[Sketch Up] Miglioramenti nell’interazione familiare del bambino autistico

Di - 30 January 2012 - in

Uno studio della University of Utah, pubblicato di recente, evidenzia l’utilità di Google SketchUp nei progressi ottenuti da parte di bambini con disturbi dello spettro autistico, in particolar modo nelle interazioni con il sistema familiare.

La storia di come SketchUp si sia dimostrato efficace come tool cognitivo ha inizio, in modo fortuito, qualche anno fa ed è quindi necessario fare una breve premessa.


Circa 8 anni or sono il team Google di sviluppo della popolare applicazione di modellazione grafica 3D iniziò a ricevere da alcuni utilizzatori un inusuale feedback. Parecchi utenti, genitori e parenti di bambini autistici, riportavano un particolare coinvolgimento dei loro piccoli nel disegnare oggetti con questo software. Ma che cosa è l’Autismo? Dalle Linee guida per l’autismo possiamo trarre questa definizione: 
L’Autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative all’interazione sociale reciproca, all’abilità di comunicare idee e sentimenti e alla capacità di stabilire relazioni con gli altri (Baird et al., 2003; Berney, 2000; Szatmari, 2003). L’Autismo, pertanto, si configura come una disabilità “permanente” che accompagna il soggetto nel suo ciclo vitale, anche se le caratteristiche del deficit sociale assumono un’espressività variabile nel tempo. 

 I soggetti autistici trovano difficoltà nell’utilizzare i più comuni canali comunicativi come il linguaggio orale e la scrittura, ma in genere possiedono buone capacità visuali e spaziali nel tradurre pensieri in immagini. Per alcuni bambini con disturbi dello spettro autistico SketchUp sembrava dunque possedere una funzione di ausilio informatico in grado di fornire uno strumento utile a potenziare le loro possibilità espressive.


Pertanto, nell’intento di studiare l’uso di SketchUp come tool per questo particolare utilizzo, fu creato il Progetto Spectrum 

Più recentemente la University of Utah ha formato, in partnership con Google, un team di ricerca, il Progetto iStar, presente anche su Google Plusorganizzando una serie di laboratori nei quali inizialmente l’obiettivo era di insegnare a ragazzi autistici (di età compresa tra 8 e 17 anni e va doverosamente ricordato che si parla sempre di soggetti “ad alto funzionamento”) l’utilizzo di SketchUp. 


La struttura di questi workshops, come espresso nel paper pubblicato dagli studiosi, è stata modificata in itinere dal team interdisciplinare allo scopo di sviluppare le capacità dei ragazzi in vista di una auspicabile autonomia da futuri adulti nel mondo del lavoro, nonché le loro abilità di integrazione sociale. La struttura del programma si è infatti evoluta quando i ricercatori hanno avuto consapevolezza della rilevanza degli aspetti sociali sottesi alla conformazione dei laboratori. Hanno così cominciato ad esaminarne le dinamiche con maggiore attenzione scoprendone una funzione facilitativa del coinvolgimento sociale sia tra i ragazzi stessi che nei confronti della loro rete familiare (genitori, fratelli e anche i nonni) come “ponte intergenerazionale”. In questo modo è stata offerta alle famiglie l’occasione di catturare e far convergere l’attenzione dei ragazzi nei confronti di un obiettivo sollecitando un interesse condiviso verso l’aspetto tecnologico e le abilità visuali e spaziali. Le competenze dei ragazzi sono state incanalate verso una evoluzione delle loro abilità sociali durante i workshop attraverso l’insegnamento e la condivisione di esperienze tra pari, per esempio i ragazzi dovevano spiegare e illustrare ai compagni i risultati delle loro elaborazioni tridimensionali al computer e gli effetti ottenuti.

Ne sono emerse indicazioni sugli effetti positivi della tecnologia nel promuovere la costruzione di relazioni interpersonali più forti. Nonostante SketchUp sia stato concepito e progettato per un uso da parte di neurotipici e non sia un tool specificamente ideato per persone con bisogni diversi, la sua tecnologia si è rivelata adatta dal punto di vista dell’ergonomia cognitiva anche per queste persone. Collateralmente è emersa una maggiore autostima e consapevolezza di sè dei soggetti coinvolti dovuta probabilmente al focalizzarsi sui loro punti di forza creativi piuttosto che sui loro disturbi.


Temple Grandin, la famosa scienziata affetta a sua volta da disturbi dello spettro autistico, a proposito del Progetto iStar ha dichiarato:

“Questo è un grande progetto che aiuterà tanti bambini autistici a raggiungere capacità di cui essere fieri e a condividerle con gli altri. Spero che Google lo diffonda negli USA e nel mondo.”

Si ringrazia Maria Grazia Fiore

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Roberta Ranzani Articolo scritto da

Lifelong learner affascinata dal Web e dalla possibilità d’allacciare infinite Connessioni. Ama cucinare, i libri, la musica, le arti visive, i gatti e l’Affabulazione.

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