Ricerche più sicure in Chrome

Di - 23 January 2013 - in

La sicurezza degli utenti è un fattore molto importante e Google lo sa bene. Non a caso la ricerca tramite la omnibox (la barra degli indirizzi) di Chrome viene effettuata tramite Secure Sockets Layer (SSL) per gli utenti che hanno effettuato l’accesso con il proprio account Google. Abbiamo già visto che Chrome 25 porterà una grande ondata di novità e, tra queste, vi è anche l’estensione di questa ricerca sicura agli utenti che non effettuano l’accesso con l’account Google.

L’utilizzo di SSL offre un’esperienza più sicura, protetta e privata. Durante la navigazione in Internet, infatti, si inviano e ricevono dati sottoforma di pacchetti, i quali hanno un difetto particolare: possono essere “annusati” da eventuali malintenzionati. Non solo: possono anche essere visti. In condizioni non protette, chiunque potrebbe vedere i dati che inviate e ricevete. Con l’utilizzo di SSL, invece, i pacchetti che inviate vengono criptati, quindi diventano illeggibili a chi li “annusa”. Chrome 25 permetterà a chiunque di criptare le query delle ricerche effettuate su Google tramite la omnibox, aumentando così la sicurezza e la privacy degli utenti.

In quest’ottica, è utile vedere quali altri servizi offrono una navigazione sicura e quando hanno adottato SSL: Gmail agli inizi del 2010, Twitter in febbraio 2012 e Facebook nel novembre dello stesso anno. Google, oltre a rendere sicuro il suo servizio di webmail, ha introdotto la Ricerca Criptata in maggio 2010 e l’ha resa il metodo di ricerca predefinito per gli utenti loggati in ottobre 2011. Anche Firefox, il browser di Mozilla, cripta le ricerche su Google da luglio 2012 e Safari fa lo stesso da settembre dello stesso anno. Chrome, che è il più giovane dei browser citati, non abbandona questa linea comune e, come abbiamo visto, vuole allargare l’invio sicuro dei dati anche a chi non effettua il login con l’account Google: un ottimo vantaggio per tutti.

Ma che conseguenze ha tutto ciò sull’utilizzo del browser? Nessuno. Gli utenti non devono temere alcun rallentamento, anzi: possono addirittura apprezzare una maggiore velocità grazie al protocollo SPDY.

Via | Chromium Blog

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Mattia Migliorini Articolo scritto da

Studente di informatica presso l’Università di Padova, web designer, amante di Linux e dell’open source in generale.
Membro di Ubuntu e di 2viLUG, da gennaio 2012 è collaboratore di Engeene.

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