Scopriamo Google Input Tools

Di - 6 July 2012 - in

Google produce talmente tanto software che spesso molti progetti interessanti vanno a perdersi, venendo dimenticati dalla maggior parte degli utenti e relegati magari a nicchie di utenti specifici. Uno di questi, decisamente interessante, è Google Input Tools. Questa mini-suite di strumenti, disponibile come estensione Chrome, applicazione Android e applicativo desktop, ha come fine quello di semplificare la digitazione di caratteri in varie lingue non avendo a disposizione tastiere dedicate o sistemi di input specifici.

Un tool omni-comprensivo per superare qualsiasi tipo di barriera linguistica. I due metodi di input principali sono la tastiera semplificata e la translitterazione fonetica. La prima non è altro che un’ampia collezione di tastiere a schermo e viene utilizzata dalle principali lingue che usano l’alfabeto latino, arabo, cirillico e alcune altre come il cherokee e alcune lingue del sud-est asiatico. Per gli ideogrammi invece, in particolare per il Cinese e il Giapponese, esiste un sistema più complesso che partendo dalla translitterazione Pinyin per il cinese e dal romaji  per il Giapponese, digitando la versione in alfabeto latino di una parola, suggerisce una serie di risultati possibili tra cui scegliere l’ideogramma desiderato.

Il sottoscritto ha provato principalmente la versione Chrome, che si presenta come un’estensione cliccabile che va a mostrare un menù a tendina contenente le lingue preferite che una volta selezionate, attiveranno una tastiera a schermo che potrà essere spostata nella schermata del browser ed usata per digitare i caratteri non disponibili sulla vostra tastiera, oltre a shortcut comuni. Nel caso di Cinese e Giapponese invece, prenderà vita la vera magia. Sotto ai campi di testo infatti, digitando normalmente, comparirà un elenco di ideogrammi suggeriti, basandosi sulla fonetica delle lettere digitate. Con i numeri poi potremo selezionare uno tra i primi 5 ideogrammi suggeriti, velocizzando quindi la digitazione. A fronte di un uso abbastanza sostenuto, posso dire che risulti abbastanza preciso ed intuitivo, sebbene acquisire velocità di digitazione richieda parecchio tempo, soprattutto se come me non avete mai usato un tool di questo tipo.

Lo strumento desktop invece risulta essere molto più complesso e potente. Partendo da funzionalità simili a quelle della versione per Chrome, si aggiungono numerose feature avanzate per semplificare e velocizzare la digitazione, come la definizione di macro e schemi di regole per la translitterazione. Su Android invece troviamo una versione molto più limitata di questi tool, ovvero 3 applicazioni, scaricabili dal market: una per il coreano, una per il cinese ed una per il giapponese. Ovviamente con la tastiera touch, le altre lingue sono già supportate dai vari layout di tastiera disponibili.

In definitiva, Google Input Tools si presenta come un buono strumento per l’accessibilità, come ne esistono tanti altri, ma realizzato da Google principalmente per colmare il gap in Chromium e Android con un software affidabile, ottimizzato e specifico, cosa che riescono a fare abbastanza bene.

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Simone Robutti Articolo scritto da

Laureato in Informatica, specializzato in sviluppo web e comunità virtuali, hardcore gamer, flamer per passione.

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