Ricerche migliorate in Google Drive

Di - 14 March 2013 - in
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Google Drive, come la maggior parte dei prodotti targati Google, offre un potente motore di ricerca interno e funzionalità avanzate che consentono agli utenti di trovare sempre quello di cui hanno bisogno.

Con l’evolversi degli strumenti informatici e l’aumentare della quantità di informazioni da gestire ogni giorno, (mail, documenti, fotografie, scansioni pdf, report…etc etc), il problema di trovare e di avere sempre tutto a portata di mano è diventato sensibilmente serio.

Il grande, “vecchio” e quindi primo approccio è stato quello di organizzare, strutturare e classificare tutti questi “oggetti” al fine di evitare che si potessero in qualche modo nascondere nel loro numero totale .

Mettere ordine al caos è semplice, (un processo mentale che ci restituisce subito un feedback: sposto un documento perchè lo voglio separare dagli altri), e soprattutto molto legato all’esperienza informatica personale, (dal sistema operativo in su), ma non solo (dalla prima elementare in su).

Gli svantaggi di questo approccio (intervento manuale, tempo impiegato) sono chiari con l’incremento dei numeri in gioco e l’enorme mole di dati presenti in Internet ha consentito non solo la nascita dei search engine ma anche l’evoluzione di un nuovo modo di pensare: lasciare che un sistema automatico “metta ordine” all’interno della massa per noi restituendoci quello che cerchiamo di volta in volta.

Oltre il testo: OCR

All’interno di Drive ogni file testuale, in formato HTML, PDF o XML viene indicizzato per consentirne la ricerca puntuale. Google ha implementato anche un sistema OCR di riconoscimento dei caratteri davvero versatile in grado non solo di riconoscere parole all’interno di fotografie o immagini ma anche in simboli e “punti di riferimento” in genere.

Cercare "Android" restituisce tutti i documenti che ne contengono il logo

La cosa davvero interessante è che, trattandosi di un prodotto cloud bastato sull’esperinza di Google nel campo del web, è possibile trovare paesaggi, monumenti, ritratti famosi, loghi digitando il loro nome nella buca di ricerca, senza doversi preoccupare di associare meta dati o classificare queste risorse.

Un sistema espandibile

Poichè Google ha rilasciato un notevole set di API e favorito l’implementazione di applicazioni proprietarie, Drive si è spesso trasformato in un repository per tanti file custom o di formati meno noti. Per estendere anche a questi elementi le potenzialità offerte dal search engine, è possibile indicare  a Google, tramite l’apposito parametro useContentAsIndexableText, di sottoporre a scansione il corpo di questi elementi  e di trattarli come qualsiasi altra risorsa testuale.

Da un punto di vista formale useContentAsIndexableText non indica quale contenuto scansionare ma si limita a dichiarare “omogeneo” un oggetto che altrimenti Google non avrebbe potuto sapere come trattare.

Poichè però a volte le applicazioni di terze parti hanno la necessità di lavorare con shortcut file o con tipologie di documenti senza un text content vero e proprio (binari per esempio), Google ha reso disponibile anche un campo nascosto di nome indexableText che permette di aumentare la visibilità di contenuti custom altrimenti non ricercabili; se volete approfondire il grado di dettaglio di queste soluzioni potete consultare la Google Drive API references.

Google Drive offre quindi copiose soluzioni, realizzate direttamente da Google e messe a disposizione di utenti e sviluppatori, per consentire a chiunque la massima flessibilità ed accesso ai propri documenti e risorse online beneficiando della velocità e precisione offerta nell’ambito delle ricerche web.

Via | Google Apps Developer Blog

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Andrea Testa Articolo scritto da

Laureato in Comunicazione Digitale, curioso ed affascinato dall’informatica, specialista Google Apps. Sviluppatore software, ama tutto ciò che si manifesta sotto forma di intelligenza, tecnica ed innovazione, come il web e l’open source.

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