schermo in cui si raccoglie la polvere e lo sporco. Questa leggerezza in fase di progettazione potrebbe incidere sull’aspetto estetico del dispositivo, a meno che non si impegni buona parte del proprio tempo a pulire.

SCHEDA TECNICA

LG Nexus 5
Processore Qualcomm Snapdragon 800 (MSM8974)
4x Krait 400 2.3 GHz, Adreno 330 GPU 450 MHz
Schermo 4.95 pollici IPS-LCD 1920×1080 Full HD
RAM 2GB LPDDR3 800 MHz
WiFi 802.11a/b/g/n/ac, BT 4.0
Memoria 16/32 GB integrata
I/O microUSB 2.0, jack 3.5mm, NFC, SlimPort,
Wireless Charging (Qi)
SO Android 4.4 KitKat
Batteria 2300 mAh (8.74 Whr) integrata
Dimensioni /Peso 137.84 x 69.17 x 8.59 mm /130 g
Fotocamera 8 MP con OIS e Flash (Posteriore)
2.1 MP Full HD (Frontale)
Banda Cellulare (D821) GSM: 850/900/1800/1900 MHz
WCDMA: Bande: 1/2/4/5/6/8
LTE: Bande: 1/3/5/7/8/20

HARDWARE

Quando si utilizza per la prima volta il telefono si resterà positivamente colpiti dallo schermo. Ora la diagonale è da 4,95 pollici, le immagini sono nitide (441 PPI) e in alta risoluzione (1080p). Il pannello è un IPS e come tutti gli schermi di LG la luminosità è elevata ma i colori potrebbero essere leggermente falsati. Chi ha provato i Super AMOLED noterà subito la differenza, neri illuminati e bianchi ingialliti. L’angolo di visuale è molto ampio e lo schermo sarà perfettamente visibile anche sotto la luce diretta del Sole. Purtroppo al momento la fedeltà dei colori si riesce ad ottenere soltanto con display OLED, più costosi dei semplici LCD.

La batteria è da 2300 mAh, piccola rispetto a quella dei top di gamma. La scarsa autonomia riportata da alcuni utenti potrebbe essere collegata all’effetto novità. Bastano alcuni cicli di carica e scarica, oltre al mitigarsi dell’utilizzo ricreativo perché si apprezzi la buona durata. Con un utilizzo medio e avendo attivate le varie connessioni è molto probabile che si arrivi ad una giornata. Il Nexus 5 è in grado di collegarsi sia a reti wireless a 2,4 GHz che a 5 GHz ed in generale non si trovano particolari problemi di ricezione. Il cellulare gode anche di connettività 4G ma in questo caso le prestazioni possono variare a seconda dell’operatore telefonico. Il comparto audio è quello in cui lo smartphone sembra più scadente. Probabilmente a causa di un singolo altoparlante o di alcuni problemi legati al software, l’audio è molto basso. Cosa ben diversa per le conversazioni telefoniche: il suono dalla capsula auricolare è limpido e il volume eccellente.

Qualche mese addietro Vic Gundotra aveva anticipato l’arrivo di un Nexus con prestazioni fotografiche da urlo. Sembra che si dovrà attendere ancora qualche mese. Nonostante la fotocamera da 8 Megapixel sia equipaggiata della stabilizzazione ottica dell’immagine, le foto sono deludenti. Gli scatti non sono paragonabili a quelli dei concorrenti. Il software della fotocamera risente molto delle precedenti versioni di Android. Non sono stati aggiunti filtri o funzioni che ravvivino quest’aspetto del cellulare. Eppure la documentazione a corredo di nuove API per l’app pare poter migliorare ciò che gli utenti di dispositivi Nexus attendono da anni.  Si dovrà attendere un aggiornamento che non dovrebbe tardare ad arrivare. Per quanto riguarda i video invece si può sfruttare appieno lo stabilizzatore, così da assicurarsi riprese stabili. Da notare che attorno al vetro del sensore si trova un anello magnetico. Probabilmente in futuro sarà rilasciata qualche ottica esterna (come quelle Photojojo) che permetterà di avere una vera macchina fotografica sempre con se.

