Scenari della fusione tra Chrome ed Android

Di - 29 March 2013 - in
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Ad una recente conferenza tenutasi in India Eric Schmidt ha confermato che Chrome ed Android resteranno due piattaforme separate. L’ex numero uno di Mountain View non ha nascosto che, nel breve periodo, i due sistemi potrebbero condividere delle caratteristiche; basti pensare ai recenti rumors che vogliono come imminente l’arrivo di Google Now anche in Chrome. Sebbene l’ipotesi della fusione, circolata più volte sulla stampa tecnologica, si era sopita è bastata la recente ricollocazione di Andy Rubin e la “promozione” di +Sundar Pichai in Android per riaccendere la scintilla. Le “profezie” si moltiplicano in rete e sono raggiunte soltanto dalle innumerevoli illazioni ad opera di presunti informatori. Chrome ed Android ora sono sotto la stessa guida ed  il loro destino sembra scontato.

Perfino il Times si è occupato della faccenda in un dettagliato articolo. Secondo il settimanale statunitense Android garantisce ai produttori hardware la possibilità di competere con Apple ed i suoi idevice. I piani dei partner di Google, però, sono destinati a cambiare in un futuro prossimo: nel tentativo di minimizzare la loro dipendenza da bigG sembra che HTC, Samsung e Sony potrebbero adottare degli OS mobili alternativi. La soluzione per Larry Page & soci è costituita da Chrome. Dalle pagine del noto magazine emerge una considerazione sull’incidenza dei software: in Android le app condizionano a tal punto il pubblico da scatenare delle diatribe all’intero del panorama. Di contro, il moltiplicarsi delle web apps di Chrome sembra non avere la stessa presa sul pubblico. Così a Mountain View dovrebbero integrare le app mobili all’interno del browser, realizzando di fatto anche la fusione tra i rispettivi market (Chrome Web Store e Play Store). Questa fantasiosa teoria vedrebbe il recente lancio del Pixel come esperimento di massa grazie al quale si può valutare l’uso dell’interfaccia touch su un portatile. Da notare che Chrome OS in termini di richieste hardware è più parsimonioso rispetto ad Android, il quale funziona su una macchina virtuale (Dalvik Virtual Machine).

Microsoft si è cimentata nell’impresa di unificazione dei sistemi operativi di dispositivi mobili, smartphone e tablet, con i PC ma il risultato, deludente, è testimoniato dalle scarse vendite di Windows 8. Sembra, invece, più produttiva la strada intrapresa da Apple: Mac OS e iOS condividono delle funzioni ma sono destinati a macchine diverse. Per gli OS made in Google la contaminazione è addirittura più viscerale: sia Chrome che Android condividono un kernel derivato da Linux.

L’ipotesi di fusione ventilata in precedenza secondo cui dovrebbe essere Chrome la piattaforma che ospiterà i software (sia quelli utilizzabili esclusivamente online che in locale) garantirebbe a Google la sua maggiore fonte di guadagni ovvero la veicolazione della pubblicità online che nel solo quarto trimestre del 2012 gli ha fruttato 8,8 miliardi di dollari.

Fonte | Techland, 9to5Google, OMG Chrome

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Emanuele Boncimino Articolo scritto da

Web designer, sviluppatore, tech specialist ed Android Guru: sono gli obiettivi che vorrebbe raggiungere nel lungo termine. Mantiene un ottimo grado di conoscenza del mondo racimolando news estere. Sempre alla ricerca di sfide che possano nutrire la propria mente: Engeene è tra queste.

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