Rete Display di AdWords: la Copertura flessibile

Di - 9 July 2012 - in

Nelle scorse settimane abbiamo parlato di quanto sono utili “argomenti” e “interessi” nella rete display di Google AdWords. Abbiamo parlato di questi accorgimenti per dare uno stimolo nell’uso della rete display, spesso bistrattata rispetto al keyword advertising puro.

La ricerca spesso “illude”, regala alti CTR e quindi diventa il terreno di caccia preferito da tutti i cacciatori; ma quando le prede poi iniziano a concedersi un boccone ciascuno, è allora opportuno provare nuove strade.

Ciò non vuol dire assolutamente che sia necessario abbandonare la ricerca. Vuol semplicemente dire che in questa fase, proprio perché molti non hanno ancora scoperto questa florida tenuta (per seguire la metafora del cacciatore), sarebbe il caso di giocare di anticipo ed iniziare una nuova avventura. Anticipare quindi proattivamente quello che sarà il comportamento di molti di qui a qualche mese.

Recupero – sottolineare in questi casi non fa mai male – il concetto che a differenza di tutti (meglio forse dire molti) sistemi di pubblicità basata su banner, la rete display di AdWords rappresenti un’opportunità di campagna opt-in e perciò deve essere considerata assolutamente produttiva. CTR e conversioni devono arrivare anche qui. Sono finiti i tempi nei quali la display sfruttava il buon vecchio AdSense, per regalare solo campagne di Brand Awareness.

E quindi cosa si sono inventati in Google mano a mano che questi dati iniziavano a migliorare? La copertura flessibile (flexible targeting), configurabile a livello di impostazioni della campagna.
La cosa interessante è che la copertura flessibile consente di scegliere dei metodi di targeting o di impostare per questi delle offerte, quando vengono aggiunti ad un gruppo di annunci specifico.

Prima di questa variazione era possibile scegliere a livello di campagna la copertura generica o la copertura specifica. Col primo sistema gli annunci venivano mostrati (grazie alla selezione in campagna) quando corrispondevano al metodo di targeting primario. Col secondo invece veniva stabilito un incrocio di targeting ed in corrispondenza di una comunione generale, gli annunci venivano mostrati.

La copertura flessibile sposta innanzitutto il controllo da “campagna” a Gruppo Annunci e lo fa in due modi:

  • consente di selezionare qualsiasi combinazione di target
  • consente di combinare differenti metodi di target e di gestire le offerte
Non è da sottovalutare che questa variazione garantisce anche una certa trasparenza nella distribuzione delle impressions nella campagna. In poche parole per quanto possa sembrare un passo indietro in quanto la gestione della campagna è naturalmente il metodo migliore per avere un controllo totale di qualsiasi azione, il vantaggio consistente della copertura flessibile è la possibilità di fare sperimentazioni senza bisogno di mettere in pausa la campagna ed attivarne dei cloni.
Lavorando attivamente su distinti metodi di targeting ed offerta a livello di gruppo annunci, la possibilità di arrivare ad una calibrazione che garantisca impressions e clic prima (quindi CTR) e profitto dopo (conversioni = ROI) è sicuramente più semplice.
Il mio consiglio è quello di provare questa funzione su una campagna non proprio matura. Questo per non stravolgerne i meccanismi ed anzi… la naturale attivazione è a mio parere proprio su campagne neonate, dove di fatto la sperimentazione è necessaria.
Buoni test a tutti quindi. Sono sicuro che per gli appassionati delle sfide Display, Google ci regalerà nuovi giocattoli molto presto.

 

 

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Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea "Blubit" Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E' Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

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