Il processore è uno Snapdragon 800 (MSM8974), molto potente ed in grado di raggiungere i 2,26 GHz. Trovare questo chip su un terminale con questo prezzo potrebbe favorire le vendite. Gli hardcore gamers saranno felici di sapere che ci sono anche 2 GB di RAM e una GPU Adreno 330. La fluidità raggiunta è senza paragoni. La combinazione di un software rivisto e ottimizzato con processore di ultima generazione rende il telefono veloce. Le app si aprono senza accusare rallentamenti ed il passaggio da una all’altra è privo di attese. Perfino Chrome sembra un altro browser. La pagine web si caricano velocemente, si perde qualcosa quando si ridimensiona velocemente ma questo è da imputare all’applicazione.

SOFTWARE

Dopo aver utilizzato Jelly Bean a lungo ora è il momento di KitKat. Android 4.4 non è perfetto ma rappresenta un grosso passo in avanti sia in termini di design che di prestazioni. Le novità dell’interfaccia si possono paragonare al taglio netto con il passato che fece registrare Ice Cream Sandwich. Il launcher è cambiato; le schermate sono ridotte, si possono aumentare solo se si inseriscono più widget o icone. La nuova filosofia permette di ridurre al minimo spazi vuoti, cosa che incide non poco sulle prestazioni. Chi ha bisogno di tanto spazio sarà felice di sapere che si è arrivati a 25 diverse schermate, l’unico freno è stata la monotonia. I gradi di libertà sono tanti, per lo meno a destra. Non appena dalla home si scorre verso sinistra si passa a Google Now, ora ben integrato e ricco di nuove funzioni. Fungerà da centro di controllo della vita quotidiana, riconoscendo il luogo in cui ci si trova. Si potrà anche cercare qualche app che si trova sul telefono e lanciarla velocemente. Tutto questo ha portato anche all’integrazione della funzione di ricerca vocale. Basta pronunciare “OK Google” affinché il telefono si ponga in ascolto. Questa funzionalità è disponibile al momento solo negli USA.

L’elenco delle app ha come sfondo quello di sistema. Le dimensioni della griglia sono aumentate, si è recuperato spazio eliminando le etichette superiori. Per inserire i widget lo si dovrà fare alla vecchia maniera: un tocco prolungato sulla home. Allo stesso modo si potrà cambiare lo sfondo o inserire qualche collegamento. Grazie ad un nuovo framework tutti i gestori di file saranno riportati in una particolare lista che comparirà dalla sinistra quando si interagirà con  particolari contenuti. Gli sviluppatori hanno inserito una modalità a tutto schermo che sarà utilizzabile in modo automatico dalle app. In questo caso le barre (di navigazione e di stato) scompariranno o diventeranno trasparenti. È stato cambiato anche il colore delle icone di stato: dall’azzurro si è passati al bianco. In generale l’interfaccia è pulita e si apprezza tanto la semplicità. Viene migliorata anche la gestione dei sensori che interagiranno con il sistema di meno così da garantire anche una migliore autonomia.

CONCLUSIONI

Nonostante alcune pecche (fotocamera su tutte) il Nexus 5 è un telefono da avere. La versione da 16 GB è venduta a 349 euro, quella da 32 GB arriva a 399. Per questo prezzo non si troverà nient’altro con le stesse prestazioni. Questo potrebbe essere il dispositivo che schiaccerà la concorrenza. In assoluto il miglior Nexus che sia mai arrivato sul mercato. I top di gamma però potranno dormire sogni tranquilli. In genere il segmento occupato da Iphone 5S, Moto X, HTC One e Xperia Z raccoglie un pubblico diverso, più attento ai dettagli e meno al portafoglio. L’ultimo prodotto di bigG è più Google-centrico, i servizi software sono gestiti in modo perfetto. Eppure continua a restare lo smartphone perfetto per gli sviluppatori. Il grande pubblico dovrà attendere ancora per avere un terminale più user-friendly e meno ostico.

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Emanuele Boncimino Articolo scritto da

Web designer, sviluppatore, tech specialist ed Android Guru: sono gli obiettivi che vorrebbe raggiungere nel lungo termine. Mantiene un ottimo grado di conoscenza del mondo racimolando news estere. Sempre alla ricerca di sfide che possano nutrire la propria mente: Engeene è tra queste.

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