Street View sbarca ad Hashima, l’isola “Corazzata” fantasma

Di - 3 July 2013 - in
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Google Street View approda ad Hashima, l’isola ex miniera di carbone divenuta a 40 anni di distanza dalla sua chiusura, uno dei luoghi più suggestivi, ma allo stesso tempo architettonicamente più spettrali di tutto il pianeta.

Quando nel 2005 fu concesso per la prima volta ad un gruppo di giornalisti di visitare l’isola di Hashima, la sensazione di stupore ed incredulità che deve aver pervaso le loro menti, sarà sopraggiunta ad una velocità quantomeno superluminale. Dico questo perché i paesaggi mozzafiato mi emozionano, i panorami possono anche farmi rabbrividire, ma nessun luogo fino ad ora, mi ha fatto provare sensazioni empatiche come questa isola fantasma del sud del Giappone. Tuttavia, per comprendere da dove nasce questo stupore, dobbiamo leggerne la storia seppur a grandi  linee.

Hashima, chiamata anche Gunkanjima “isola della nave da guerra” per via della sua somiglianza ad una corazzata, è un isoletta della prefettura di Nagasaki. Dal 1890, anno di scoperta di una miniera di carbone, fino al 1974, anno di chiusura della miniera, è stata abitata dai minatori e dalle loro famiglie. Le condizioni di vita sull’isola erano a dir poco proibitive. Nel 1959 ci abitavano quasi 5300 persone, per una densità record di 83500 abitanti per km². All’interno dell’isola che misura 485×160 metri, furono costruiti negozi, una scuola, un ospedale, una piscina ed un campo da tennis. Ma la maggior parte degli edifici era rappresentato da strutture in cemento armato adibite ad abitazioni per i minatori. Palazzine di 9 piani dove migliaia di uomini erano stipati fino all’inverosimile in veri e propri alveari. La situazione è possibilmente ancora peggiorata quando, al posto dei minatori, vi furono costretti a lavorare schiavi di guerra cinesi e coreani. Le abitazioni monolocali civili divennero ben presto vere e proprie campate da 8 persone presidiate dai militari Giapponesi.

Dopo la chiusura della miniera per motivi economici, legati alla mancanza di competitività rispetto alle moderne fonti di energia, l’isola fu abbandonata, e per 30 anni non se ne seppe più nulla. Gli edifici, erosi dalla salsedine e dalle mareggiate, sono divenuti colossi decadenti di cemento, veri e propri totem dell’aberrazione  umana.

L'isola "fantasma" in pieno sfruttamento della miniera.

Scalinata settore residenziale prima e dopo.

Ma come tutte le Ghost Town, anche Hashima esercita un suo fascino di decadenza e mistero. Al giorno d’oggi viene visitata da pochi e fortunati turisti, vincolati però da rigidi e restrittivi percorsi messi in sicurezza dalle autorità nipponiche. Tuttavia, un posto ai limiti dell’incredibile come questo, non poteva di certo sfuggire a Google. E così, con una approfondita ed estesa mappatura, che si è addentrata anche nei posti più pericolosi e, va da se, inaccessibili ai turisti, possiamo anche noi visitare uno dei posti più surreali della terra. Le riprese sono state realizzate con la inconfondibile Trekker Camera. Uno zainetto ipertecnologico che consente esplorazioni pedonali molto dettagliate.

Una incredibile immagine di Hashima e dell'esploratore di Big G.

Tetti, corridoi, la trekker camera non conosce ostacoli.

Un posto impregnato di fascino come Hashima, l’isola fantasma, non poteva che ispirare quei settori che hanno nella fantasia e nel mistero la loro location ideale. Parlo ad esempio della cinematografia, che nel recente ‘007 Skyfall‘, si è ispirata allo scenario dell’isola. Così come il Videogame ‘Infamous’  ha fatto di un’ambientazione postatomica e decadente in stile Hashima, il suo sfondo ideale.

Per finire, vi allego un incredibile screenshot preso direttamente dallo Street View ed il video ufficiale del dietro le quinte delle riprese della Google. Consiglio vivamente a tutti di guardare il video in HD o Full HD (per i più tecnologici c’è addirittura l‘opzione 3D), sono delle riprese con un montaggio stupendo e che per circa 2 minuti e mezzo vi faranno davvero emozionare.

Video ufficiale delle riprese:

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Dario Mola Articolo scritto da

Da sempre con la passione per l'informatica e le nuove tecnologie. Con l'universo Android è stato un vero colpo di fulmine, un progetto che seguo dalla versione 1.6 passando per tutte le Major Release successive. Mi piace andare a scovare applicazioni poco note per portarle alla ribalta, è un pò come contribuire alla crescita dell'ecosistema Android filtrando le applicazioni più valide e meritevoli. Appassionato di sport, scacchi, cucina e libri.

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