Recensione TuneIn Radio: la radio su Android

Di - 25 September 2012 - in

Come molti di voi sapranno, diversi smartphone attualmente in commercio posseggono un sintonizzatore FM in grado di ricevere le classiche trasmissioni radio in modulazione di frequenza, sfruttando il cavo auricolare come antenna di segnale. È anche risaputo, però, che in condizioni avverse e di non ottimale copertura radio – che sia per motivi orografici o per motivi regionali – l’ascolto di tali trasmissioni diventa problematico, se non talvolta impossibile.
Aggiungiamo, inoltre, che molte emittenti trasmettono solo a livello locale, o a frequenza differente a seconda delle varie regioni italiane, e che, ovviamente, ogni programma che viaggia in FM sia ascoltabile solamente in diretta (a meno di repliche).

Per ovviare a tali problemi, negli ultimi anni la Rete ci è venuta incontro, proponendoci per mezzo del Web una soluzione alternativa e molto efficace ai ricevitori FM, nonché estremamente flessibile: le trasmissioni online e gli streaming!

E ad applicare tale concetto alla tecnologia Internet mobile, e in particolare per il sistema operativo di Google, Android, ci pensa una brillante applicazione che da tanti verrà ritenuta utile: si tratta di TuneIn Radio.

TuneIn Radio, applicazione che uso con soddisfazione da qualche tempo, porta la radio su Android e consente di selezionare i nostri ascolti con un’ampia scelta di differenti modalità. È possibile scegliere di raccogliere le stazioni secondo diversi parametri, dalle categorie di trasmissione alle aree regionali. Non sono selezionabili solo le emittenti italiane, ovviamente, ma le stazioni di ogni parte del pianeta! Scegliendo, infatti, di ricercarne “Per Luogo“, sarà possibile optare per ascoltare trasmissioni suddivise per continenti, e successivamente per nazioni.

All’interno della sezione delle stazioni locali, i gruppi di ricerca vengono ulteriormente suddivisi per aree, o per nomi più popolari: nell’immagine qui sopra, ad esempio, è visualizzato il raggruppamento delle emittenti di Stato Radio RAI. Fra quelle a differenziazione regionale, è espressa fra parentesi la provenienza della trasmissione: i programmi a carattere locale, quindi, come il Telegiornale Regionale di Radio 1, faranno riferimento all’area dalla quale provengono.

L’audio di riproduzione dipende dalla qualità della sorgente di emissione, nonostante io l’abbia sempre trovato di ottima qualità, e dal bitrate dello streaming. A proposito di quest’ultimo aspetto, segnalo che fra le varie opzioni (abbondanti) una fra le più interessanti è quella relativa alla possibilità di scelta del bitrate della trasmissione, appunto, che però, curiosamente, si può selezionare in due sole varianti indipendentemente dalla trasmissione che si stia seguendo: 96 kbps con estensione .wma o 32 kbps con estensione .mp3.

Un appunto è d’obbligo: nonostante entrambi i bitrate consentirebbero (in linea teorica) l’ascolto continuo di uno streaming anche sotto connessione dati EDGE (che, ricordo, in condizioni ottimali raggiunge i circa 230 kbps in download), nella pratica io non sono mai riuscito a godere della fruizione completa in tali condizioni, con il programma che veniva spesso interrotto per effettuare il buffering. Un peccato, dato che l’utilizzo prolungato sotto copertura HSPA incide pesantemente sui consumi energetici.

Ma la feature che considero più interessante di tale applicazione si basa  sulle capacità di ricerca: non solo è ovviamente possibile ricercare una qualsiasi stazione radio fra quelle presenti a livello mondiale, ma è anche possibile effettuare una ricerca in base al brano che desideriamo ascoltare.

TuneIn Radio può ricercare se quel brano stia venendo trasmesso su una delle emittenti globali che posseggono una trasmissione online, e se non ne trova, ricercherà anche nelle banche dati dei podcast di tali emittenti. In pratica, se esistente e se verrà rintracciato, noi potremo ascoltare in streaming il podcast del brano da noi desiderato, appartenente magari ad una trasmissione andata in onda alcuni anni fa.

L’ultimo punto, infine, riguarda un aspetto prettamente “pragmatico”: è inevitabile chiedersi quanto (e in quale quantità) sia sostenibile l’utilizzo di un tale servizio. Da notare, infatti, che (oltre all’aspetto energetico) il consumo di traffico dati non è assolutamente trascurabile, e potrebbe portare in molti casi all’esaurimento rapido di bundle dati anche notevoli. Faccio presente che, per quel che ho potuto constatare, mezz’ora di ascolto è in grado di “costare” anche 20 o più MB sull’opzione dati, e che non c’è ancora certezza su quanta efficacia abbia l’optare per l’ascolto a bitrate ridotto a 32 kbps.

Nonostante ciò, però, i vantaggi del possedere una simile applicazione si fanno sentire, e a mio avviso superano i piccoli svantaggi che un simile uso si porta inevitabilmente dietro. Anche considerata la gratuità del servizio, e la possibilità che offre di accedere a contenuti che (svago a parte) possono trovarsi piuttosto utili in mobilità.

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Bruno Torrini Articolo scritto da

Torinese di 21 anni, non è nè un informatico nè un tecnico, ma un semplice curioso che ama il mondo Google e sostiene moralmente Android con tutte le sue forze. Chimico fallito, dilettante astrofilo, progster sfegatato, fumettofilo e amante dell'estetica in arte e architettura.

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